A Napoli il lungomare "sapeva" di camorra
In quanti nei e in quanti inconvenienti ci si può imbattere in questa città, in questi ultimi tempi. Nei in divisa che coprono il corpo di Napoli e inconvenienti travestiti da insalata di polpi e fette di margherita con mozzarella filante, sullo sfondo di un lungomare colorato e profumato.
Un inconveniente, un neo sono anche le parole usate da Giandomenico Lepore, procuratore di Napoli, per definire in conferenza stampa il coinvolgimento nell’operazione del capo della squadra mobile partenopea Vittorio Pisani. Secondo la procura Pisani dava consigli e forniva notizie sulle indagini in corso a Marco Iorio, al quale “era legato da solidi e comprovati rapporti d’amicizia”; gli aveva rivelato “l’avvio delle indagini da parte della procura” e aveva informato Salvatore Lo Russo “del contenuto di alcune annotazioni di servizio redatte dal suo stesso ufficio”. Insomma la posizione di Pisani non è delle più semplici e subito gli è stato disposto il divieto di dimora nella provincia napoletana. Disposizione, specifica Lepore, che non pregiudica al momento la sua attività di polizia.GUARDA: La rete delle famiglie e dei ristoranti dei clan
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