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  • Di pv21 (---.---.---.121) 25 giugno 19:45

    Muraglia >

    Già oggi i diversi partiti in campo hanno serie difficoltà a stilare un programma di governo che risulti organico ed esauriente.

    Salvo modifiche, costituire nuove forze politiche e relative candidature significa raccogliere e certificare la firma di assenso di almeno 60mila aventi diritto al voto. Il tutto mettendo in conto un bel gruzzolo di spese da sostenere.


    NOTA. In attesa dell’esito delle elezioni Tedesche (24 settembre) gli Organi UE studiano tutte le formule “compatibili” per tenere in standby i problemi comunitari.

    Ossia. Come affrontare il 2018 sarà un’impresa tutt’altro che facile per qualsiasi nostro governo.


    Mai porre limiti al domani. Ma risparmiamoci una certa politica da “masochisti”.

    Non è solo Tutta colpa di Carosello se quel che conta è fare …

  • Di pv21 (---.---.---.99) 14 giugno 19:15

    Multi verso >

    Farsi “convinto” promotore di una nuova legge elettorale non ha giovato a M RENZI.

    In compenso, visto i “rinvigoriti” segnali di ripresa dell’Unione Europea (e l’effetto trainante sull’Italia), ORA non c’è più così fretta di andare al voto.

    In pratica. La nostra prossima Legge di Bilancio non è più destinata a essere solo “lacrime e sangue”. Ergo ...


    Con l’attuale orizzonte che appare meno cupo l’ex premier M RENZI può così tornare a “novellare” dei meriti del suo governo.

    Questo dopo aver assunto le sembianze di un leader pacato, riflessivo e talvolta “mal compreso”.

    E’ l’ennesima conferma di una innata attitudine a repentine “virate” di comodo, con tanto di gestualità rinnovata e ricco bagaglio d’espressioni suadenti.

    Ossia: un volto per tutte le stagioni.


    La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …

  • Di pv21 (---.---.---.99) 14 giugno 19:02

    Repetita iuvant >

    (dis) Lessico > Il dettato Costituzionale non delinea i caratteri di una “morte dignitosa”. Vi si afferma che tutti i cittadini hanno “pari dignità sociale” in quanto membri di una stessa società che detta comuni norme di convivenza. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che assicuri “un’esistenza libera e dignitosa”. L’attività economica privata non può recare danno alla “dignità umana”.

    E’ evidente che detta “dignità” implica un adeguato ambito di libertà nell’agire e gestire, in autonomia, i propri interessi e rapporti personali. Mentre l’ergastolo è la pena che, per definizione, commina il regime di carcerazione per la restante parte della vita.

    Per contro. Non si tratta di essere rinchiusi in un angusto cubicolo, appena rischiarato da una feritoia, avendo per suppellettile solo un pitale. A nessun carcerato possono essere negate le cure medico-sanitarie di cui necessiti. In pratica non si possono adottare “trattamenti contrari al senso di umanità” (art.27).

    Ciò detto.

    Tutt’altra cosa è rivendicare per un pluriomicida gli arresti domiciliari e/o il soggiorno presso una normale struttura ospedaliera in nome di un “preteso” diritto a una “morte dignitosa”. Dove “dignità” significa solo il non voler morire in carcere.

    Postilla. Capita di morire in carcere anche senza essere degli ergastolani pluriomicidi. Ossia. Se al posto dell’ergastolo venisse comminato un numero definito (e consistente) di anni di detenzione, questo non eviterebbe il riproporsi di casi analoghi.

    Troppo semplice è inneggiare alla “dignità” facendo appello al buonismo di tanti.

    Meglio “setacciare” la portata di certi Riflessi e Riflessioni calibrate per scopi …

  • Di pv21 (---.---.---.124) 9 giugno 19:12

    Da NON dire >

    Entro 48 ore verranno rinnovate le Amministrazioni di un migliaio di Comuni. Il segretario M Renzi non può rischiare un’altra battuta d’arresto. Tallone d’Achille dello M5S è l’addebitata insufficiente capacità di assumere ruoli di governo.


    Con queste premesse non sorprende più di tanto la “fragorosa” rottura del patto a 4 sulla riforma elettorale.

    E’ bastata l’approvazione di un emendamento perché il PD gridasse allo scandalo e ribaltasse il tavolo. A seguire M Renzi ha parlato di “fallimento impressionante” dovuto alla “inaffidabilità” congenita dei 5Stelle, a cominciare da B Grillo.


    Un fatto è certo.

    SE dall’Amministrative sortisse un PD “rinvigorito” contro un M5S “azzoppato” allora M RENZI avrà motivo di congratularsi con se stesso per la “stilettata” così inferta.

    In caso contrario alzeranno la voce quanti nel PD già oggi dubitano di certe “astuzie” tattiche.


    IPOTESI.

    Se i principali partiti vedessero crescere di parecchio nelle urne il numero di schede bianche, sarebbero costretti a un serio esame di coscienza con tanto di cambio di atteggiamenti-comportamenti.

    Proclami roboanti e accattivanti slogan non difettano mai in un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.242) 8 giugno 19:22

    (dis) Lessico >

    Il dettato Costituzionale non delinea i caratteri di una “morte dignitosa”. Vi si afferma che tutti i cittadini hanno “pari dignità sociale” in quanto membri di una stessa società che detta comuni norme di convivenza. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che assicuri “un’esistenza libera e dignitosa”. L’attività economica privata non può recare danno alla “dignità umana”.

    E’ evidente che detta “dignità” implica un adeguato ambito di libertà nell’agire e gestire, in autonomia, i propri interessi e rapporti personali.


    Mentre l’ergastolo è la pena che, per definizione, commina il regime di carcerazione per la restante parte della vita. Per contro.

    NON si tratta di essere rinchiusi in un angusto cubicolo, appena rischiarato da una feritoia, avendo per suppellettile solo un pitale. A nessun carcerato possono essere negate le cure medico-sanitarie di cui necessiti.

    In pratica non si possono adottare “trattamenti contrari al senso di umanità” (art.27).


    Ciò detto.

    Tutt’altra cosa è rivendicare per un pluriomicida gli arresti domiciliari e/o il soggiorno presso una normale struttura ospedaliera in nome di un “preteso” diritto a una “morte dignitosa”. Dove “dignità” significa solo il non voler morire in carcere.


    Postilla.

    CAPITA di morire in carcere anche senza essere degli ergastolani pluriomicidi.

    Ossia. Se al posto dell’ergastolo venisse comminato un numero definito (e consistente) di anni di detenzione, questo non eviterebbe il riproporsi di casi analoghi.

    Troppo semplice è inneggiare alla “dignità” facendo appello al buonismo di tanti.

    Meglio “setacciare” la portata di certi Riflessi e Riflessioni calibrate per scopi …






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