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“Oggi, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ribadiamo con convinzione il nostro impegno a favore di una scuola sicura e serena, capace di accogliere, valorizzare e tutelare ogni studentessa e ogni studente”. Lo scrive sui social il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.
“Le nuove regole sulla condotta, insieme alle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione ciDvica, che pongono al centro la persona e la cultura del rispetto, rappresentano strumenti fondamentali per costruire un ambiente educativo sano- prosegue il ministro-. A questi si aggiunge la promozione di un uso corretto e consapevole della rete. L’obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di sopraffazione, discriminazione e violenza, dentro e fuori le scuole“.
La Cina ha lanciato la sfida definitiva al dollaro statunitense in un contesto in cui i rapidi mutamenti negli assetti di potere e di alleanze globali si accompagnano inevitabilmente anche al sorgere di un nuovo sistema monetario globale orientato al multipolarismo. Secondo un commento pubblicato sulla rivista di punta del partito comunista cinese – Qiushi – il presidente Xi Jinping ha espresso la necessità che lo yuan diventi una valuta potente, sottolineando che «un Paese finanziariamente solido dovrebbe fondarsi su stabili fondamenta economiche, possedendo una forza nazionale complessiva, scientifica, tecnologica ed economica leader a livello mondiale». Per raggiungere questi obiettivi, l’articolo sottolinea una serie di elementi finanziari fondamentali, tra cui una moneta e una banca centrale forti, istituzioni finanziarie e centri finanziari internazionali solidi. Secondo il quotidiano economico Financial Times (FT), l’obiettivo di Xi è trasformare lo yuan in una valuta di riserva mondiale da usare negli scambi internazionali. Un articolo completo del presidente cinese sulla questione verrà pubblicato domenica su Qiushi.
Secondo Kelvin Lam, economista senior di China+ presso Pantheon Macroeconomics, «La Cina percepisce il cambiamento dell’ordine globale in modo più concreto che in passato», e l’enfasi di Xi sul rafforzamento della valuta cinese riflette «le recenti rotture nell’ordine globale», come riporta il FT. Il governatore della banca centrale cinese Pan Gongsheng, invece, già lo scorso anno aveva previsto un nuovo assetto valutario complessivo, affermando che lo yuan avrebbe gareggiato con altre valute in un «sistema monetario internazionale multipolare», che si sta gradualmente affermando parallelamente al declino economico-commerciale statunitense – dovuto a un forte squilibrio nella bilancia commerciale e all’alto debito pubblico – e al cambio di assetti geopolitici internazionali, che vede l’affermarsi di nuove potenze sullo scacchiere politico globale, tra cui Russia, Cina e India.
L’obiettivo, al momento, non è quello di sostituire integralmente il biglietto verde, bensì quello di rendere lo yuan un contrappeso strategico che limiti «la leva finanziaria degli Stati Uniti in un ordine finanziario in frantumazione», come ha spiegato Han Shen Lin, direttore nazionale per la Cina presso The Asia Group. Il tutto avviene in un momento di svalutazione del dollaro che sta lentamente perdendo il suo ruolo egemonico di valuta di riserva globale. Un segnale importante di questo processo è, tra gli altri, l’acquisto massiccio di oro da parte delle banche centrali di tutto il mondo. Il deprezzamento del biglietto verde rientra in una strategia commerciale, voluta soprattutto dall’amministrazione Trump, tesa a ridurre il deficit commerciale statunitense, rendendo i beni americani più competitivi all’estero e stimolando così le esportazioni per ridurre lo squilibrio della bilancia commerciale di Washington, che rappresenta uno dei problemi strutturali dell’economia statunitense. Tuttavia, mentre questa strategia non ha – al momento – ancora avuto particolare successo (il deficit commerciale rimane alto), si assiste contemporaneamente a una crisi di fiducia nei confronti della valuta americana che si traduce, da un lato, in una minore esposizione in dollari (la stessa Cina, ad esempio, sta riducendo le sue riserve di titoli del Tesoro statunitense), dall’altro, in un acquisto sempre più consistente di oro come asset di riserva.
