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 Home page > Attualità > Cronaca > Terremoto: a Ostiglia si voleva costruire una centrale nucleare

Terremoto: a Ostiglia si voleva costruire una centrale nucleare

Tra le località che hanno riportato i maggiori danni a seguito del terremoto di stamani c'è Ostiglia, in provincia di Mantova, dove è crollata una scuola (per fortuna senza causare vittime).

Ebbene, a quanto pare Ostiglia sarebbe stata nei piani per lo sviluppo nucleare del precedente Governo, deragliati poi in seguito al referendum dello scorso giugno. Ad ogni modo, in una mappa di località dove costruire centrali nucleari ci sarebbe stata anche la cittadina emiliana. 

Il Fatto Quotidiano nel 2010 svelava:

“Sono due i siti candidati ad ospitare una nuova centrale. Caorso, in Emilia Romagna (dove esiste la centrale più grande e più recente d’Italia) ma confinante con la provincia di Lodi. Questo sito avrebbe tutte le condizioni: un piano già predisposto per l’eventuale evacuazione in caso di incidente nel raggio di 50 Km, l’approvvigionamento di acqua dal Po, il deposito temporaneo di scorie e un elettrodotto di grande portata per mettere in rete l’energia. Per l’altra ipotesi ci si sposta in provincia di Mantova, tra Ostiglia e Sermide, dove esistono già due centrali e le strutture necessarie a metterne in funzione una terza”. Per ora sono solo ipotesi ma per convincere le popolazioni ad accettare l’atomo in casa è probabile che il ministro Romani farà ricorso al “metodo francese”: offrire incentivi ai Comuni che si candidano ad ospitare gli impianti.

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.89) 29 maggio 2012 14:05

    Lascia perdere Harvey ,non confondere l’acqua con il vino .Se si vuoi fare della demagogia o del qualunquismo fai pure ,se c’è una cosa che ha dimostrato Fukushima è che il terremoto per un impianto nucleare è l’ultimo dei problemi ,semmai bisogna preoccuparsi dei capannoni industriali fatti dieci anni fa e che sono crollati come castelli di carta .

  • Di Geri Steve (---.---.---.66) 29 maggio 2012 16:46

    Paolo, a me risulta invece che a Fukushima un terremoto abbia mandato in crisi gravissima più centrali.

    E’ vero che il terremoto, togliendo la corrente, ha fermato le pompe del liquido di raffreddamento e che quelle di riserva sono state rese inutilizzabili dallo tsunami... ma è del tutto normale che le catene causali siano lunghe e intersecate. La sintesi è che il terremoto le ha portate a rischio di fusione e/o di esplosione e ha irreversibilmente contaminato la popolazione e la zona.

    E’ per questo che, in tutto il mondo tranne che in Giappone, si è sempre garantito che non si sarebbero costruite centrali in zone di serio rischio sismico.

    Fra l’altro in Italia c’è un precedente, non ricordo dove: una centrale costruita e mai entrata in funzione per (successivamente) accertato rischio sismico.

  • Di (---.---.---.91) 29 maggio 2012 18:11

    mi chiedo se qualcuno domanderà spiegazioni a chi riteneva il territorio di Ostiglia adatto per una centrale nucleare.... 

  • Di (---.---.---.20) 29 maggio 2012 19:32

    Ma Ostiglia è in Emilia Romagna ????????Non è forse in provicia di Mantova ?

    vedi introduzione articolo ......

  • Di (---.---.---.174) 29 maggio 2012 20:42

    Se la dovrebbero costruire nelle mutande la centrale nucleare, sporchi assassini..oppure in camera dei figli potrebbero costruirne una...per dare energia alla loro casa..

  • Di paolo (---.---.---.89) 29 maggio 2012 20:52

    Geri , a Fukushima il terremoto non ha messo in crisi gli impianti nucleari ,semmai ha fatto crollare il bacino idroelettrico facendo un gran numero di vittime , le strutture della centrale malgrado risalissero a mezzo secolo prima ,hanno retto benissimo . A mettere in crisi la struttura che alloggia i reattori è stato il maremoto di proporzioni impensabili prima ma ,soprattutto la Tepco ,ovverossia l’interesse economico che ha avuto la priorità sulla ragione .Ne hanno combinate di tutti i colori (prima ,durante e dopo) ,ci sono inchieste ancora in corso , molti hanno già pagato.
    Per questo ho sostenuto e sostengo che i siti nucleari dovrebbero essere sottratti al profitto .Tutti.

