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 Home page > Attualità > Politica > Grillo: come ti riciclo il voto di destra

Grillo: come ti riciclo il voto di destra

Facciamoci due conti sull’ultimo sondaggio che vede “volare” Grillo al 21% come urla il Fatto - e molti altri quotidiani - in queste ore. 

Secondo l’istituto di sondaggi SWG, autore della ricerca, il M5S sarebbe al 21, il PD al 25,9, il PDL al 14,5 e l’IDV di Di Pietro al 4,5. Sono dati relativi ad una indagine realizzata nell’ultima settimana, per la trasmissione Agorà di RAI 3.

Come tutti i sondaggi elettorali lo si potrà scaricare dal sito ufficiale Sondaggi Politico Elettorali gestito dalla Presidenza del Consiglio. Nel frattempo si possono verificare i dati del sondaggio precedente, pubblicato il 12 di ottobre: PD 25,2; PDL 15,1; M5S 19,4 e IDV 5,8.

Per curiosità si potrebbe valutare anche un altro sondaggio, datato 22 giugno 2012, effettuato sempre dalla SWG per conto della stessa trasmissione televisiva. In questo caso i risultati sono stati: PD 24,3; PDL 16,7; M5S 20 e IDV 5,8.

Poi ci sono anche gli altri partiti, ma fermiamoci dove si notano le variazioni più interessanti. Facciamo un confronto. PD: giugno: 24,3 - ottobre: 25,9, PDL: giugno: 16,7 - ottobre: 14,5, M5S: giugno: 20,0 - ottobre: 21, IDV: giugno: 5,8 - ottobre: 4,5

Dal confronto fra i sondaggi si vede bene che il PD da giugno a ottobre cresce di un punto e mezzo, che il PDL perde due punti abbondanti, che l’IDV perde solo nell’ultima settimana un punto e tre, mentre il M5S recupera il mezzo punto perso tra giugno e ottobre e supera quel dato di un altro punto percentuale. 

E’ evidente che Fiorito e la crisi della Regione Lazio, oltre agli scandali pressoché quotidiani che coinvolgono politici di centro-destra, contribuiscono ad affossare il PDL gettandolo in una spirale "recessiva" da cui non si vede (e si spera) al momento come potrebbe uscire. Ed è evidente che l’IDV paga duramente lo scotto del suo parlamentare regionale del Lazio, Vincenzo Maruccio, chiamato a rispondere di un tot di quattrini di finanziamento pubblico, volati verso lidi misteriosi.

Malversatori a parte, ormai i due contendenti maggiori sono il PD in costante crescita e il M5S un po’ ondivago, ma, passata la bufera Favia, di nuovo in spolvero.

Il fatto evidente è che la sinistra nel suo complesso (PD al 25,9 + SEL al 6 + Rifondazione-Comunisti Italiani al 2,5 oltre a Verdi e Socialisti che dovrebbero girare attorno all’uno per cento a testa) è accreditata di un totale del 36 e mezzo circa, che si colloca decisamente nella sua tradizione più recente, perché alle politiche del 2008 il PD aveva il 33,18 e Bertinotti rastrellò il residuale 3,08 di ultrasinistri, pari a un totale vicino al 36,3. Siamo sempre là. E se la sinistra sembra non riuscire a convincere nemmeno un elettore in più, c'è da chiedersi da dove venga allora quel mirabolante 21 per cento che i sondaggi attribuiscono a Grillo.

Ammesso anche che Di Pietro abbia perso qualche decimo di punto rispetto alle politiche del 2008 (4,37) è evidente che l’attuale successo di Grillo non viene dalla “sinistra” che da quattro anni, nonostante tutto, mantiene le sue posizioni.

Anche senza entrare nella logica del personaggio su cui ho già avanzato le mie perplessità, c'è una sola risposta che si può dare, se la matematica non è un'opinione e se il voto dovesse confermare i sondaggi: fatta salva una percentuale piuttosto risicata che proviene da una sinistra non omologabile, comprese certe tendenze "travagliate" de il Fatto Quotidiano, è che la “gente” chiamata a governare direttamente via web, con la proposta di democrazia diretta, secondo il mantra dei grillini, è gente di destra, che viene da destra, che aveva votato Berlusconi o Bossi. E che oggi, per uno di quei misteri mirabolanti della politica italiana - dopo aver prodotto tutti i governi di otto sugli ultimi dieci anni - si ricicla come l'assolutamente ‘nuovo’ del panorama politico italiano.

