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 Home page > Tribuna Libera > Spaghetti, mandolino e Berlusconi

Spaghetti, mandolino e Berlusconi

La girl viene beccata a Fiumicino con una Siberia di neve in valigia. S.B. “l'immarcescibile” annuncia la propria candidatura per le europee. Nello stesso tempo il Sottosegretario dice all'UE che gliela faremo vedere noi. Mah ...

Della “ristrettissima” delegazione italiana al seguito di Berlusconi, in occasione del G8 di Toronto, nel 2010, faceva parte, nessuno ha mai saputo spiegare esattamente a che titolo, tal Federica Gagliardi: una signora 28enne , invero belloccia che, a proprio credito, poteva solo vantare d’aver fatto parte (e capirai che roba) del comitato di Renata Polverini. Per cosucce di questo tipo, in molti paesi a civiltà limitata, penso per esempio alla Gran Bretagna, un Capo del Governo, o chi per lui, sarebbe quanto meno finito sotto inchiesta: al di là di ogni altra considerazione, quel viaggetto in Canada era a carico dei contribuenti e, da quelle parti, con i soldini del signor Smith e del signor Brown non si scherza.

Il 12 di questo mese, la stessa signora, tenuta sott’occhio dalla procura antimafia di Napoli (che la nostra, a Toronto, ci fosse andata in qualità di esperta di criminalità organizzata?) è stata fermata all’aeroporto di Fiumicino con 24 (venti-quattro) chili di cocaina nel bagaglio a mano. Certo, arrivava Caracas e tutti, quando andiamo in vacanza, ci portiamo a casa dei ricordini ….

Bene. A questo punto, in qualunque, ma proprio qualunque, paese anche solo moderatamente democratico, un politico che si fosse portato dietro un simile soggetto, mentre era in giro per il mondo a rappresentare la nazione, potrebbe anche dire addio alla propria carriera. Sì, certo, lui era in buonafede. Si, certo, la signora parlava otto lingue e sapeva tutto del bilancio commerciale cinese, ma … è successo quel che è successo e uno, se non sa scegliere i propri collaboratori, meglio che cambi mestiere.

Da noi,quasi nessuno ha fatto una piega. Si è solo permesso di fare dell’ironia Roberto Saviano, ma è stato subito lapidato. A cambiar mestiere, anzi, è stato più o meno invitato lui, dal forzitalico Luca D’Alessandro, Per il resto nada. Il minimo d’indignazione stabilito per legge da parte di chi berlusconiano non è; come se nulla fosse per gli altri. E tutti d’accordo su un punto: “E allora? Tanto, il Berlusca, si sa com’è fatto”.

Non solo. Passano un paio di giorni e… grande notizia: Silvio Salvator Nostro si candida alle europee.

Di che sbellicarsi dalle risate. Sempre in un paese vagamente normale. Dico, senza voler entrare nel merito dei risultati che ha ottenuto nel suo decennio e passa di governo (cavolo: eravamo solo la quinta economia al mondo o giù di lì, mentre adesso …) stiamo parlando di un truffatore ai danni dello stato con tanto di condanna definitiva, sotto processo per aver comprato senatori, per essere andato con una prostituta minorenne, per … fate voi. E in più, ciliegina sulla torta, quei 24 chili di coca nel trolley di una che, la si rigiri come si vuole, appunto del suo giro fa parte. Ma chi lo vota, uno così?

Milioni, da noi. Di che innervosire immediatamente gli altri partiti. Di che far esultare i sostenitori di FI. Quelli che, nel sunnominato paese appena appena civile, dovrebbero vedere la cosa come una disgrazia. Un Nixon, può capitare a tutti, là fuori, ma lo si fa dimettere, lo si nasconde in un angolino e si spera che di lui ci si dimentichi in fretta. Mica si usa il suo faccione per tappezzare le vie in campagna elettorale.

Intanto, però, qualcosa si muove. Tanto da far dire al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, che mostreremo ai tedeschi e all’UE di non essere solo “spaghetti e mandolino”.