    Comunque non riapriamo un capitolo ormai chiuso . La mia critica è fondata sul fatto che un sito nucleare non si costruisce con gli stessi criteri di un albergo , un campanile o un capannone industriale ,per questo l’articolo mi è sembrato frutto di un opportunismo fuori luogo e soprattutto scritto da chi evidentemente non ha le conoscenze adeguate . Tutto qui’ .
    ciao

  • Di (---.---.---.176) 29 maggio 2012 22:29

    I giornali non dicono che Fukushima Dai-Ichi vuol dire UNO in giapponese, perché vi era una seconda centrale. La dai-Ni (DUE) ha retto molto meglio all’ evento: esattamente come la Dai-chi, con la variante che quest’ ultima si è vista però arrivare uno tsunami di oltre 10 metri, che l’ ha messa in crisi. Facile col senno di poi dire "che si poteva prevedere lo tsunami": perché si possono prevedere tante altre belle cose, che alla fine la vera soluzione rimane quella di tornare nelle grotte usando le ossa per il falò. Nel frattempo, una piccola centrale idroelettrica li vicino nella prefettura di Fukushima non reggeva neppure il terremoto, è crollata, l’ acqua che ne è fuoriuscita ha spazzato via circa 1.800 edifici, cancellando la città di Sukagawa che contava oltre 70.000 abitanti. 30.000 morti ACCERTATE collegabili soprattutto all’ idroelettrico, non sono altro che 30.000 morti di serie C per gli ambientalisti che evocano l’ idroelettrico come alternativa sicura & ecologica al nucleare. La cosa sconfortante è vedere gli stessi che "SPERANO" (le virgolette d’ obbligo, perché mi rifiuto di credere che lo sperino davvero) di vedere 200 morti da radiazioni (morti di serie A, ricordo) entro 80 anni dall’ evento di Fukushima (morire di radiazioni nell’ arco di 80 anni: più che chiamarlo vittima di Fukushima andrebbe chiamato morto per età stra-avanzata !) , 200 morti che qualora vi fossero davvero, certificherebbero una nucleare degli anni ’70 come impianto MOLTO sicuro; sicuramente più sicuro rispetto alle altre produzioni di energia come l’ idroelettrico. Ah già, ma ai NO-a-tutto piace così tanto l’ idroelettrico, che se ci muori travolto dal fango non vieni conteggiato come vittima della sporca lobby votata al profitto... "è colpa della malasorte" !

    Per quanto riguarda le nucleari moderne (quindi non anni ’70) , una termonucleare di oggi produce di gran lunga meno radioattività di una discarica di rifiuti ospedalieri (eppure non vedo gente lamentarsene, d’ altronde non potrebbero visto che pretendono di diritto il SSN), e meno di una centrale a carbone: ma l’ Italia è felice di andare a carbone oltre che a idroelettrico, che sono le 2 fonti che causano più morti a parità di elettricità prodotta. L’ italiano medio preferisce infatti la CERTEZZA di beccarsi le radiazioni dal carbone, rispetto alla PROBABILITA’ che possa prenderle da una termonucleare QUANDO (quando mai in Italia avverrà uno tsunami di oltre 10mt nel Po/Tirreno ???) e SE (se viene un terremoto del 9° in Italia, la popolazione si riduce del 90% : anche se fondesse la centrale non troverebbe più nessuno da uccidere con le radiazioni) , bhe dicevo: QUANDO e SE gli si fonde il nocciolo. Quando estrai il carbone, la radioattività media è quella naturale, poi si brucia, il carbonio se ne va sotto forma di Co2 (ed So2, cioé anidride solforosa, cioé pioggie acide, nei polmoni diventa acido solforico, cioé tumori, quelli che tutti vogliono evitare). Ma il residuo (che fa le ceneri) si deposita tutto attorno, e contiene la "radioattività naturale" del carbone che hai bruciato. Di conseguenza, attorno alle centrali a carbone la radioattività aumenta lentamente, mano a mano che la "radioattivita’ naturale" del carbone si deposita sotto forma di ceneri che precipitano. Il fatto tragicomico: se si usasse l’ uranio ed il torio CHE SPARIAMO DALLE CIMINIERE delle centrali a carbone, per farne barre di combustibile per le centrali atomiche, produrremmo da quest’ ultime -stando ad alcuni calcoli- molta più energia di quella ottenuta dal carbone stesso, senza però avere ciminiere che sputano nero puzzolente per 2/4 d’ Italia. Chi vuole rifare i calcoli?