E dopo aver causato la catastrofe etica, sociale e culturale, prima ancora che economica, di questo paese, questa stessa massa di elettori dall'urlo belluino, dall'improperio facile e dalla grinta da Grande Risolutore, pretende che ce la beviamo. E si indigna se non ce la beviamo. E ti offende di brutto se gli dici che non sei disposto a bertela.

Dopo aver dato un contributo essenziale al disastro nazionale mandando al governo una classe politica da urlo (questa volta di disperazione), adesso ci vuole far credere che è inutile fare la differenza tra destra e sinistra, che non ha senso parlare di categorie obsolete, che sono tutti uguali, tutti ladri e così via cantando. Tutti fanno parte di quella "casta" da cui la gente impegnata nella democrazia senza intermediari può fare a meno. Che cosa poi abbia voluto dire Favia con quel suo "prendono per il culo tutti" rivolto a Casaleggio & Co. lo lasciamo alle personali interpretazioni di ognuno.

Ma, se è innegabile che la magistratura in questo paese abbia il suo bel daffare che non conosce crisi, essere presi per i fondelli con questa buffonata del Grande Nuotatore portato sugli altari dagli stessi elettori del Grande Puttaniere o da quei miserabili taccheggiatori della Lega ladrona, sarebbe veramente troppo. No, grazie.

 

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.80) 22 ottobre 2012 10:43

    Bisognerebbe fare un’analisi anche sui voti totali (e non la si può fare nei sondaggi). 

    Certo ultimamente Grillo recupera più voti a destra, ma all’inizio non si rinfacciava continuamente che prendeva voti a sinistra e all’IDV?
    Strano che si rinfacci alla sinistra di non riuscire ad aumentare i proprio voti, mentre si rinfaccia a Grillo di prendere voti da chi votava Berlusconi e Bossi.
    E allora? I voti sono voti, le persone pensano con la propria testa e se prima votavano in maggioranza Berlusconi e ora votano Grillo non vuol dire che Grillo sia uguale a Berlusconi.
    Se A vota B e poi A vota C, non si può dire che B=C, anche perchè in realtà nessuno vota Grillo (che non è candidato) ma i suoi candidati che spesso sono molto più vicini al centrosinistra come modo di pensare. Quelli che seguono Grillo come il nuovo leader, alla fine, non si candidano ma rimangono a commentare su internet, forse perchè la gente di destra fa più fatica ad impegnarsi in prima persona, soprattutto se c’è da faticare, e parecchio, per guadagnarsi candidatura e anche l’elezione?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 22 ottobre 2012 11:51

    Commento assolutamente legittimo e anche comprensibile che però non tiene conto di un dato indiscutibile (che infatti non viene messo in discussione): ammesso che Grillo non sia come Berlusconi (ma sarebbe da discutere sul ruolo del "populismo" nella politica italiana) è inoppugnabile che la platea elettorale era di sinistra (di una certa sinistra non omologabile, come dico nell’articolo) fino a che le simpatie per il movimento stavano a 2 o 3 punti percentuali.
    Adesso si parla del 21. Non è legittimo chiedersi se il successo del M5S non derivi dal tracollo del PDL ? E se questo è (come a me sembra) non è legittimo chiedersi se tutte queste simpatie del popolo di destra non derivino solo dalla "faccia pulita" di qualche candidato (su cui non ho niente da dire) ma anche da una proposta politica che piace alla destra ? Se il popolo che votava Berlusconi fino a ieri oggi si orienta verso Grillo siamo sicuri che la politica proposta sia "più vicina al centrosinistra" ?
    Non sarà che tematiche di sinistra, ambientaliste eccetera, sono veicolate in una proposta che è tipica del ribellismo di destra ? Non ci si ricorda proprio niente della storia italiana e dei socialisti alla Benito che poi ebbero successo travolgente (e infausto) quando i loro temi (di sinistra) portarono a una politica di destra ?
    Io preferisco farmi queste domande piuttosto se chiedermi se Pizzarotti è un bravo ragazzo (non ho dubbi che lo sia, tanto per chiarire).

    FDP

  • Di paolo (---.---.---.14) 22 ottobre 2012 12:13

     State facendo conti senza considerare l’area dell’astensione che insieme alle schede nulle vale quasi la metà dell’elettorato (inteso come aventi diritto) .

