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Gli errori di una Chiesa chiusa ancora nel suo Medioevo

Lo scandalo pedofilia – tra i più gravi e scabrosi di una storia millenaria pur colma di chiaroscuri – dilaga nel mondo intero, in zone diverse e lontane tra loro, incidendo come una profonda metastasi, colpendo imparzialmente sia semplici sacerdoti che alte sfere della Chiesa cattolica, dopo decenni di colpevole omertà.
Un altro scandalo coinvolge il dicastero vaticano più importante e delicato, ma anche il più ricco e apparentemente spregiudicato.
 
Propaganda Fide in teoria dovrebbe amministrare le missioni nel Terzo Mondo, testimonianza dell’amore della Chiesa per i più poveri e derelitti della Terra, ma pare che, dall’alto di una montagna di euro (nove miliardi) in beni immobili, si sia molto impegnata in patria in una missione più terra terra, un do ut des con Vip e potenti nostrani, all’insegna del “io do una casa a te e tu fai un favore a me", previo sfratto di vecchi inquilini meno facoltosi e importanti dei nuovi, con un cardinale di primo piano come l’ex papa rosso Crescenzio Sepe indagato per corruzione e associato ad una cricca di affaristi senza scrupoli.
 
Sembra di tornare ai tempi bui dello scandalo del Banco Ambrosiano e dello IOR, istituto opere religiose, il cui buco di 1200 miliardi di vecchie lire fu opportunamente insabbiato (e papa Woytila in tale occasione appoggiò lo spregiudicato Marcinkus, aprendo la strada alle future speculazioni).
 
Di fronte a tutto ciò, non bastano le energiche prese di posizione contro i preti pedofili, un po’ tardive e forse fuori tempo massimo, di papa Ratzinger, o la cacciata – questa volta tempestiva - di Sepe dal suo incarico.
 
Bisogna andare alla radice dei problemi: la Chiesa deve fare uno sforzo, certo colossale, ma necessario, pena una gravissima crisi di identità dalle conseguenze imprevedibili (una delle quali potrebbe essere il prevalere anche numerico dell’islam) per colmare almeno in parte la distanza rispetto alla Chiesa delle origini.
 
E’ ora che la Chiesa esca dal suo lungo Medioevo e riscopra l’originario messaggio evangelico, nel suo stesso interesse.
 
Basta con gli orpelli ed i fasti delle sue cerimonie, dei suoi porporati ingioiellati, basta fare l’occhiolino a ricchi e potenti (come nel 1997 a Calcutta, quando ai funerali di madre Teresa i poveri cui lei aveva dedicato la sua vita furono cacciati dal tempio affollato solo di teste coronate e capi di stato con relative first lady).
 
Basta con l’assurdo, innaturale celibato sacerdotale cattolico, introdotto nel 1200, cui mai Gesù fa cenno, cercando di salvare il salvabile prima che la crisi delle vocazioni desertifichi conventi e seminari: nelle nazioni protestanti l’istituto famigliare ha retto alla prova del fuoco, non ha diminuito affatto il fervore apostolico della missione pastorale ed ha evitato gli spettacoli miserandi e squallidi che affliggono il cattolicesimo attuale.
 
Basta con la discriminazione di genere verso le donne (assente anch’essa nell’apostolato di Gesù) cui è vietato il sacerdozio (anche qui protestanti ed anglicani docent).
 
Nostradamus in una delle sue centurie profetiche sembra predire che il papa attuale, ormai anziano, sia destinato ad essere l’ultimo esponente nominato al Soglio pontificio, avviato ad un futuro di anarchia e forse ad un’implosione. Non è del tutto escluso che, nelle attuali condizioni, perdurando l’oscurantismo cattolico, la profezia si avveri. 

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