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Annozero - Crisi di regime

Il giorno dopo il voto di fiducia alla CameraAnnozero si è occupata della crisi interna al governo o, meglio, interna al regime berlusconiano.

Prima però, il conduttore ha continuato il suo discorso personale con i vertici della Rai, anche dopo il procedimento disciplinare per l'apologo dei bicchieri che non è piaciuto a Masi. Questa volta Santoro si è rivolto a Garimberti, presidente di garanzia: “è un dovere batterci per l'autonomia dei programmi”, dice il conduttore. Garimberti aveva detto questa estate che“Annozero può cominciare”: ma deve cominciare con le sue caratteristiche.
 
Nella BBC, che è il più grande servizio pubblico televisivo, sono i giornalisti che scrivono il codice di comportamento delle trasmissioni, non i partiti. Il CDA della Rai ha la responsabilità di scegliere se questo è un programma da servizio pubblico, e assumersene le responsabilità (e i telespettatori faranno le loro scelte).
 
Santoro ha anche ricordato l'operaio suicida a Castellammare: nella scorsa puntata Annozero si era collegata con quegli operai e aveva mostrato un cartello “Annozero la nostra voce”. Il grido di quegli operai è un grido di disperazione: quella disperazione non la sento negli altri TG. “E questa è una responsabilità che sento mia” ha concluso.
 
Anche il PDL ha fatto un esposto sul contraddittorio (assente secondo loro) della trasmissione: è nei loro diritti. Ma chi è l'arbitro che dovrà decidere in merito? Servirebbe un TG che lo racconti (pochi telegiornali han raccontato cosa è veramente successo nell'AGCOM): Giulia Innocenzi ha allora improvvisato un Tgzero su Antonio Martusciello.
 
Che ha preso il posto di Giancarlo Innocenzi, dopo le sue dimissioni per le telefonate intercettate in cui si tramava per chiudere Annozero. Martusciello è un ex manager di Publitalia, tra i fondatori di Forza Italia di cui è stato deputato.
Al voto l'opposizione ha votato scheda bianca (i diversamente concordi), la maggioranza ha persino votato Piersilvio. I commissari delle authority dovrebbero essere persone indipendenti, non persone legate a partiti e persino ad aziende riconducibili alla presidenza. Il presidente Napolitano ha ratificato la scelta con la sua scelta.
 
E questo era solo l'anteprima... che avrà sicuramente una certa eco.
 
Ad aprire la puntata, l'interviste volanti ai deputati finiti nel giro della compravendita dei voti o che hanno cambiato casacca: Calearo (cui nessuno addebita l'errore di aver tradito gli elettori), Giuseppe Drago (con una condanna sulle spalle), Favia dell'Idv che ha raccontato delle pressioni per fargli cambiare partito.
 
E poi il discorso di Di Pietro, con l'irritazione palese del presidente (col sorriso nervoso) e dei suoi deputati. Un discorso duro, pesante: peccato che sia tutto vero. Le società off shore (processo All Iberian), la violenza alla democrazia, un discorso vuoto con le solite promesse...
 
E poi il ritorno della monnezza a Napoli: basta lo sciopero di una cooperativa di raccolta a ridurre Napoli ad un'immondezzaio. Poi la discarica di Terzigno e la gente che non ne vuole altre, lì dentro il parco del Vesuvio. Che progetti sono stati fatti dal 2008 per risolvere l'emergenza rifiuti? “I politici sono incapaci di risolvere il problema” l'amara considerazione di un abitante di Terzigno. Che nel tentativo di bloccare i camion, si sono trovate di fronte le cariche della polizia“la devi calpestare questa bandiera se sei capace”.
 
Quale è il punto della situazione politica in Italia?
A rispondere in studio La Russa, Vendola, Della Valle, Alessandro Sallusti e Filippo Rossi.

Il governo ha fatto di tutto, ha risposto il ministro La Russa, anche costruendo impianti in tempi rapidissimo come il termovalorizzatore di Acerra. Se ci sono i rifiuti è colpa delle giunte di sinistra nelle province e nei comuni, perché in Campania c'è una legge che prevede che lo smaltimento dei rifiuti competa a questi enti. Capito il ministro: voleva mano libera su tutti, in Campania.
Il governo ha fatto di tutto per liberare i rifiuti.
 
Eccolo qui il governo del fare: bugie (come per Acerra, dove l'impianto non funziona), scaricare le colpe su altri. La Russa non ha graditi nemmeno il quadretto su Martusciello, lanciandosi in un paragone azzardato col presidente Napolitano, ex comunista. C'è una bella differenza: Napolitano è stato eletto tra i parlamentari, è una carica politica.
 