La sfiducia nel dollaro dipende, a sua volta, sia da fattori geopolitici che da fattori economico-finanziari: l’uso del dollaro come strumento di ricatto finanziario nei confronti della Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina ha fatto in modo che diverse nazioni diminuissero i loro investimenti e scambi nella valuta americana, cercando di mettere a punto sistemi finanziari alternativi allo SWIFT, controllato dalle nazioni occidentali. D’altra parte, l’alto debito pubblico americano e la stessa svalutazione del dollaro hanno contribuito a fare allontanare gli investitori internazionali. È in questo contesto di forte volatilità e incertezza dell’economia e della divisa statunitense che si inserisce la dichiarazione di Xi Jinping circa la costruzione di un’architettura finanziaria cinese solida con caratteristiche diverse dal modello di sviluppo finanziario occidentale.
Da tempo il governo cinese, così come il gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) – che si è velocemente ampliato negli ultimi anni – sta lavorando alla cosiddetta de-dollarizzazione dell’economia e al rafforzamento dello yuan anche sul piano digitale: Pechino, infatti, sta incrementando l’uso e lo sviluppo dello yuan digitale (e-CNY) con l’obiettivo di potenziare il commercio e gli investimenti transfrontalieri. Dal primo gennaio 2026, inoltre, il nuovo regolamento della People’s Bank of China (PBOC) permetterà alle banche commerciali di pagare gli interessi sui depositi in e-CNY, trasformando così la valuta digitale da semplice equivalente del contante a vera e propria moneta di deposito. Una mossa che mira a ridisegnare l’architettura finanziaria globale, sganciandosi dal dollaro e sottraendo terreno alla valuta statunitense. Oltre a questo, il Dragone può contare su un’economia commerciale solida che nel 2025 ha registrato risultati record nonostante i dazi imposti dal governo statunitense: il surplus commerciale del gigante asiatico, infatti, ha raggiunto la cifra eccezionale di 1.189 miliardi di dollari, con le esportazioni salite del 5,5% annuo e le importazioni stabili.
In questo quadro economico-finanziario, Pechino ha deciso di lanciare la sfida definitiva al dollaro, nella prospettiva di un nuovo ordine monetario globale, perché, come scrivevamo già più di due anni fa su L’Indipendente, la creazione di un nuovo ordine mondiale multipolare passa anche – e forse soprattutto – dalla moneta.
La tempesta che investe la monarchia britannica non accenna a placarsi. Le nuove rivelazioni degli Epstein Files riportano al centro della scena il principe Andrea e questa volta l’onda d’urto arriva fino al trono.
Non è più solo un sussurro nei corridoi di palazzo, ma un grido nelle strade della provincia inglese. Re Carlo e la Regina Camilla tentano un bagno di folla nelle contee, ma l’accoglienza è gelida. Cori ostili, spuntano volantini e cartelli con le foto del principe Andrea: “Cosa nascondi?“. E ancora: “Farai indagare tuo fratello?“. Tra gli accusatori, anche gruppi anti monarchici. Re Carlo sceglie la linea del silenzio ma la pressione per un’ulteriore azione contro il fratello non è mai stata così alta.
A scatenare la rabbia pubblica sono le nuove foto e i documenti emersi dagli archivi legati a Jeffrey Epstein: immagini definite “umilianti, disgustose” di Andrea ed email compromettenti. Ci sono perfino testimonianze interne secondo cui parte della servitù reale si sarebbe rifiutata di servire Andrea – già privato dei titoli – dopo le ultime rivelazioni. E poi ci sono le email dell’ex moglie Sarah Ferguson che lodava il defunto finanziere, condannato per abusi sessuali e traffico di minori. Lo chiamava “leggenda“, “fratello“.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.byoblu.com/2026/02/06/terremoto-epstein-sulla-monarchia-re-carlo-contestato-cosa-nascondi/
Cinque cerchi, due città. La cerimonia di apertura a Milano e Cortina, conclusa con l’accensione dei bracieri, ha dato il via ufficiale alla prima Olimpiade diffusa. Una kermesse che ha conquistato il pubblico tra San Siro e Cortina d’Ampezzo, con collegamenti anche con Livigno e Predazzo. Oltre 60mila spettatori allo stadio (miglior risultato di sempre per una Olimpiade invernale), e poi 10mila tra atleti e ospiti internazionali. Tanti i vip. Tutti insieme nel segno dell’Armonia, tema portante dello spettacolo.