Bello. Suona proprio bene. In giro per il mondo, però, nessuno di cultura appena decente pensa che gli italiani siano solo spaghetti e mandolino. Non lo pensano neppure in Germania, specie i dirigenti delle aziende che in certi settori, pensate alle macchine utensili, devono competere con le nostre.

Convincere il resto del pianeta che la nostra classe politica sia tornata ad essere perlomeno solo pizza e mandolino, senza contorni da avanspettacolo o peggio, invece, è tutt’altra storia. Un arduo obiettivo, ormai. Mentre ci apprestiamo a mandare a Bruxelles chi, tra un “cucù” e un “mister Obama, mister Obama”, ha già fatto sghignazzare tutto il mondo (OK; tranne Putin. Ma quello, si sa, non ha senso dell’umorismo), un traguardo mooolto lontano.

P.S. Ma, voi. Dico, voi da quella parte. Sì, voi che gonfiate il petto parlando di ordine e sicurezza. Davanti a certe notizie non vi vergognate neanche un po’? Pensate ai ragazzi finiti in galera per pochi grammi di maria, tra i vostri applausi, e sprofondate.

P.S 2 Sicuri sicuri che fare del nostro uno dei padri, e lasciamo stare i discorsi di nobiltà, della Terza Repubblica, sia stata una buona cosa? E una legge elettorale che congela la situazione esistente, che riduce, di fatto, la scelta degli italiani all’essere o no berlusconiani, come vogliamo definirla? Un golpe, una schifezza o una porcata?

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.253) 17 marzo 2014 11:30

    Abbi pazienza, cassoeula e piffero. Trattasi di pura genia lombarda, non c’entra Napoli né Roma.

    Ad ognuno i suoi concittadini illustri.
  • Di (---.---.---.163) 17 marzo 2014 18:42

    Daniel ci hai stancato con questi tuoi pistolotti. Sarebbe ora di cambiare e provare a capire - visto che sei di destra - per quale motivo la destra italiana è bloccata da Berlusconi e non riesce a rinnovarsi, quali sono le ragioni e quali le soluzioni. Continuare con queste litanie non portano da nessuna parte. Al massimo alimentano il qualunquismo grillino e leghista.

  • Di (---.---.---.93) 17 marzo 2014 20:58

    Grazie per avermi letto.

    Temo sia molto ottimista, se crede che il qualunquismo nostrano si trovi solo dove dice lei. Quanto alla nostra destra, e a quelle che ritengo siano le ragioni del suo sfacelo, vi ho dedicato, nel corso degli anni, numerosi articoli. Resta che, al momento, le cose stanno come dico sopra. E che con quello sbarramento allo 8 per cento, così resteranno per sempre.
  • Di paolo (---.---.---.101) 20 marzo 2014 17:05

    Cari Daniel ,ti butti su argomenti che fatalmente incappano in quel " uffa ! " da parte di chi se ne impippa delle parole : civile ,morale ,democratico . La prima reazione scontata è subito quella di dire " ci hai stancato ,ma passa a cose più serie " oppure " dacci le soluzioni " .

    Prima considerazione : un paese o è civile e democratico o non lo è . Di sicuro non esiste una soluzione "sic et simpliciter ",dipende da un mix di fattori storici ,culturali ,politici ecc....
    Seconda considerazione : Per essere un paese civile bisogna che la quasi totalità dei cittadini (se si esclude una quota fisiologica ) hanno una coscienza civile ,morale e democratica .
    Terza considerazione : Un paese civile fa rispettare le leggi .

    Adesso facciamo la fotografia dell’Italia : Ci sono almeno quattro mafie che governano intere regioni (sud) e inquinano le altre + Chiesa Cattolica che condiziona pesantemente lo Stato + evasione fiscale che interessa ( a livelli diversi ) l’80% dei contribuenti + corruzione a tutti i livelli amministrativi ed istituzionali + corruzione nella politica e quasi 3 milioni di persone che vivono di sola politica + massonerie varie + lobby di potere finanziario ecc.... mi fermo .

