http://www.geosmartmagazine.it
La mappa 3D realizzata grazie al satellite Gaia mostra in dettaglio le regioni dove nascono le stelle nella Via Lattea fino a 4000 anni luce dal Sole.
Grazie alla missione Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea, gli scienziati hanno costruito la più precisa mappa tridimensionale delle zone della Via Lattea in cui nascono le stelle. Questo modello permette di osservare dall’interno la struttura delle grandi nubi di gas e polveri che ospitano le nursery stellari e il ruolo delle stelle giovani nel plasmarle.
Studiare queste regioni è complesso perché sono avvolte da spesse nubi che nascondono le sorgenti luminose. Gaia non osserva direttamente le nubi, ma misura quanto la luce delle stelle viene attenuata dalla polvere. Questi dati consentono di ricostruire una mappa 3D della distribuzione della polvere e dell’idrogeno ionizzato, un indicatore chiave dell’attività di formazione stellare.
Stelle giovani e luminose che modellano l’ambiente galattico
La mappa è stata realizzata analizzando 44 milioni di stelle comuni e 87 stelle di tipo O, tra le più massicce e luminose della galassia. Queste giovani stelle emettono radiazione ultravioletta capace di ionizzare l’idrogeno circostante, creando grandi bolle luminose che rivelano le zone in cui si formano nuove stelle.
Sebbene molte regioni siano state osservate da diversi telescopi, nessuno aveva restituito una visione tridimensionale così coerente e completa.
Nessuna sonda può allontanarsi abbastanza per fotografare la Via Lattea dall’esterno, ma i dati di Gaia permettono di ricostruire una visione sorprendentemente realistica. Le sue misurazioni di posizione e movimento di milioni di stelle hanno trasformato la comprensione della nostra regione galattica.
Secondo l’astronomo Lewis McCallum, il nuovo modello offre la prima rappresentazione accurata della distribuzione del gas ionizzato coerente con le osservazioni di altri telescopi. Include viste tridimensionali della Gum Nebula, della North American Nebula, della California Nebula e della superbolla Orion-Eridanus.
Il modello mostra che alcune nubi sembrano essersi aperte, lasciando fluire gas e polveri verso una vasta cavità interstellare. Ciò permette di studiare come la radiazione delle stelle più massicce plasma il mezzo interstellare e come i diversi componenti di gas caldo e freddo interagiscono.
Gli esperti dell’ESA sottolineano che il modello è un passo fondamentale per comprendere i processi che regolano la nascita delle stelle nel nostro ambiente galattico.
L’attuale mappa si estende fino a 4000 anni luce dal Sole, ma i prossimi rilasci di dati di Gaia permetteranno di ampliarla. Con misurazioni ancora più precise e numerose sarà possibile ricostruire con maggiore dettaglio la struttura delle regioni di formazione stellare della Via Lattea.
Dal 2014 al 2025 Gaia ha raccolto oltre tre trilioni di osservazioni di due miliardi di stelle, misurandone posizione, movimento, luminosità e composizione. Il risultato è la mappa tridimensionale più precisa mai ottenuta della nostra galassia, uno strumento essenziale per studiarne origine ed evoluzione.
-Data Release 4: dicembre 2026
-Data Release 5: non prima del 2030
(Fonte: ESA – European Space Agency)
L'articolo La mappa 3D di Gaia rivela come nascono le stelle nella Via Lattea proviene da Geosmart Magazine.
EUSPA e Spaceopal garantiscono la sicurezza e l’operatività dei servizi Galileo con un segmento di terra e spazio robusto e affidabile.
La Piana del Fucino, un’ex area lacustre bonificata nel XIX secolo, è oggi una delle zone agricole più produttive d’Italia. L’immagine acquisita dal satellite Copernicus Sentinel-2 il 1° settembre mostra un mosaico di campi rettangolari che evidenzia la struttura intensiva delle coltivazioni.
Nella parte occidentale della piana si trova il Galileo Control Centre, uno dei centri nevralgici del Programma Spaziale dell’Unione Europea. Qui, un’infrastruttura terrestre e spaziale altamente protetta permette a EUSPA di garantire precisione e continuità ai servizi Galileo, utilizzati da 2.5 miliardi di persone nel mondo.
L’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale è responsabile dello sviluppo e della fornitura dei servizi Galileo e della sicurezza del programma. Questo include la protezione delle operazioni spaziali e terrestri da attacchi informatici, interferenze e rischi dovuti a detriti spaziali, in collaborazione con partner industriali specializzati.
Spaceopal, joint venture tra Telespazio e DLR-GfR, opera come Galileo Service Operator sotto supervisione EUSPA. L’azienda gestisce e mantiene il segmento spaziale e terrestre del sistema, assicurando che tutti gli utenti continuino a beneficiare del posizionamento più preciso al mondo. Il suo incarico è stato confermato per i prossimi cinque anni.