Il presidente dell'AGcom è una carica amministrativa indipendente.
 
Non solo, le società off shore del cavaliere non esistono, chi lo afferma (come Di Pietro che si avvale dell'immunità) verrà denunciato...
 
E sullo stato del governo, il voto ha dimostrato che è impossibile ogni ribaltone, specie dopo il voto del senato. Noi abbiamo fiducia dei finiani che hanno detto di voler rispettare la parola verso agli elettori. In caso contrario chiederemo le elezioni anticipate.
 
Nichi Vendola: “il rimbalzo tra la monnezza di Napoli e la monnezza della politica è emblematico della situazione in cui siamo”. Ci sono ancora propagande in atto [riferendosi alle parole del ministro] sull'emergenza rifiuti dove, ancora oggi, non si fa differenziata.
 
Acerra è un simbolo di un disastro ambientale, la sua capacità di incenerimento è bassa e addirittura si brucia il “tal quale”, con gravi rischi di inquinamento.
 
Il ciclo di rifiuti non si governa con un abracadabra.
Vendola ha poi parlato della monnezza nella politica: la compravendita dei voti che raccontano deltrasformismo dei giorni nostri. Nel centrodestra c'è una crisi organica: c'è una frattura tra Fini (che rappresenta una destra europea, neogollista) e Berlusconi (il partito azienda). C'è una frattura tra l'ala liberista e l'ala populista, tanto che oggi le due gambe del PDL non camminano sincrone.
E c'è infine una frattura tra Berlusconi e l'Italia: nel suo discorso c'è stato uno sfuggire alla crisi del paese.
 
Della Valle: la gente è stanca della politica. Gli obiettivi della politica si staccano dai problemi della gente. L'ossatura del paese è fatta non solo da grandi imprese (che han preso pure finanziamento dallo stato, ricordava Della Valle, riferendosi alla Fiat): da piccole e medie imprese, artigiani e commercianti, che oggi sono arrivati allo stremo. Girando per le province si vede gente che non ce la fa più. Sono stati persi 450000 posti di lavoro nel 2009: a tutto questo non si risponde mai.

Sandro Ruotolo ha intervistato il governatore Lombardo, che oggi presiede in Sicilia un governo senza PDL.
 
Lombardo, che è stato eletto coi voti di Cuffaro, Dell'Utri e Mannino, non si sente un traditore: lo sarebbe se avesse continuato a fare la poltica di sempre in regione. Sprechi, clientelismi, assunzioni facili, penetrazioni della criminalità.
Ha presentato un piano di risanamento e su quello vuole governare; ha costruito termovalorizzatori, si producono meno rifiuti. Quando ha presentato la riforma della sanità, il PDL ne ha presentato una sua. Non sono io che ho tradito.
 
Il direttore Sallusti, a proposito delle libertà che Santoro chiede per la sua trasmissione, ha raccontato della denuncia ricevuta dall'ordine dei giornalisti per un episodio del passato (che era stato congelato): quando era direttore di Libero aveva fatto scrivere degli articoli a Renato Farina.
 
Ora rischia una multa o una sospensione.
“Io pensavo che il diritto di far scrivere fosse prevalente” ribatte a Santoro, che non accetta i vincoli della sua azienda. Osservazione cui ha risposto il conduttore, poiché il regolamento Masi limita la libertà di informazione, che è un diritto Costituzionale.
 
Rossi, sulla vicenda della campagna contro Fini, ha voluto commentare dicendo che B. ha perso su tutta la linea. Ha cercato di distruggere Fini mediaticamente, di cacciarlo dalla maggioranza, ma ha perso. Oggi Berlusconi è più debole del giorno prima, perchè la compravendita non gli è riuscita.
 
Oggi nel Gruppo misto ci sono 67 persone, quasi un partito. Molti sono qui dopo che hanno cambiato casacca. Per opporunismo, si chiedeva Sallusti, come il partito di Casini, quello della “politica dei due forni”. A Rossi ha subito risposto La Russa: non c'è bisogno dei finiani e dell'MPA. “Fini è determinante per far vivere il governo, non per farlo cadere”, un ragionamento astruso, che forse significa che fuori dalla PDL Fini non è niente.
 
Sul voto del PD in Sicilia, Vendola ha voluto dire la sua: in Sicilia l'elettorato del Partito Democratico e della sinistra si era stretto attorno a due figure, Rita Borsellino e il sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Questo voto delude i siciliani e li lascia perplessi.
 
