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Etichettature prodotti: in Europa un altro duro colpo per le imprese italiane

Notizie preoccupanti arrivano dal Cna Veneto (la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola media impresa del Veneto) e da numerosi altri siti di informazione.

Sospeso l’iter sulle norme riguardanti l'etichettatura di origine sui prodotti importati da paesi terzi dall'agenda dell’Unione Europea. Non verrebbe, in pratica, introdotto l'obbligo di indicazione del paese d'origine dei prodotti di provenienza extra Ue destinati al consumatore europeo.

La decisione presa, se confermata, andrà a pesare in maniera enorme sulle industrie e sulle aziende europee che producono ancora nei paesi di origine, in molti casi colpite duramente dal calo di consumi causato dalla crisi.

Troveranno vantaggio da questa situazione, invece, quelle aziende che hanno trasferito la produzione in paesi dove la manodopera è a bassissimo costo e le regole sindacali ed a tutela dell'ambiente esistono, in molti casi, solo sulla carta. È abbastanza chiaro che senza obbligo di dichiarare dove si produce, il consumatore non saprà se i suoi soldi saranno spesi per prodotti che sono distribuiti da aziende che danno lavoro a paesi europei, ad esempio, agli italiani e osservano regole ferree sul rispetto ambientale e sulla retribuzione ed orari dei lavoratori, oppure per prodotti distribuiti di aziende che mirano, in genere, al profitto e per aumentarlo delocalizzano in paesi a "basso costo".

Le giustificazioni addotte da Bruxelles risultano, a parere dei molti difensori del made in Italy, deboli: "Oltre alla mancanza di accordo in Consiglio, recenti sviluppi nell'interpretazione legale delle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio hanno reso la proposta non attuale".

Gli eurodeputati italiani Cristiana Muscardini, Gianluca Susta, Niccolò Rinaldi e Andrea Zanoni hanno firmato una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Monti per attirare l'attenzione del Governo sul problema del ritiro del regolamento sul Made in da parte della Commissione Europea.



Parte del testo della lettera:


"Il ritiro del Regolamento per la denominazione di origine dei prodotti extra-Ue da parte della Commissione è ingiustificato e lede gli interessi dei produttori di tutti i Paesi europei in primis italiani nonché degli stessi lavoratori colpiti sempre più spesso da delocalizzazioni selvagge.
Ci auguriamo che il Governo Monti prenda i giusti provvedimenti in sede europea per non lasciar cadere il Made In nel dimenticatoio".

Vedremo come si evolverà la situazione in questi mesi.

Quasi certamente, se non si interviene, si rischia un aumento ulteriore del numero dei disoccupati nel nostro paese, cosa decisamente pericolosa per la nostra già fragile economia.

 

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