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  Home page > Attualità > Scienza e Tecnologia > Legge D’Alia: passa al senato il 50bis
di pint74 mercoledì 11 marzo 2009 - 2 commenti oknotizie
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Legge D’Alia: passa al senato il 50bis

Purtroppo le numerose critiche mosse contro l’articolo 50bis del disegno di legge 733 sono state ignorate dai nostri parlamentari.

Il 50bis, è il famoso articolo che prevede l’oscurazione di quei siti che si rendono "colpevoli" di pubblicare commenti che possono essere giudicati come apologia di reato o incitamento ad attività illecite.


Il Senato ha approvato il disegno di legge che ora passa alla Camera dei Deputati. Per ora nessun commento dal senatore D’Alia, il padre di questo tanto contestato articolo sulla sua vittoria in Senato.

Abbondano invece i commenti negativi sul 50bis, sia nei blog che su varie riviste informatiche come Computer idea, che ha dedicato nel numero di Marzo un ampio articolo in cui critica aspramente (ma in modo civile), quello che a detta di tutti è un chiaro tentativo di censura della rete che è, per ora, l’unico luogo libero da influenze politiche ed economiche.

Oltre al senatore D’Alia, troviamo anche l’onorevole Gabriella Carlucci all’attacco della rete. Con il disegno di legge 2195 la Carlucci vorrebbe eliminare la piaga della pedofilia e delle molestie a sfondo sessuale perpetrate in rete. Il come vuole farlo è abbastanza bizzarro...

In pratica l’onorevole Carlucci vorrebbe abolire l’anonimato in rete, e rendere obbligatorio l’uso del proprio nome (niente nickname) nei forum o su siti tipo Facebook.

Oltre a ciò sono previsti altri obblighi e doveri agli operatori della rete. Sul sito altri dettagli.

A quanto sembra, la Carlucci pare ignorare i successi e l’impegno delle forze dell’ordine nel combattere il fenomeno pedofilia online e cerca di arginare questa piaga con una legge "nostrana" e quantomeno bizzarra.

Il fatto che persone palesemente ignoranti sul tema internet si permettano di legiferare a riguardo, la dice lunga sulla serietà e sulla preparazione del nostro attuale governo. O forse sotto questa coltre di apparente impreparazione si nasconde semplicemente la voglia di chi è al potere di censurare un mezzo di informazione scomodo e non controllabile come lo è la rete.

Speriamo che entrambe le proposte di legge vengano respinte o diventeremo sempre più simili a "democrazie" come la Cina, notoriamente molto "liberali" in fatto di informazione.



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