Ma, tornando alla politica del governo, la rottura del governo col paese è testimoniata dalle proteste degli abruzzesi, dei sindacati di polizia, le manifestazioni dei precari della scuola. Scuole riempite con i simboli politici della Lega.
 
A Napoli era esposto uno striscione: “il miracolo della monnezza è una monnezza di miracolo”.
 
Cosa succede a Terzigno.
Il giornalista Bianchi ha voluto dare la parola alle persone che protestano. E ne è venuto fuori un frido d'allarme che fa il paio con quello della precedente puntata, degli operai di Castellammare. Qui c'è già una discarica da 14 milioni di tonnellate e se ne vuole aprire un'altra: una delegazione UE che era venuta a controllare aveva detto di no, eppure pare che il sito sia proprio questo. Qui la discarica ha avvelenato la vita: come raccontava un cittadino “qui si muore di tre cose: camorra politica e discarica”.
 
La rabbia e la frustrazione lucida delle persone nascono da anni di una politica fallimentare, di convivenza con la criminalità. “La nuova discarica è il sodalizio tra la camorra e lo stato: noi oggi siamo qui non a combattere la camorra, ma lo stato”. Uno stato che non concede loro i diritti vigenti in altre regioni, uno stato in cui convive una zona grigia che ha contatti con le mafie e le camorre.
E il riferimento a Cosentino era nell'aria.
 
“La nuova discarica è costruita sul principio della deroga”.
In Campania si sono succeduti assessori di colori politici diversi: ognuno aveva l'incarico di mettere in piedi il processo di riciclo dei rifiuti. “Invece si pagano 100000 persone all'anno per trovare un buco, nemmeno una discarica, un buco dove gettare l'immondizia”.
 
La politica qui si inventa una deroga: si fa un decreto e si dice che qui, in Campania le regole non valgono. Si fa un buco e ci si butta di tutto, come fa la camorra. Quando lo stato va in deroga, copia dalla camorra. E la differenza è che lo stato per derogare fa un documento, la camorra lo dice a voce”.
“Quando La Russa dice che hanno risolto, hanno risolto con le deroghe: hanno deciso per il mio bene di uccidermi.”
 
La questione della casa di Montecarlo.
Ora che della casa di Montecarlo se ne occupa Annozero, sembra che non interessi a nessuno. Non interessa a Sallusti, non interessa a La Russa.
Eppure qualcosa di poco chiaro, nel documento del ministro di S. Lucia, c'è.
Va ribadito che si parla di una questione tra privati, dove il presidente Fini ha ripetuto che se dovesse venire fuori che il proprietario della casa è il cognato si dimetterebbe, che per il momento nessuno è indagato.
Eppure, si chiedeva Formigli nell'isoletta off shore, come mai il ministro per proteggere la reputazione del paese, fa il nome del proprietario di una di queste società?
Che necessità c'è dietro questa indagine? Perché il ministro (cui piace poco parlare con certi giornalisti curiosi, e forse per questo piace a certi giornalisti italiani) parla di giugno e di carte arrivate 3 mesi fa, quando il primo articolo del giornale è di fine luglio?
Cosa ci fa a S. Lucia Valter Lavitola sull'isola, proprio nel giorno della conferenza stampa, arrivato con un jet esclusivo e costoso (assieme a Jose Torres, giornalista di El nacional, che ha pubblicato la velina)?
 
Vedremo.
 
Da Terzigno, ha parlato anche Raffaele Del Giudice, esperto in questioni ambientali: “Acerra è una bugia di stato... un rosario di deficit industriali. In Campania è ora di dire la verità ai comitati e alle famiglie: è fallito un progetto industriale. Le discariche non sono gestite a norma”.
 
“Siamo avviliti che il ciclo integrato per la raccolta dei rifiuti non funzioni ancora: è un pacco, doppio pacco e contropaccotto”.
La Russa che teneva a rispondere alle parole degli abitanti di Terzigno, ha ribattuto oggi Napoli è pulita (cioè quando è sporca è colpa del comune, se è pulita è grazie a Landolfi?), che loro ci han mandati i militari e che se ci sono i rifiuti per strada è perchè non funziola la raccolta.
Al signore che chiedeva del perchè delle deroghe ha risposto “lei dov'era nel 2008”.
Un po' poco.
 