Lanciato nel 2016, Galileo è il sistema europeo di navigazione satellitare. Oltre alla precisione superiore rispetto ad altri sistemi GNSS, offre anche il servizio Search and Rescue, che permette il rapido intervento dei soccorsi e conferma al richiedente che l’allarme è stato ricevuto tramite il Return Link Service.
EUSPA sta sviluppando ulteriori servizi, tra cui:
Tutti questi servizi dipendono da un’infrastruttura solida. Spaceopal gestisce i Galileo Control Centres di Fucino e Oberpfaffenhofen, supportati da una rete globale di stazioni a terra che consentono il controllo e il monitoraggio della costellazione satellitare esistente e futura.
Grazie all’aggiunta di nuovi satelliti, come quelli previsti per il prossimo lancio, Galileo continua a migliorare la precisione dei suoi servizi, supportando applicazioni critiche a livello globale.
Per maggiori informazioni, guarda il video youtube.
(Fonte: Copernicus)
L'articolo Galileo: servizi di sicurezza garantiti da EUSPA e Spaceopal proviene da Geosmart Magazine.
Master in GeoAI di II livello a Roma Tre con Esri Italia: AI, GIS e dati geospaziali per formare i professionisti del territorio.
La crescente integrazione tra Intelligenza Artificiale e Sistemi Informativi Geografici sta cambiando radicalmente il modo di analizzare, gestire e pianificare il territorio. In questo contesto nasce il Master GeoAI di II livello dell’Università degli Studi Roma Tre, realizzato con il supporto di Esri Italia.
Il percorso formativo è progettato per fornire competenze avanzate nella gestione dei dati geospaziali e nella loro interpretazione attraverso modelli di intelligenza artificiale e machine learning.
Il Master è attivo dal 14 febbraio 2026 al 28 febbraio 2027 e propone un approccio interdisciplinare che integra teoria, pratica e innovazione tecnologica.
Il Master GeoAI si inserisce nella collaborazione venticinquennale tra l’Università Roma Tre ed Esri Italia, una partnership che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della cultura GIS in Italia.
Dai primi Master dedicati al GIS per la pianificazione territoriale fino ai programmi su Digital Earth e Smart Governance, la collaborazione ha sempre avuto l’obiettivo di formare professionisti capaci di applicare la geografia digitale ai processi decisionali.
Oggi il Master GeoAI rinnova questa visione integrando AI generativa, deep learning e tecnologie Esri come ArcGIS Pro e ArcGIS Online, insieme a strumenti open-source e cloud-native.
Il percorso formativo è articolato in moduli che coprono l’intero ecosistema della geospatial AI.
Gli studenti svilupperanno competenze per:
La didattica è erogata in modalità blended, in presenza e online, per una durata complessiva di 12 mesi, inclusi tre mesi di tirocinio presso enti o aziende del settore.
Il master è rivolto a laureati, neolaureati e professionisti attivi nei settori della gestione del territorio, ambiente, urbanistica, ingegneria e scienze naturali, anche senza esperienza pregressa in ambito GIS.
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 gennaio 2026.
La domanda va presentata tramite il portale GOMP – Gestione Online Master e Perfezionamento, con invio della notifica a [email protected].
La quota di iscrizione è pari a 6.000 euro, suddivisa in due rate. Sono previste:
Il Master risponde alla crescente domanda di professionisti in grado di integrare competenze geospaziali e intelligenza artificiale.
Le competenze acquisite permettono di operare in:
Grazie alla collaborazione tra Roma Tre ed Esri Italia, il Master GeoAI rappresenta un ponte concreto tra formazione accademica e innovazione tecnologica, preparando figure chiave per il futuro della geospatial AI.
(Fonte: Esri Italia)
L'articolo Master in GeoAI: Intelligenza Artificiale e GIS a Roma Tre proviene da Geosmart Magazine.
Al MIC Faenza si imparara divertendosi, unendo tradizione e innovazione: la storica collezione del museo incontra le tecnologie digitali per offrire un’esperienza più ricca, accessibile e coinvolgente. Che tu sia appassionato di ceramica, famiglia con bambini o giovane curioso, l’app e il videogioco offrono nuovi modi per scoprire, giocare e tornare a visitare.
Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (MIC Faenza), grazie al progetto “MIC 4.0 – Dalla digitalizzazione alla fruizione”, compie un passo importante verso la fruizione digitale del proprio patrimonio: è stata pubblicata un’app gratuita e lanciato un videogioco educativo, pensati per rendere più accessibili e coinvolgenti le sue collezioni di ceramica.
Il progetto fa parte del Programma Regionale FESR 2021-2027 e ha come obiettivo “un ponte tra il patrimonio storico e le frontiere digitali dell’arte della ceramica”.
