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Quei minorenni straziati e torturati a Guantanamo

Con l'uscita del documentario "You don't like the truth", un lavoro che racconta la storia di Guantanamo e di Omar Khadr attraverso alcuni filmati delle camere di sicurezza della prigione, torna a far relativamente notizia la plateale illegalità del sistema istituito dall'amministrazione Bush e preservato da quella Obama per gestire i prigionieri catturati nel corso della War On Terrror.

Sulla pratica della tortura e sulle deviazioni costituzionali a Guantanamo è già stato scritto molto, ma il caso di Khadr getta luce su un aspetto non meno inquietante di tutta la vicenda: la tortura e la detenzione di soldati-bambino.

Khadr, che ha la cittadinanza canadese, fu catturato nel corso di una delle battaglie che cacciarono i talebani dal potere in Afghanistan alla tenera età di quindici anni. L'anno prossimo sarà trasferito in Canada, grazie ad un accordo con il governo canadese, secondo il quale si è dichiarato colpevole di crimini di guerra, quali non si sa bene visto che l'accusa per la quale è stato detenuto era relativa all'aver ucciso un soldato americano nel corso di una battaglia, la definizione di "crimini di guerra" è difficilmente estendibile all'atto di uccidere un nemico in battaglia o al parteciparvi.

Altrettanto criminale è detenere gli stessi minori e torturarli per ottenere informazioni sul nemico, imprevista dalle leggi americane e internazionali è poi la confessione sotto tortura, mezzo di prova invalido per eccellenza.

Come possano continuare a tormentare Khadr non si sa, si sa solo che dovrà scontare (altri) otto anni di carcere in Canada e che gli è andata bene, una corte militare americana (dalla più che dubbia giurisdizione) lo aveva già condannato a decine di anni di carcere pochi anni fa, forse per convincerlo che l'offerta canadese era un affarone. Ma gli americani non avevano altro posto che Guantanamo dove fargli scontare la pena, che lo avrebbe visto liberato alla soglia dei settant'anni.

Per gli stessi tribunali americani la parodia di giustizia esercitata a Guantanamo non vale niente, per questo hanno avuto bisogno di trovare altri paesi che si accollassero pro-quota la soluzione di questa epocale porcata (il)legale.


L'interrogatorio nel video è del 2003. Oggi, dieci anni dopo la sua cattura, a venticinque anni, Kahdr è ancora a Guantanamo, dove è rimasto anni a subire di tutto senza alcun processo e con un uno status persino incompatibile con le responsabilità che alla fine si è assunto obtorto collo. Perché se Khadr è colpevole di crimini di guerra è un soldato, se è un soldato è stato detenuto illegalmente e da qualche parte c'era una guerra. Circostanze che gli Stati Uniti negano decisamente.

Ma Khadr era soprattutto un minorenne e le convenzioni internazionali stabiliscono esplicitamente che, per i crimini commessi dai minorenni in guerra, sono responsabili solo coloro i quali ne hanno deciso l'impiego in battaglia. Questi sono gli autori di un crimine di guerra e di un crimine contro il minorenne, che non può essere in nessun caso arruolato da formazioni di guerriglia o attori non-statali, solo gli stati possono arruolare i maggiori di 15 anni con il divieto dìimpegnarli in combattimento.

Khadr non è imputabile per crimini di guerra, non lo è negli Stati Uniti e non lo è in Canada, che si è prestato a questa indegna sceneggiata per aiutare Washington a diluire e ridurre il problema-Guantanamo, perché i soldati-bambino non si processano, ma si rieducano e reinseriscono nella società.

Così almeno la pensa l'Unicef e stabiliscono le convenzioni internazionali, quelle stabilite tra paesi civili per evitare di scivolare nella barbarie e nell'insensatezza, come ad esempio ridursi a catturare un quindicenne e torturarlo per dieci anni Guantanamo.

Che è ancora lì nonostante la promessa di Obama, che aveva annunciato la sua chiusura e poi si dev'essere dimenticato.

 

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