    Siccome quando si fa un sondaggio di voto è improbabile (e forse impossibile) che ci si rivolga soltanto a quelli che hanno espresso un voto valido ,preso un campione di potenziali elettori pari a 100 ,le percentuali indicate possono essere il frutto della rimodulazione in allargamento della base votante , senza per questo significare una migrazione di voti da destra o da sinistra .
    Io credo che Grillo peschi soprattutto in quell’area dell’astensione e schede nulle.

    Inoltre ho seri dubbi che la destra (leggi PDL + Lega ) sia a percentuali cosi’ basse ,quando sarà il momento e verrà suonata la cornamusa ,le file si ricompatteranno .Contro i "comunisti " e contro Grillo che rappresenta un pericolo ancora maggiore perchè la tipologia del richiamo è molto simile a quella di Silvio ,con ovvie differenze di contenuti.
    Staremo a vedere . Già le elezioni amministrative in Sicilia saranno un test probante anche se trattasi di voto inquinato dalla mafia .

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 22 ottobre 2012 14:14

    Ovviamente, stiamo facendo i conti con i dati degli ultimi sondaggi. Cosa che fa chiunque. Quando ci sarà il voto vedremo, ma le mie considerazioni prescindono dai numeri e si rivolgono più ad una considerazione di massima sulle tendenze politiche generali.

    Io penso che Grillo peschi nell’area di centro destra, forte anche del caso Parma (o vogliamo discutere che a Parma il sindaco ha vinto con i voti della destra ?).
    Paolo pensa che peschi nell’area dell’astensione. Verrebbe fuori che l’area di astensione si orienta verso Grillo mentre l’area di destra si orienta vero l’astensione. Un paso-doble insomma. Può essere, staremo a vedere, ma io continuo a ritenere valide le considerazioni che ho fatto nell’articolo e non mi sembra che le contestazioni siano sufficienti a farmi cambiare idea.

  • Di (---.---.---.46) 22 ottobre 2012 15:02

    Grillo come Berlusconi, Grillo come Mussolini...ma per piacere non fatemi ridere!!!
    Grillo prende voti da desta...ma scusate alle regionali in piemonte allora perche si additato il Movimento 5 stelle di aver fatto eprdere la bresso??? e alle regionali del molise?!?! idem!?!?
    fate proprio ridere cari piddini! non riescono a convincere gli elettrori e danno la colpa a chi sta facendo un grandissimo lavoro di rinascia democratica e di partecipazione civile!!

    si vede che l’establishment PDino sta iniziando la guerra per mantenere i privilegi ingiusti dei suoi capi-bastone!!!
    complimenti i soviet piddini ti ricompenseranno....

  • Di (---.---.---.9) 22 ottobre 2012 15:35

    Ma di che sinistra andate cianciando: quella delle lobbies democratche, dell’appoggio a tutte le guerre, del programma ultracapitalista, dell’aristocrazia delle università. Ma non siamo ridicoli.

     

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 22 ottobre 2012 16:19

    Come ci si scalda di fronte a due semplici calcoli !

    A xxx46 in pratica ho già risposto: alle elezioni regionali piemontesi la Bresso aveva il 46,91 e Cota il 47,33. Quel 4 percento raccolto dal M5S ha fatto perdere la Bresso (quindi ha fatto vincere la destra). E’ ipotizzabile, come ho detto prima, che una percentuale di questo tipo derivi da un ambito di sinistra arrabbiata o dall’astensione. Quando dal 4 si passa al 21 percento le cose vanno interpretate, non si può pensare che siano tendenze piovute dal cielo.

    A xxx9 rispondo banalmente che parlo di una sinistra da riformare, in cui lo scontro sui temi di politica economica o politica estera o tutto quello che ti pare è uno scontro culturale da fare. Buttare tutto al macero come propone Grillo è un’altra cosa che sa di ribellismo non di trasformazione (né tantomeno di rivoluzione).

  • Di (---.---.---.12) 22 ottobre 2012 16:49

    cosa cavolo c’entra la foto del duce? .....io butterei te al macero, coglione!