Attraverso l’app e il videogioco, al MIC Faenza si imparara divertendosi: si migliorano accessibilità, coinvolgimento e partecipazione del pubblico – in particolare delle nuove generazioni – al museo.
L’app, sviluppata da Mango Mobile, è scaricabile gratuitamente su Google Play e App Store.
Funzionalità principali:
Parallelamente, è disponibile anche un videogioco educativo ideato per un pubblico giovane (14-19 anni), sviluppato da Indici Opponibili.
Caratteristiche principali:
Accessibilità ampliata: grazie all’app e al videogioco, anche chi non può recarsi fisicamente al museo ha un’esperienza digitale potenziata.
Inoltre il videogioco trasforma la visita museale in un’avventura interattiva, rendendo il patrimonio più attraente per le nuove generazioni.
Il MIC Faenza ospita oltre 60.000 opere che attraversano migliaia di anni (dall’area del Vicino Oriente al Novecento) e questa innovazione digitale contribuisce a far emergere tali collezioni.
Fonte: MIC Faenza
Leggi anche:
L'articolo Al MIC Faenza si imparara divertendosi con App e videogiochi proviene da Geosmart Magazine.
Sentinel-6B avvia la missione per l’altimetria satellitare globale per monitorare mari, acque interne e cambiamento climatico con dati altamente precisi.
Il satellite europeo Copernicus Sentinel-6B ha iniziato la sua missione per migliorare la protezione delle coste, supportare le comunità e rafforzare l’intelligence climatica globale. È stato lanciato il 17 novembre alle 06:21 CET dalla Vandenberg Space Force Base in California.
Operato da EUMETSAT per conto della Commissione Europea nell’ambito del programma Copernicus, Sentinel-6B fornirà misurazioni ad alta precisione del livello del mare e dei sistemi idrici superficiali. Questi dati miglioreranno le previsioni meteorologiche, oceanografiche e climatiche e sosterranno una gestione efficiente delle risorse idriche.
Continuazione della serie altimetrica globale
Una volta operativo, Sentinel-6B sostituirà il suo satellite gemello Sentinel-6 Michael Freilich come riferimento mondiale per l’altimetria satellitare ad alta precisione. Supporterà la calibrazione di tutte le missioni oceanografiche, garantendo dati affidabili a utenti marittimi di tutto il mondo.
Copertura globale dell’oceano
Mappando fino al 95 per cento degli oceani privi di ghiaccio ogni 10 giorni, Sentinel-6B fornirà dati fondamentali su correnti marine, altezza delle onde e velocità del vento. Proseguirà una serie di oltre trent’anni di osservazioni altimetriche indispensabili per comprendere il cambiamento climatico e monitorare l’innalzamento globale del livello del mare.
Misurazioni per acque interne e gestione dei rischi
Oltre ai mari, le osservazioni del satellite supporteranno la gestione delle acque interne grazie al monitoraggio di fiumi e laghi. In combinazione con i dati delle missioni Metop e future Metop-SG, permetteranno di seguire le portate fluviali, migliorare le previsioni di piena e valutare le condizioni di siccità.
Impatti sulla sicurezza costiera
Secondo EUMETSAT, la velocità di innalzamento del livello del mare è quasi raddoppiata in una generazione e minaccia circa 900 milioni di persone che vivono in aree costiere. Sentinel-6B offrirà dati accurati e tempestivi per monitorare questi cambiamenti e supportare la protezione di popolazioni, infrastrutture ed ecosistemi.
Collaborazione internazionale per la missione Sentinel-6
La missione è frutto della cooperazione tra Commissione Europea, ESA, EUMETSAT, NASA, NOAA e CNES. L’obiettivo comune è trasformare i dati spaziali in valore per le persone, per l’ambiente e per attività come la gestione delle emergenze, il monitoraggio dei rischi e il supporto al trasporto marittimo.
Transizione verso le operazioni complete
Dopo il posizionamento nell’orbita operativa, ESA trasferirà il controllo del satellite a EUMETSAT, che gestirà il sistema Sentinel-6 durante la fase di commissioning, calibrando e validando tutti i prodotti prima della loro distribuzione ai servizi Copernicus.
Sentinel-6B in configurazione tandem con Sentinel-6A
Sentinel-6B si affiancherà al suo gemello Sentinel-6A, lanciato nel 2020, volando in configurazione tandem nel primo anno operativo. I due satelliti seguiranno la stessa orbita a meno di un minuto di distanza, osservando le medesime aree oceaniche quasi simultaneamente per garantire continuità e precisione altimetrica.

(Fonte: Copernicus)
L'articolo Missione altimetria satellitare Sentinel-6B potenzia il monitoraggio oceanico proviene da Geosmart Magazine.
... | 125 | 130 | 135 | 140 | 145 | 150 | 155 | 160 | 165 | 170
AgoraVox Italia