    E vuoi che in questa moltitudine non ci siano almeno una decina di milioni (non di cittadini ) ma di complici che votano per un mariuolo certificato e garantito come Silvio . Pensi che le sue bravate , le sue frequentazioni e le condanne che gli vengono comminate procurino a questi "cittadini " un minimo scrupolo ?

    Ma neanche per idea . A pensarci bene sono anche meno di quanto potrebbero essere. Paradossalmente più lo condannano e più per loro è una garanzia : la condanna come attestato "docg" . Peccato che esistono , pur con le molte pecche , dei magistrati che gli impediscono di continuare . Ed ecco perché questi ce l’hanno a morte con " le toghe rosse " .
    Se le toghe fossero state tutte nere o scolorite la faccenda andava avanti ben oliata e a meraviglia , oggi Silvio avrebbe non dieci ma venti milioni di elettori e a questi che il paese va a puttana non gliene frega un tubo. Oggi chi non lo vota più è perché ormai lo ritiene "bruciato " e stanno puntando su un altro cavallo .
    ciao

    • Di (---.---.---.155) 20 marzo 2014 18:19

      Adesso facciamo la fotografia dell’Italia : Ci sono almeno quattro mafie che governano intere regioni (sud) e inquinano le altre + Chiesa Cattolica che condiziona pesantemente lo Stato + evasione fiscale che interessa ( a livelli diversi ) l’80% dei contribuenti + corruzione a tutti i livelli amministrativi ed istituzionali + corruzione nella politica e quasi 3 milioni di persone che vivono di sola politica + massonerie varie + lobby di potere finanziario ecc.... mi fermo .


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      Ma no Paolo, il problema è un altro ed è bene evidenziato anche in quanto del suo commento ho riportato: lo strisciante residuo del razzismo in base al quale è sempre colpa dei terroni, sono loro la parte malata dell’Italia, anche quando c’entrano relativamente poco.

      Per cui se si deve fare la fotografia del paese si parla di 4 mafie e si sottolinea che si parla del sud, oppure si parla del Berlusca e via con lo stereotipo della pizza, spaghetti e mandolino, mentre più correttamente si dovrebbero citare risotti alla milanese e polenta.

      Non per negare le mafie, anzi. Noi persone per bene del sud non le neghiamo, anzi ci combattiamo ogni giorno, a vari livelli. Ma per una volta tanto in cui c’entriamo relativamente poco, non sarebbe il caso di evitare di tirarci in ballo e scaricare mediante lo stereotipo su di noi?

      Il malaffare è ubiquo in Italia, Berlusconi è un prodotto lombardo al 100%, ha sfondato nella roccaforte di Craxi, MIlano. Noi persone per bene del sud non abbiamo problemi a condannare la nostra delinquenza, sarebbe il caso che voi persone per bene del nord cominciate a fare altrettanto, quando vi tocca. Che si è dimostrato non siate così puri come piaceva raccontarla, a cominciare dagli evasori fiscali ben localizzabili in alcune regioni del nord italia, agli industriali del nord collusi con gli inquinatori del sud, a finire ai politici di un certo partito che gridava Roma ladrona e poi si è visto come è andata a finire. 

      Ad ognuno i suoi concittadini illustri, Berlusconi tocca a voi, è roba vostra.
      Niente spaghetti e mandolini quando non c’entrano, altrimenti non siete diversi dal siciliano che afferma che la mafia non esiste.
  • Di paolo (---.---.---.101) 20 marzo 2014 19:17

    carissimo xxx.155 .
    Il razzismo non c’entra un fico e nessuno nega che nel Sud d’Italia ci siano persone per bene , cosi’ come al Nord o al centro ci siano persone per male . Ma questo non può consentire a nessuno di negare che le mafie sono un prodotto della cultura e della storia meridionale e che hanno inquinato l’intero paese . Poi discutere del perché questo fenomeno si è originato e del perché proprio al Sud , è un altro paio di maniche e nessuno qui nega che ci siano storiche responsabilità che appartengono a tutti coloro (del nord ,del centro e del sud ) che hanno amministrato questo paese ( Democrazia Cristiana in primis ) .