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 22 ottobre 2012 17:20

    Prova a leggere qualcosa, magari anche dei commenti, se ne sei capace naturalmente. E forse capirai perché ho messo la foto del Benito nuotatore. Se poi vuoi uscire dall’anonimato e provare a offendere firmandoti con nome e cognome, poi ne parliamo meglio.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 22 ottobre 2012 17:34

    Detto in altri termini: anche Mussolini partì da sinistra e finì come sappiamo. E anche lui "prese per il culo" tutti. Le assonanze storiche ci sono...

  • Di (---.---.---.46) 22 ottobre 2012 19:06

    poveretti questi astiosi commentatori. devono essere usciti da una sessione di disinformazione applicata di paolo emilio fede de gregorio

  • Di (---.---.---.162) 22 ottobre 2012 20:48

    L’articolo evidenzia un’analisi estremamente blanda e non veritiera:

    1) viene ignorata l’area dell’astensione che insieme alle schede nulle vale quasi la metà dell’elettorato;

    2) Il M5S piglia maggiormente i voti degli elettori delusi dal proprio partito (DX e SX)

    Quale partito, però, ha più deluso?

    Certamente non il PDL perchè noi della sinistra sapevamo che era una frana.

    Il partito che ha realmente deluso è il PD che non ha SAPUTO o VOLUTO fare il partito dell’opposizione. Ha camminato sotto braccio con la destra per salvaguardare solo i loro privilegi.

    Chi scrive ha sempre votato PCI, poi PDS, poi DS e purtroppo anche PD.

    Alle prossime elezioni voterò M5S assieme ad altri migliaia e migliaia di elettori DELUSI.

     

  • Di (---.---.---.162) 22 ottobre 2012 20:51

    L’articolo evidenzia un’analisi estremamente blanda e non veritiera:

    1) viene ignorata l’area dell’astensione che insieme alle schede nulle vale quasi la metà dell’elettorato;

    2) Il M5S piglia maggiormente i voti degli elettori delusi dal proprio partito (DX e SX)

    Quale partito, però, ha più deluso?

    Certamente non il PDL perchè noi della sinistra sapevamo che era una frana.

    Il partito che ha realmente deluso è il PD che non ha SAPUTO o VOLUTO fare il partito dell’opposizione. Ha camminato sotto braccio con la destra per salvaguardare solo i loro privilegi.

    Chi scrive ha sempre votato PCI, poi PDS, poi DS e purtroppo anche PD.

    Alle prossime elezioni voterò M5S assieme ad altri migliaia e migliaia di elettori DELUSI.

    Mario Passarelli - Cosenza

  • Di (---.---.---.93) 23 ottobre 2012 01:12

    Ognuno di noi fa i conti con la propria storia e le proprie delusioni. La classe politica italiana ce ne ha dato modo in abbondanza e questo è indiscutibile. Ma l’analisi del voto di Parma dovrebbe mettere in guardia anche sulla valutazione di questi sondaggi (fermo restando che il voto poi è sempre una cosa diversa) che, fra l’altro sono relativi al NORD ITALIA (oggi il sondaggio è pubblicato sul sito Sondaggi Politico Elettorali e quindi si può analizzare meglio).

    Al momento abbiamo un arco di sinistra stabile, un crollo del PDL/Lega e una affermazione del M5S. L’area dell’astensione rimane ampia attorno al 45%. Quindi ? O quelli che si erano astenuti scelgono M5S (ma non si sa chi siano) e gli ex-PDL/Lega si astengono (il passo doppio cui ho già accennato) oppure dal PDL/Lega si va a frotte verso il M5S che è quello che sostengo. Vedi Parma. Cosa c’è che non quadra ? Forse che i delusi sono più numerosi a sinistra che a destra ? A vedere i sondaggi non si direbbe; la sinistra è sulle sue quotazioni storiche di sempre (complessivamente attorno al 33-34 %). E’ la destra che crolla e Grillo che guadagna. Vedremo che cosa succede in Sicilia.

    FDP

  • Di (---.---.---.214) 25 ottobre 2012 20:20

    Mi dispiace aver letto con ritardo questo suo articolo che trovo estremamente interessante. Il cuore del problema che lei solleva, ragionando sui dati reali dei sondaggi, è che - incredibilmente - la massa elettorale di destra che ha madato al potere una classe politica inqualificabile e che ha causato la catastrofe etica, sociale e culturale, prima ancora che economica, ora si ricicla attaccando la casta, - tutti uguali, tutti ladri tutti inutili - e sostenendo chi promette una fantomatica democrazia diretta.