Qui si parla del diritto ad una vita al sicuro da malattie, dalla presenza della criminalità (che sulle deroghe ci campa). Per non parlare del diritto al lavoro (tornando sempre a Castellammare e alle altre imprese in difficoltà).
Che cosa farà ora il governo? Ecco, di questo non se ne è parlato.
Della separazione delle carriere dei magistrati, delle intercettazioni, dei lodi, della casa di Montecarlo, dei ponti sullo stretto e delle autostrade che non finiscono mai (come nelle favole), alla maggioranza delle persone non interessa.
 
Non sono problemi che li riguardano.
Cosa ce ne facciamo di una maggioranza solida che discute di padania, roma-ladrona e dei magistrati comunisti?

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.15) 1 ottobre 2010 17:20

    Cosa ce ne facciamo di una maggioranza solida che discute di padania, roma-ladrona e dei magistrati comunisti?
    niente, ma a quanto pare a tanti italiani importa solo che ci sia qualcuno che riesca a far prevalere le proprie ragioni su quelle degli altri. Nient’altro che esercizi eristici. Poi i problemi non serve risolverli e nel caso siano impellenti basta dare la colpa "AGLI ALTRI" a qualcun’altro, solitamente il "nemico da confutare". Sono giochetti, ma a quanto pare a buona parte degli italiani bastano e avanzano. A me no, ma forse io non sono nemmeno italiano. Certo è che finchè ci sarà un 40% della popolazione che non vota perchè schifato da tutto ciò LORO AVRANNO SEMPRE VITA FACILE.
    Ahimè

  • Di pietro carli (---.---.---.64) 2 ottobre 2010 13:26

    le forze rivoluzionarie devono,adesso,osare.
    osare combattere.
    combattere a....i .
    perche’ nessun nemico e’ mai stato abbattuto con la carta,con la pennao con la voce, e a nessun padrone e’ mai stato tolto il suo potere con il voto.

  • Di (---.---.---.70) 2 ottobre 2010 18:36

    Lontani ricordi di gioventù affiorano, nella mente, ricordi di un mondo che non esiste più, dove i valori in qui credevamo, giusti o sbagliati che fossero, ci davano la forza per andare avanti.

    L’ errore commesso dai PADRI del dopoguerra, è nel non avere capito, che il carettere di una persona non si forgia nell’agiatezza, ma nel superarei problemi della vita quotidiana.

    Dando sensa volere,  vita ad una nuova generazione, di egoisti inresponsabili.

     che per pigrizia e leggerezza, hanno permesso la nascita del  CANCRO che ha contagiato il mondo POLITICO composto dalla nuova generazione di POLITICANTI  nati nel dopo guerra, persone senza ideali,  avide di ricchezza , e poterere.

     

     

     

     

     Purtroppo ancora una volta il male trionfa,annullando i sacrifici fatti per un futuro migliore,

    Arrivando ha tirare le conclusioni verrebbe da dire chi la fa l’aspetti,  c’è sempre chi è più disonesto di te, ed è quello che è successo, nella lotta frà disonesti.

     una volta si doveva corrompere il politico,per fare i propi  affari.

      oggi grazie hai politici e la loro   stupidità , non è  più cosi,  il faccendiere a sottomesso la POLITICA al suo volere .

     

    diventato il capo  assoluto tanto da gestire  tutto e non solo, ma in caso di necessità può modificare anche le leggi che gli impediscono di fare i propi affari.

    confido nelle nuove generazioni per un ripristino della legalità che in questi ultimi 20 anni ha toccato il fondo. Auguri  da un sogniatore fiducioso. NESSUNO1°

    .

  • Di Aldo Funicelli (---.---.---.111) 3 ottobre 2010 10:46
    Aldo Funicelli

    Io credo che certi personaggi da prima e seconda repubblica, o figli di papà dalla strada spianata siano sempre esistiti.

    Putroppo è nel nostro DNA sia il servilismo per i potenti (io so’ io e voi nun siete un c...) che lo scarso rispetto per i diritti di tutti e il bene comune.

    Non è un problema del dopoguerra: semplicemente le generazioni venute dopo non hanno memoria di cosa sia la miseria, la fame e la guerra.
    In merito alle rivoluzioni: io sono scettico di fronte a rivoluzioni e rivoluzionari. La prima repubblica è crollata di fronte alle condanne giudiziarie, di fronte al debito pubblico, di fronte alla mobilitazione popolare.

    La vera rivoluzione oggi è rispettare le leggi, essere gentili col prossimo anche se non lo si conosce. Essere rivoluzionari è oggi pensare con la propria testa, rispettare le idee degli altri, anche se non la pensano come te.
    Aldo 

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