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 Home page > Attualità > Società > L’omosessualità, la chiesa e Di Pietro

L’omosessualità, la chiesa e Di Pietro

Il Tonino nazionale ( alias Antonio Di Pietro) è indubbiamente persona di talento mediatico e fiuto politico. Non usa il politichese né si adonta più di tanto del sarcasmo dei suoi boriosi detrattori che – poveri di argomenti - ne criticano l’eloquio non particolarmente forbito ( ma efficace, al punto che uno dei suoi tormentoni preferiti, il famoso “Che c’azzecca ?” , è entrato di buon diritto nel linguaggio comune e persino nel lessico giornalistico).

Viene in mente, in proposito, il piglio disinvolto e mordace con cui Cyrano de Bergerac, a coloro che per sfotterlo alludevano alla sua ragguardevole appendice, suggeriva una funambolica sequela di possibili calembour sull’argomento, tanto per dimostrare il suo totale non cale di loro e dei loro banali sfottò. 
 
A volte però il Nostro, nella sua naiveté, rasenta l’ingenuità.
 
Ad esempio, quando – di quando in quando – si chiede accoratamente, in qualcuna delle sue ormai un po’ troppo frequenti ed ubique comparsate televisive (lo si può a volte ammirare contemporaneamente in due o tre canali diversi) : “Ma perché un cristiano deve pretendere l’ostracismo per un suo simile, negargli non solo di convolare a nozze ma persino di vedersi riconosciuti diritti elementari soltanto perché omosessuale, in spregio alla regola evangelica "ama il prossimo tuo come te stesso"?
 
Ma benedetto Tonino, a parte che niente e nessuno può costringere un essere umano, per sua natura solipsista, ad essere altruista al punto da amare l’altro ( tanto più se connotato da un’alterità percepita come irriducibile) come se stesso, se non per libera scelta, è assai più facile che a certe considerazioni solidaristiche si approdi usando ragione e coscienza individuale, che non una fede che sull’argomento specifico è gonfia di idiosincrasie, superstizioni e fanatismi ideologici, portato di secoli bui.
 
Se infatti , anziché fermarsi al catechismo della prima comunione, don Tonino avesse approfondito la storia del cristianesimo, avrebbe "scoperto" che la sessuofobia, la repressione sessuale vi è connaturata persino più che nell’lslam. Tant’è che mentre questo promette un paradiso con le vergini ai virtuosi, quello - incapace di elaborare un paradiso tentante - non fa che minacciareeterne e sadiche punizioni per i recidivi della carne.
 
E tra i suoi bersagli preferiti c’è proprio l’omosessualità, considerata come "innaturale" perché" non riscontrabile nelle altre specie" (il che fra l’altro è del tutto inesatto).
Chisà forse un giorno, dopo aver chiesto perdono agli ebrei "deicidi", ai mussulmani per le crociate, alle vittime dell’Inquisizione - e aver pagato molte migliaia di dollari per le violenze sessuali ai minori, alla cui origine c’è l’innaturale - questo sì - celibato imposto ai preti -, la Chiesa chiederà perdono anche agli omosessuali . .

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