Ad aprire la serata una coreografia con 70 ballerini della Scala, e musiche di Verdi, Puccini e Rossini con Matilda De Angelis come direttrice d’orchestra, ma anche un omaggio a Raffaella Carrà.

E poi ‘Nel blu dipinto nel blu’ cantata da Mariah Carey, fino all’Inno di Mameli intonato da Laura Pausini.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato allo stadio di San Siro su un tram guidato da un ‘pilota’ d’eccezione, Valentino Rossi. Il capo dello Stato, insieme al presidente del Cio, Kirsty Coventry, ha dichiarato aperti i Giochi di Milano Cortina. Un incontro tra città e montagna, nella voce di Pierfrancesco Favino che ha recitato ‘L’infinito’ di Giacomo Leopardi.


E poi nei cinque cerchi olimpici che si sono uniti tra Milano e Cortina.

Sotto il simbolo dei Giochi la sfilata degli atleti di tutte le Nazioni, aperta dalla Grecia e chiusa dall’Italia. Tutti con i propri colori. E qualche particolarità, come piumini lunghissimi, coperte sulle spalle, calze variopinte o sciarpe curiosamente imbottite. Qualche fischio ha accompagnato l’entrata degli atleti israeliani allo stadio di San Siro. Spettacolare e caotica l’entrata degli atleti italiani, quasi tutti con lo smartphone in mano per immortalare sui social, sulle note del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Un’ovazione ha accolto l’ingresso della delegazione italiana sul palco di San Siro, con i portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino a guidare la squadra. Atmosfera di festa anche a Livigno, Predazzo e Cortina, dove Federica Brignone ha sfilato sulle spalle di Amos Mosaner, sventolando con orgoglio la bandiera tricolore.

L’attrice Sabrina Impacciatore è stata poi protagonista del video e del numero che ha raccontato i 100 anni di Olimpiadi invernali, prima dei discorsi ufficiali aperti dal presidente del Comitato organizzatore Giovanni Malagò. “Siamo pronti a scrivere di nuovo la storia, ispirati dai valori che ci uniscono tutti. Sarà un’edizione pioneristica, su un vasto territorio, la più equilibrata di sempre in termini di genere. Sarà realizzata con spirito italiano in un contesto unico”, le parole del Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
“Ci regalerete qualcosa di speciale, ci farete sognare, ci mostrerete che la forza non è solo una questione di vittorie ma anche di coraggio, empatia e cuore. Ci insegnerete a rialzarci, non importa quanto pesante sarà stata la caduta”, ha detto rivolta agli atleti Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha poi dichiarato ufficialmente aperte le Olimpiadi: “Dichiaro aperta la celebrazione della 25esima edizione dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina”.
L’accensione sincronizzata dei bracieri a Milano e Cortina è stata accompagnata dalle voci di Andrea Bocelli sulle note del ‘Nessun Dorma‘ della Turandot di Giacomo Puccini e Ghali che ha recitato un’ ‘invocazione’ di pace con la poesia ‘Promemoria‘ di Gianni Rodari.
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
A risuonare anche parole di Nelson Mandela. Commozione e applausi. Adesso è tempo di gare e medaglie.
(Foto da X @milanocortina26)
FONTE: https://www.dire.it/06-02-2026/1213011-cerimonia-apertura-olimpiadi-milano-cortina-2026/
FONTE: https://www.lindipendente.online/2026/02/06/oman-si-sono-conclusi-i-primi-colloqui-tra-iran-e-usa/
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