    Ripeto: ad una centrale a carbone non occorrono tsunami o terremoti del 9° perché gli fonda il nocciolo (anche perché non lo tiene, obviously) : smaltiamo tutto direttamente coi nostri polmoni 24h24. Abiurare il nucleare MA accettare il carbone, è una tipica demenza dell’ italiano medio, lo stesso che preferisce l’ idroelettrico per dire NO-al-Nucleare, nonostante faccia più morti del nucleare ! Lo stesso che quando (raramente) comprende l’ intera questione, ritiene che la soluzione sia di togliere anche il carbone oltre che il nucleare: a quel punto che cavolo penserà ? Che forse russi e algerini hanno il tubo del gas, che eroga a ciclo continuo ed infinito e magari GRATIS perché l’ Italiano è bello (si sono già dimenticati quello che successe l’ inverno scorso ? , ah già, che loro sono gli stessi che danno contro Turbogas & rigassificatori). Guai a fargli notare le incoerenze, tantopiù le morti causate di conseguenza dal loro NO-a-Tutto, se lo fai partono con la retorica sul profitto malvagio dei petrolieri colpevoli di fornirgli carrettate di energia nei tempi e nei modi richiesti dagli stessi cialtroni (forse pensano che il pc da cui scrivono, funzioni a candele di porco). Contenti i No-a-Tutto, contenti "tutti".

  • Di Geri Steve (---.---.---.66) 29 maggio 2012 23:59

    Paolo, non possiamo rifare qui tutta la storia e l’analisi critica.
    Di fatto la Tepco si è comportata in maniera vergognosa, hai ragione, è chiaro che la ns sicurezza non può essere messa in mano a privati che massimizzano il profitto, ma a Cernobil non c’era profitto privato eppure la gestione... Anche il non-profitto si porta facilmente appresso il dirigente incapace.

    Io invece ribadisco che a Fukushima un terremoto ha messo in grave crisi gli impianti nucleari e provocato danni gravi alle persone e all’ambiente.

    Lo ribadisco perchè ne "un terrremoto" io includo le sue conseguenze (tipo tsunami, che non era "impensabile") e ne "gli impianti nucleari" io includo sia l’impianto di raffreddamento che le gestione di tutto l’impianto e delle attività connesse (in quel caso da parte della Tepco).

    Sostenere che se la gestione fosse stata impeccabile, se la struttura esterna (raffreddamento compreso) fosse stata costruita e gestita bene, in questo caso il reattore non avrebbe avuto problemi è un esercizio che può essere utile (perchè è lì che dovremmo arrivare), ma è un esercizio intellettuale e non una rappresentazione della realtà.




  • Di paolo (---.---.---.89) 30 maggio 2012 09:12

    Tutto quello che vuoi Geri , i dati sono disponibili , per qualsiasi analisi basta andarseli a leggere ,quindi nessun esercizio intellettuale .E quello giapponese è stato un cataclisma ,non un terremoto.
    Comunque mettiamola cosi’ .Un sisma del tipo di quelli che stanno affligendo l’Emilia ,ma anche di intensità superiore,ad un sito nucleare , per come sono progettati secondo standard internazionali, farebbe un baffo ,anche ipotizzando che l’intensità non sia l’unico parametro visto che fenomeni come per es. la risonanza possono amplificarne gli effetti (vedi L’Aquila) .
    Poi mai dire mai , è chiaro , la certezza matematica non esiste in nessun campo delle attività umane ,tuttavia in termini probabilistici siamo tendenti allo zero.

    Io piuttosto ,mi preoccuperei di tutti i siti produttivi ,dai petrolchimici alle centrali a combustione di fossili che se sono stati costruiti con gli stessi criteri dei capannoni che sono crollati , c’è poco da stare tranquilli.(Poi lascia perdere Chernobyl li’ si è trattato di un misto tra delinquenza ed imbecillità alle quali ,purtroppo ,la natura umana non riesce a sottrarsi . Oggi la gestione di un impianto termonucleare è completamente spersonalizzata , un caso come quello è a probabilità zero. )
    ciao

     

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