    Riguardo Berlusconi , che lei traccia come modello lombardo , la invito a documentarsi meglio e vedrà che la storia di Silvio è intrisa di rapporti con la mafia fin dagli inizi della sua attività imprenditoriale . Dell’Utri ,condannato per reati di mafia , è stato il socio fondatore di Forza Italia .Se lei è sveglio come penso credo che non occorra aggiungere altro . Bettino Craxi è stato il classico politico italiano che ha sfruttato la politica per fini personali . Come lui moltissimi altri ,ieri come oggi , del nord ,del centro e del sud .

    Ciò detto ,se lei rilegge con maggior attenzione il periodo che ha citato vedrà che io non nego affatto che il malaffare sia diffuso su tutto il territorio nazionale , tutt’altro . L’industrioso Veneto è sicuramente un campione dell’evasione fiscale ma non è che la Sicilia sfugga alla regola , anzi . Io sono toscano e mi perdoni se ritengo la mia regione ,per cultura e per tradizione ,un gradino al di sopra di molte altre parti del paese , ma questo non significa che anche qui non ci siano mariuoli . Ci sono eccome , ma nuotano in un contesto sociale che rende loro la vita più difficile che non in altre zone del paese .

    Per diventare un paese civile dobbiamo arrivare a costruire un paese nel quale i delinquenti si trovano a disagio , non diventano parlamentari o premier , e non ha proprio agio ,coperti da collusi e da leggi permissive . Quando ciò avverrà saremo diventati un " paese normale " .
    saluti

    • Di (---.---.---.41) 20 marzo 2014 20:29

      Le faccio presente che non ho mica negato che le mafie siano un prodotto della terronia. Rilegga se ha dubbi.


      Ho semplicemente affermato che il malaffare italiano non si limita alle mafie del sud, pertanto parlare sempre e solo di mafie, pizza, mandolino e spaghetti (con tanto di foto di Alberto Sordi che non è notoriamente della val di susa) significa far rientrare l’iconografia del malaffare del centro-sud italia dove il centro-sud italia stavolta non c’entra.

      Qui si parla di Silvio Berlusconi, che pare abbia avuto rapporti con la mafia e non si sa dove abbia fatto fortuna. Uso il pare perché servirebbero sentenze per fare certe affermazioni senza rischiare querele (io non ho l’immunità parlamentare, non so lei), ma di certo era legato a stretto giro con Craxi e i socialisti che all’epoca avevano creato la Milano da bere. La stessa Milano da cui poi è partita la lega nord, che attribuiva a roma ladrona malcostume che era invece prettamente locale, e infatti si è visto come è andata a finire.

      Ripeto il concetto: si può evitare di usare l’iconografia delle mafie del sud quando si parla di malaffare di tipo diverso? E’ una maniera per attribuire episodi delittuosi a chi non c’entra e uscirne puliti. Perché pizza, mandolino e spaghetti sono ormai sdoganati a simbolo dell’italia che non va, tirati in ballo a spiovere come in questo caso, mentre la polenta e il risotto alla milanese sono simboli puliti, vergini. 

      Ad ognuno i suoi concittadini illustri e le proprie ricette regionali, svecchiamo le figure retoriche alla luce delle novità che sono emerse negli ultimi anni: pare che il malaffare non sia esclusiva del sud italia.

      Immagino che sentire associare Riina alla madonnina di milano o al palo di siena, invece che alla cassata siciliana, potrebbe creare qualche interrogativo in chi è abituato a collegarlo ad altre realtà regionali.

      Basta con questi stereotipi. Se non avete problemi ad ammettere il malaffare del nord, usate le vostre usanze come simbolo delle malefatte che avvengono nei vostri territori e sporcatele come si conviene. Oppure non usate certe forme retoriche, perché non è obbligatorio l’uso degli stereotipi nei discorsi, ma che almeno si usino con criterio e non a spiovere.

      Gli spaghetti e il mandolino danno già, ogni qual volta sono tirati in ballo a ragione. Stavolta lasciamoli stare.

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