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H1N1, stampa all’attacco. Oggetto i bambini

Come un fulmine a ciel sereno, ecco arrivare altre notizie preoccupanti sul virus H1N1 e, guarda caso, riguardano i bambini. Per vendere il prodotto dell’anno, il vaccino anti H1N1, ora si fa leva sull’istinto protettivo dei genitori. Una leva potente.

Quale genitore non farebbe tutto il possibile per proteggere il proprio figlio? Se poi il genitore si informa solo dai media convenzionali il gioco è fatto. Basta usare le parole giuste e sfruttare le sue paure ed il prodotto è venduto.
 
Molti giornalisti hanno dimostrato, trattando l’argomento dell’influenza suina, che potrebbero fare davvero molta strada nel mondo della pubblicità.

Passiamo all’articolo che metterà in allarme ogni buon e disinformato genitore. Ecco i punti salienti:

"Nei bambini il rischio di contrarre il virus dell’influenza A/H1N1 è maggiore di 14 volte rispetto a quello che corrono gli anziani di oltre 60 anni, che finora sono stati il gruppo più a rischio per l’influenza stagionale". "E’ emerso che i bambini fra i 5 e 14 anni sono colpiti dal virus pandemico con la media di 147 ogni 100.000 persone, 14 volte superiore a quella rilevata nello spesso periodo fra gli ultrasessantenni".

Un’articolo sull’influenza stagionale del 2008 diceva: "per quanto riguarda la fascia che va dai 0 ai 4 anni sarebbero 20,86 i casi di malati per 1000 assistiti, mentre per la fascia compresa tra i 5 e 14 anni sono influenzati ben 17,01 bambini su mille, mentre per gli over 65 ci sarebbero 2,1 casi per mille abitanti.

Ora confrontate quello che si dice della nuova influenza con quanto si dice dell’influenza stagionale 2008. I dati quasi coincidono. Nella "vecchia" influenza stagionale la probabilità per i piccoli ed i ragazzi di contrarre il virus era dalle 9 alle 10 volte superiore rispetto agli over 65, come succede sempre. I motivi possono essere tanti come per esempio il fatto di trovarsi a stretto contatto con numerosi bambini nelle scuole e negli asili, il sistema immunitario in formazione etc...


Nei bambini da 0 a 4 anni si è osservato inoltre il più alto tasso di ricoveri a causa dell’influenza A (25 su 100.000); al secondo posto per numero di ricoveri risultano ancora i bambini fra i 5 e 14 anni (11 su 100.000).

Più che normale direi. Molti genitori ricoverano i propri bimbi anche per poche linee di febbre. Nell’articolo non vengono indicate le loro condizioni. Ricoveri in gravi condizioni o solo a scopo precauzionale? Con tutto l’allarmismo sul nuovo virus poi, c’è da scommettere che molti genitori ricovererebbero i propri figli anche per una febbre bassissima.

"Questi dati -rilevano i Cdc- sostengono le strategie di prevenzione rivolte ai bambini e ai giovani, che corrono un rischio sproporzionato di malattia e ospedalizzazione".

"Sproporzionato", definizione molto scientifica. Sproporzionato o, io direi, normalmente sproporzionato, visto che capita in ogni influenza stagionale che i rapporti siano questi. "Perciò il Comitato di consulenza per le vaccinazioni dei Cdc raccomanda che bambini e giovani "debbano essere fra i primi gruppi a ricevere il vaccino contro l’influenza A/H1N1".

Chissà perché immaginavo un finale simile. D’altronde questa è pubblicità e alla fine si consiglia sempre di comprare il prodotto che si sponsorizza.

Piccolo appunto. Nella precedente influenza ci fu la stessa campagna allarmistica per vendere il vaccino anti influenzale. Nel link troverete quasi gli stessi toni che si stanno usando ora, solo che essendo normale influenza, la gente non vi badò. E cosa successe? Nulla, siamo ancora vivi.

Ci sono stati dei decessi (quasi 8000), come in ogni influenza, dei ricoveri, complicanze (per fortuna rare) anche in soggetti sani, ma è influenza non peste. Un sistema immunitario sano riesce a combatterla anche senza vaccino. Il corpo umano è una macchina perfetta. Se la trattiamo bene, ci può difendere senza problemi da molte malattie. Soprattutto quelle che vengono esagerate all’esasperazione ma che in realtà sono normali influenze.


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