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 Home page > Attualità > Cultura > Perché l’audiolibro è ancora un mercato di nicchia?

Perché l’audiolibro è ancora un mercato di nicchia?

Da appassionata di libri da ascoltare mi chiedo spesso come sia possibile, nella società del digitale in cui ormai tutto passa attraverso un'applicazione Android o Ios, un'invenzione come l'audiolibro non abbia ancora sfondato nella testa di noi lettori e lettrici e di conseguenza nel relativo mercato editoriale.

Eppure, è così.

C'è di sicuro più di una ragione, con questo articolo ho intensione di sviscerarne alcune, almeno quelle che vedo io dal mio punto di vista di lettrice e di ascoltatrice di libri :-)

Ogni mezzo che puo' potenzialmente ampliare il numero di lettrici o lettori in Italia merita di essere considerato attentamente, e persino promosso. Ma deve essere capace di soddisfare pienamente le esigenze del pubblico potenzialmente interessato. Gli audiolibri lo fanno?

A mio avviso, no.

Chi segue il blog da tempo conosce le ragioni per cui amo gli audiolibri, come ho già raccontato in questo precedente post, Come un audiolibro puo' salvarvi dalla metropolitana.

L'audiolibro è un'ottima soluzione tecnica per chi ha tanta voglia di leggere e poco tempo per farlo.

Tralasciando l'enorme vantaggio che l'audiolibro offre a chi ha una disabilità, è comunque una buona soluzione salva tempo per tutti.

In questo modo possiamo leggere mentre facciamo lunghe file in attesa del turno dal nostro medico di famiglia, all'anagrafe, o mentre aspettiamo l'autobus.

Bastano un paio di cuffiette, il vostro smartphone e il gioco è fatto! Potete immergervi in ogni momento nelle storie che più amate, senza nemmeno affaticare la vista o portare pesi nelle vostre già cariche borse o valigette, e lasciarvi sedurre dalla fantasia mentre affrontate le sfide quotidiane o vi abbandonate la sera sul letto, a mò di ninna nanna.

Io di solito "leggo" un audiolibro mentre vado a correre, oppure faccio le mie lunghe camminate (sapete che camminare fa bene, ma meglio in montagna come ho già scritto in questo articolo sul Nordik Walking) e mi godo la possibilità di evadere per un po' dal tran tran quotidiano.

Semplice e vantaggioso, almeno sembrerebbe. Ma se le cose stessero in questo modo, gli audiolibri sarebbero parte della nostra quotidianità, e invece non è (ancora) così. Perché?

La prima ragione potrebbe essere che non sapete dove trovarli. Bene, a questo rimediamo subito con questa info-grafica fatta apposta per voi.

Dove scaricare gli audiolibri (infografica)

Audiolibro mercato di nicchia

Bene, ora che più o meno sapete dove scovarli, fate una piccola prova: scaricatene uno e sentite com'è ascoltare un libro. Vi piace?

Oppure qualcosa vi tiene distanti da questo supporto digitale?

3 ragioni per cui gli audiolibri sono ancora un mercato di nicchia, secondo me

1 Il costo

Di sicuro se digitate su Google la stringa "Audiolibri gratis" avrete pagine e pagine di risposta. Trovare dei file mp3 o comunque file audio gratuiti che narrano storie o libri di pubblico dominio (i grandi classici, ad esempio) è piuttosto facile.

Ma per chi desidera avere l'ultima novità del mercato editoriale o una gamma vasta di libri di ogni genere, deve accedere a servizi a pagamento.

Costi che in alcuni casi arrivano a 6/7 euro per un solo audiolibro, sapendo che non lo terremo mai in mano ma potremo "solo" ascoltarlo. È una cifra accettabile? A mio avviso, potrebbe essere inferiore.

Il costo del file mp3 o simile è a copertura delle lunghe ore di lavoro necessarie da parte della voce narrante per leggere perfettamente e senza intonazioni né flessioni di voce il romanzo in questione.

Un lavoro come altri, che va retribuito.

Ora è chiaro che la legge del mercato funziona in relazione alla domanda. Se essa sale, il prezzo diminuisce. Ma come si può far salire la domanda se il consumatore non considera il prezzo adeguato al valore del bene che sta per acquistare, un valore che determinerà in base ovviamente alle sue preferenze?

Le app che oggi utilizziamo per ogni esigenza offrono abbonamenti mensili al costo di circa dieci euro. Non è molto, ma quanti libri si riescono ad ascoltare in un mese? Uno? Forse due? Il gioco vale la candela?

Se l'audiolibro deve diffondersi, il costo della sua produzione deve essere affrontato dall'editore che lo mette sul mercato, e non su chi materialmente mette la voce (e il lavoro) o chi lo deve acquistare. Si tratta di una nuova impresa, bisogna assumersi qualche rischio. O no?

2 La varietà dei titoli

Quest a mio avviso è il vero problema. Se l'audiolibro può potenzialmente diventare una soluzione che implementa il numero de lettori, certo deve esserci una selezione di titoli accattivante e aggiornata.

La maggior parte dei siti gratuiti che vi ho segnalato nell'info-grafica, hanno i cataloghi fermi da mesi.

Quelli a pagamento invece sono aggiornati spesso, ma è difficile trovare tutto ciò che offre il mercato cartaceo. Insomma, siamo alle solite: l'editoria non investe e attende di fare prima il consumatore e poi il bene consumato.

3 La nostalgia della carta

La vera ragione per cui non rinunceremo mai a un buon vecchio libro cartaceo è che il profumo della carta, la sensazione di tenere tra le mani un capolavoro, la possibilità di leggerlo e rileggerlo, di meditare sulle parole a lungo, e lasciarsi suggestionare dalla copertina è impagabile. Potrà mai sostituire tutto ciò un audiolibro?

Probabilmente no.

Ma può implementare li numero di libri letti?

Le mie domande per voi

Recentemente alcune piattaforme di self publishing (è il caso di Youcanprint) permettono la pubblicazione di audiolibri a prezzi però piuttosto elevati. Voi lo utilizzereste per il vostro romanzo da pubblicare? E se sì, a quale condizioni?

Avete già letto audiolibri? Cosa ne pensate? Ne leggereste di più se costassero meno?

Purché si legga, care Volpi ;-)

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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