    Io non so lei quanti anni ha, ma attraverso questo infernale meccanismo ci siamo già passati nel 92/94, e quindi dovrebbe già conoscerlo. A ben guardare la situazione attuale ha moltissimi punti di contatto con alcuni altri periodi dello nostra storia nazionale, tutti periodi nei quali è avvenuto un cambio di regime, 1922/1924 1945/1948, oltre che 92/94.

    Si legga questo articolo http://mafiepolitica.blogspot.it/2012/05/antipolitica.html#more e riparliamone.

    Io credo che la vera domanda che bisognerebbe porsi oggi è : perché la sinistra, in tutte le sue varie forme avute nei 150 anni di unità, ad ogni crisi di regime si lascia individuare come corresponsabile dei disastri provocati da chi governava (la destra, in tutte le sue varie forme) e non riesce invece ad essere forza di governo alternativa?

    Insomma in Spagna, Francia, Germania, Inghilterra, se la destra fallisce va al governo la sinistra e viceversa. In Italia questo non vale!

    Già al fallimento del Berlusconismo, lo scorso anno, sarebbe dovuto andare al governo la sinsitra, invece no, c’è Monti.

    E ad essere sincero (pur essendo io geneticamente di sinistra) pensare Bersani al posto di Monti mi mette i brividi.

     

  • Di (---.---.---.93) 25 ottobre 2012 20:53

    Mi fa molto piacere leggere che qualcuno, invece di polemizzare istericamente, coglie il senso del problema che ho cercato di evidenziare. Cioè che nei momenti di crisi - che lei cita (e mi fa piacere che ricordi il 1922/24, anche se io lo avrei anticipato di un po’) - una massa critica, che non saprei come definire in termini sociologici ma che non mi sembra coincidere meccanicamente con la differenza in classi sociali, ricorre e rincorre il Grande Risolutore (mi scusi l’enfasi, ma mi piace sintetizzare in definizioni/immagini). Contemporaneamente, e lei fa benissimo a sottolinearlo, la sinistra non riesce a proporsi come forza affidabile e vincente.

    La faccenda è grossa ed è difficile per me dare risposta a questo doppio problema; l’unica ipotesi che posso fare è che la cultura italiana (e in un secondo momento la politica) non ha mai fatto i conti con la tradizione cristiana che nel Redentore ha il suo fulcro e tende a vivere anche l’esperienza politica in termini apocalittici (cioè alla manifestazione del dio di turno). Cultura messianica insomma, di cui la sinistra non è esente. Che sia qui il problema ? Ma questo dovrebbe riguardare anche altri paesi. Ne troviamo forse dei paralleli nei paesi latini (anche sudamericani), molto meno in quelli di tradizione non cattolica; allora è un problema più cattolico che genericamente cristiano ?

    In più naturalmente la presenza insinuante del vaticano e le sue propaggini insidiose nella sinistra italiana (grazie a Togliatti !) Per questo - pur essendo anch’io geneticamente di sinistra - calco spesso nei miei articoli sulla necessità di appoggiarsi alla cultura a-religiosa radicale (nel senso di "Radicali", con preferenza Bonino piuttosto che Pannella) anziché liberarsene come tende a fare il PD.

    Ho dato un’occhiata veloce al blog che mi indica, su cui tornerò più tardi, e mi sembra di poter concordare su molte affermazioni e ci trovo molti spunti. Lo leggerò con più calma. Intanto grazie.

    FDP

    • Di (---.---.---.200) 26 ottobre 2012 17:11

      Lasciamo da parte il sud america, che ha nella sua storia moderna e contemporanea traumi sociali a noi europei sconosciuti (pensi solo allo sterminio dei nativi, al gigantesco trapianto di popoli europei e allo schiavismo), e restiamo all’Europa. Sono cattolici spagnoli e portoghesi, ma anche francesi, austriaci, parte dei tedeschi (e non mi pare che la Baviera sia l’ultima regione tedesca) e i polacchi. Quindi ...

      La casta dei preti (vera casta nel senso pieno del termine) con al centro il vaticano ha di sicuro fatto molto male al popolo italiano, ma non credo si possa imputare a loro (anche se hanno concorso) la responsabilità del rapporto "deviato" che hanno gli italiani con il proprio Stato, con le proprie istituzioni. le ho suggerito di guardare l’articolo sull’antipolitica, che è fenomeno antico e onnipresente in Italia, ma a questo punto - per evitare di fare un lungo post quì adesso - le consiglierei di guardarsi anche l’articolo sulle questioni irrisolte dell’unità nazionale, e poi risentiamoci.

