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Statine, colesterolo e sicurezza

Statine.

Fra i farmaci fra i più venduti al mondo ed utilizzati da milioni di italiani ogni anno.

Le statine svolgono un’azione liporegolatrice tramite l’inibizione dell’enzima HMG-CoA reduttasi, coinvolto nella sintesi del colesterolo.

In pratica tengono sotto controllo il colesterolo ldl, uno dei fattori di rischio per gli infarti ed altre malattia cardiovascolari.

Sebbene siano fra i farmaci meglio tollerati e sicuri uno studio ha gettato qualche ombra riguardo agli effetti indesiderati.

Lo studio in questione è stato riportato sul sito xagena.org: "Le statine associate a rischio di disfunzione epatica moderata o grave, insufficienza renale acuta, miopatia moderata e grave, e cataratta.

Uno studio prospettico, in aperto, ha quantificato gli effetti indesiderati delle statine. Sono stati analizzati i dati di più di 2 milioni di pazienti, presenti nel database Qresearch, di età compresa tra 30 e 84 anni di cui il 10.7% erano nuovi utilizzatori di statine.

Al 70.7% era stata prescritta la Simvastatina (Zocor), al 22.3% Atorvastatina (Lipitor), al 3.6% Pravastatina (Pravachol), all’1.9% Rosuvastatina (Crestor), e all’1.4% Fluvastatina (Lescol).

E’ stato osservato che l’uso delle statine era associato a un ridotto rischio di tumore esofageo, ma ad aumentato rischio di disfunzione epatica moderata o grave, insufficienza renale acuta, miopatia moderata e grave, e cataratta.



Gli effetti avversi sono risultati simili per tutte le statine analizzate, con l’eccezione della disfunzione epatica in cui il rischio era più alto per la Fluvastatina.

Un effetto dose-risposta era apparente per l’insufficienza renale acuta e la disfunzione epatica.

Tutti i rischi sono persistiti durante il trattamento e sono risultati più alti nel primo anno. Dopo aver interrotto il trattamento, il rischio di cataratta è ritornato al normale entro 1 anno nelle donne ed entro 1-3 anni negli uomini; il rischio di insufficienza renale acuta è ritornato nella norma entro 1-3 anni sia per gli uomini sia per le donne; e la disfunzione epatica entro 1-3 nelle donne e a 3 anni negli uomini".

Per le donne l’NNT (number needed to treat), per qualsiasi statina, per prevenire 1 caso di malattia cardiovascolare nell’arco di 5 anni è risultato pari a 37 e per il tumore esofageo a 1266; per gli uomini, i rispettivi valori, sono stati 33 e 1082.

Nelle donne l’NNH (number needed to harm) per un aggiuntivo caso di insufficienza renale acuta nell’arco di 5 anni è stato pari a 434, di miopatia moderata-grave di 259, di disfunzione epatica moderata-grave di 136 e di cataratta di 33.

In generale, l’NNH e l’NNT per gli uomini sono risultati simili a quelli delle donne, ad eccezione della miopatia dove l’NNH era di 91.

(fonte http://xagena.org/index.php?show=86...)

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.2) 20 giugno 2012 13:31

    si no moris de tronos, moris de lampos. traduzione "se non muori di tuoni, muori di lampi" come dire che le medicine curano certe malattie e ne possono causare altre. ricordiamoci, in ogni caso che le cure hanno migliorato e allungato la vita

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