Leggo su Pivot to AI che Russia e Bielorussia, oltre che cercare di bloccare le connessioni internet, vogliono crearsi il modello IA “fatto in casa”. Più precisamente, leggendo la traduzione (spero corretta… il mio russo è nullo) di questo articolo, troviamo scritto che dal 2027 si potranno solo usare “modelli che hanno ottenuto una certificazione di sicurezza, elaborano i dati esclusivamente all’interno della Russia e la cui qualità è stata confermata dagli organismi di regolamentazione del settore.” Peccato che a quanto pare non ci siano abbastanza documenti in russo di libero accesso… (In realtà non è detto che i testi debbano essere rigorosamente scritti in russo: però se i dati devono anche essere prodotti in Russia in effetti la cosa diventa più complicata.
La cosa buffa è che probabilmente se si partisse da un modello non autarchico e poi lo si contaminasse usando i dati voluti dal governo russo il risultato pratico sarebbe molto simile a quello voluto, senza tutti questi problemi…
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797 – aritmetica
Ada, Bea e Cloe partecipano a una gara matematica un po’ strana. Su una strada sono stati messi dei paletti con i numeri primi consecutivi: 2, 3, 5, 7, 11… Arrivate a ciascun paletto una di loro prende il numero corrispondente. Scopo della gara è far sì che la somma dei numeri presi da ciascuna delle tre compagne sia la stessa. Per esempio, se fossero state solo in due una avrebbe preso 2 e 3, e l’altra 5: infatti 2=3 = 5. Quanti numeri devono prendere come minimo per terminare la gara?

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p797.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Fiddler on the Proof, immagine adattata da NanoBanana che non sa contare.)
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Simmetricamente, che ci fanno le bandiere palestinesi in una cerimonia per l’inizio dell’insurrezione italiana contro i nazifascisti? (vabbè, si sa che il Gran Mufti era un fan di Hitler, ma anche se fosse stato neutrale quelle bandiere non avrebbero comunque senso in questo contesto).
Non sopporto questi tentativi di appropriazione.
Ultimo aggiornamento: 2026-04-25 21:33
<script type='application/json' class='__iawmlf-post-loop-links'>[{"id":15776,"href":"https:\/\/amzn.to\/46Ow6ag","archived_href":"","redirect_href":"https:\/\/www.amazon.it\/Spettri-Newton-storia-umana-della\/dp\/8831220748?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1N72I6E4NDXNS&dib=eyJ2IjoiMSJ9.2PFgOXunKl-6rSSbGvgzHQ.gdNvFR3ZALhEZO1KxKPOxP3SaBNv1bISLLdgh_wJkOI&dib_tag=se&keywords=pratico+spettri+newton&qid=1772830733&s=books&sprefix=pratic%C3%B2+spettri+newton,stripbooks,583&sr=1-1&linkCode=sl2&tag=notizioledima-21&linkId=127f05c001e8826c159ea7cad8461c76&ref_=as_li_ss_tl","checks":[],"broken":false,"last_checked":null,"process":"done"}]</script>
Magari siete tra coloro che non capiscono quale sia il senso di mettere per scritto il testo di uno spettacolo teatrale, dove Newton si pone di fronte alla luce e cerca di svelarne i misteri. Però sono certo che apprezzerete il lavorone del mio amico Peppe Liberti, che in una delle postfazioni ci racconta “Newton parola per parola”: un glossario dei termini legati a Newton, visto non come semplice spiegazione del significato ma calato nella realtà del grandissimo scienziato. Tracce di tutto ciò si trovano naturalmente anche nel testo teatrale vero e proprio: un bellissimo esempio di come arte e scienza non devono essere per forza agli antipodi.
Lorenzo Praticò, Spettri di Newton : Una storia umana della luce, Edizioni Underground? 2026, pag. 96, € 10, ISBN 9788831220743 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 4/5
<script type='application/json' class='__iawmlf-post-loop-links'>[{"id":15788,"href":"https:\/\/www.comune.milano.it\/w\/spazio-pubblico.-piazza-arcobalena-diventer%C3%A0-una-piazza-verde","archived_href":"","redirect_href":"","checks":[],"broken":false,"last_checked":null,"process":"done"}]</script>Il mio percorso ciclistico per arrivare in ufficio passa da piazza Spoleto, una di quelle zone di Milano inizio Novecento che non sono nate per il traffico automobilistico, e che si trova un tram che va a fare capolinea e una scuola che dà sulla piazza. Alcuni anni fa il comune di Milano decise di fare uno dei suoi esperimenti di “urbanistica tattica”: in pratica divise in due la piazza (e tagliò quindi i flussi veicolari), lasciando una zona centrale come area pedonale. Inoltre definì anche un percorso ciclabile contromano in un tratto di via Spoleto e via Popoli uniti: nella prima fece una vera pista ciclabile separata dall’altra carreggiata da una fila di parcheggi, nella seconda che è più stretta fece quello che credo sia l’unico esempio milanese di “senso unico eccetto bici” (ci sono i cartelli apposta, oltre che la segnaletica orizzontale). Risultato? In via Spoleto le auto parcheggiano sul marciapiede destro, oltre che sull’area a fianco della pista ciclabile e in via Martiri Oscuri parcheggiano a metà tra marciapiede e strada dal lato dove arrivano le bici contromano. Questo nel pomeriggio: al mattino abbiamo semplicemente decinaia di auto parcheggiate a caso per fare scendere i poveri pargoletti che non possono muoversi a piedi.
Adesso però c’è una novità: da lunedì cominceranno i lavori per la sua sistemazione definitiva, compreso un nuovo nome “piazza Arcobalena” che mi sembra parecchio stupido. Ma a parte la toponomastica, quello che non sono riuscito a capire è cosa succederà esattamente. L’unica cosa chiara è che sarà messo un semaforo alla fine del tunnel ferroviario, il che è cosa buona e giusta, visto che passare sotto quel tunnel in direzione viale Monza è una tragedia. Occhei, in bicicletta ci si riesce, ma in auto conviene fare un giro più lungo, prendere un tunnel più a sud e rientrare. O meglio: ho più o meno capito come cambieranno i sensi unici, in modo probabilmente più logico perché dal tunnel si farà tutta via Popoli Uniti per arrivare in viale Monza: ma se ho ben capito quel tratto di via Martiri Oscuri rimarrà pericoloso come e più di oggi. Mi chiedo se valesse la pena di fare tutto questo…
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