Magari potresti aggiungere ai costi di Grillo anche qualche altro euro che io sarei disposto a darti affinchè tu possa esimerci da ragionamenti tanto insensati. Vedi mai che tu riesca ad avviare una proficua attività scaricando i costi su Grillo!
Qui non c’entra affatto la volontà dei più, ma un principio per cui diventa legittimo esporre un simbolo religioso in luoghi pubblici. Per quanto ne possa dire la Corte Europea le motivazioni da essa espresse non stanno in piedi. Si dovrebbe applicare lo stesso principio allora a qualsiasi simbologia religiosa. Restano fuori gli atei che subirebbero tali simbologie. Come la nostra costituzione decreta, lo stato è laico e non esiste religione di stato. Quindi non si capisce, a prescindere dall’innocuità o dannosità del simbolo, il motivo per cui si debba legiferare, o insegnare, o lavorare, o svolgere qualsiasi pubblica attività al cospetto di un simbolo religioso comunque imposto. Lo stesso Cristo avrebbe dissentito se avesse saputo che un giorno la sua effige sarebbe stata imposta alla collettività solo perchè non arreca danno. Altri simboli sono forse dannosi? Non siamo una teocrazia. E vorrei essere libero di educare mio figlio senza che egli mi venga prima o poi a chiedere cosa rappresenti un simbolo affisso sulle pareti.
Potevi anche aggiungere che è paradossale per un’azienda richiedere la laurea specialistica per un ruolo segretariale. O le lauree non valgono più nulla e sono diventate il requisito minimo di accesso anche per i ruoli più dequalificati, o c’è talmente ridondanza di laureati che potendo scegliere (e ricattare) per un’azienda è meglio farlo attingendo dalle più alte professionalità, o ancora, c’è qualcosa che proprio non funziona a livello di sistema in termini di collocazione adeguata nei ruoli direttivi e in termini di contratto di lavoro. In pratica una specie di sistema feudale dove il principe di turno dispensa dall’alto del proprio potere, senza alcun criterio meritocratico, i propri benefici finalizzati all’asservimento e al controllo delle masse. Nel nostro caso utilizzando i contratti di lavoro precario che governi di destra e sinistra gli hanno messo a disposizione mentre i ruoli di potere vengono tramandati esclusivamente per via genealogica. Buona notte Italia.
Dimenticavo un punto: anche la Wolkswagen, proprietaria della Lamborghini, in Italia ha necessità di incrementare la produttività, ma non si è sognata minimamente di raggiungerla eliminando la contrattazione con i sindacati, anche con quelli meno graditi. Tra l’altro l’industria automobilistica negli altri paesi europei non ha affatto delocalizzato la produzione, nè minacciato di farlo. E mi risulta che lo stipendio degli operai sia almeno il doppio di quello in Italia. In ogni caso non è certo il problema del costo del lavoro che spingerebbe la delocalizzazione visto che rappresenta solo il 7% dei costi industriali. Il solo pensarlo è l’ennesima ipocrisia. Come se la competitività in un settore tecnologico si possa raggiungere con l’abbattimento del costo del lavoro...