      Lei è la prima persona con la quale ho possibilità di scambiare (seriamente) opinioni su questioni quali quella da lei sollevata e che io stesso ho provato per altri versi a sollecitare invano su Agoravox.

       

  • Di (---.---.---.93) 27 ottobre 2012 00:12

    Non intendo fare più di tanto un discorso politico sulla casta dei preti o sulla gerarchia ecclesiastica, quanto sulla politica preilluminista che il Vaticano e la Chiesa rappresentano in Italia, tanto quanto la mafia (a proposito di questioni irrisolte dell’unità). Potere di vita e di morte, potere di grazia. Sono la forza che il Potere ha in una tradizione impermeabile al concetto di democrazia parlamentare e universale. Qui, nelle pieghe di questa cultura, condivisa dai francesi vandeani (e non scordiamoci di Lefevre) o dagli austriaci asburgici (e non dimentichiamo che nei raduni leghisti ha sventolato anche la bandiera degli Asburgo, cosa mai vista !) si nascondono forse le tendenze antidemocratiche di una politica nazionale dalla democrazia zoppa (che prendono poi la forma dei vari populismi che lei ricordava).

    Mi pare che il problema alla fine è se nel nostro paese l’innovazione illuminista sia mai stata metabolizzata o se rimangono forti tendenze assolutistiche.
    Non so se siamo d’accordo, ma è quello che penso da molto tempo. Guarderò senz’altro il testo suggerito. Intanto un saluto. (E non si perda d’animo, mi sa che la strada sarà parecchio lunga !)

    FDP

  • Di (---.---.---.144) 28 ottobre 2012 01:18

    A chi ha scritto questo articolo non piace Grillo cosa comprensibilissima. Del tutto gratuiti invece i paragoni Grillo- Mussolini o Grillo-Berlusconi.
    Per quanto riguarda le percentuali attenzione che non puoi trascurare nel conto l’astensionismo. In statistica è fondamentale definire l’ insieme rispetto a cui si definiscono le percentuali. Nel 2008 la affluenza alle urne fu del 78% ma oggi potrebbe essere molto molto più bassa. Oggi su 100 italiani:
    -quasi 50 non sanno che cavolo votare o se andare a votare
    -circa 14 votano PD
    -circa 8 votano PDL
    -circa 10 votano M5s
    -circa 18 si sparpagliano su UDC, SEL, IDV , FI, lega, ecc.
    Che la maggioranza dei voti di grillo arrivi da PDLmi sembra una ipotesi improbabile visto ciò che appare nel Blog di Grillo, visto che per Grillo Berlusconi era lo psiconano e soprattutto visto che le leggi approvate dal governo Berlsuconi (ad esempio legge Gasparri) sarebbero fatte a pezzi se si attuasse il programma M5s che probabilmente tu non avrai letto.

     

    • Di (---.---.---.150) 28 ottobre 2012 10:01

      I sostenitori di Grillo ogni tanto accusano i loro interlocutori di non essersi letto il programma di M5s e con ciò ritengono di poter smontare le argomentazioni degli avversari.

      Io l’ho letto e riletto il programma di Grillo e le considerazioni che faccio sono queste: accanto ad alcune proposte condivisibili, rintracciabili anche nei programmi di altre forze politiche, vi sono un insieme di banalità, cose cervellotiche e l’unica vera proposta forte, quella di punire il vecchio ceto politico cacciandolo. Per il resto un vuoto assoluto su temi centrali della nostra vita politica, a cominciare dalla corruzione, dalla riforma della giustizia, la lotta alle mafie e via discorrendo.

  • Di (---.---.---.93) 28 ottobre 2012 07:43

    I paragoni Grillo-Berlusconi e Grillo-Mussolini si fondano sul concetto di populismo che il commentatore precedente ha ben capito e che merita ben più attenzione che non i soliti anatemi.

    Le analisi ipotetiche che si fanno si fondano sui sondaggi espressi che dicono questo:
    sinistra complessivamente stabile, centro-centro sostanzialmente stabile, centro-destra in crollo verticale, M5S in crescita e astensione in crescita.

    Domanda: se la destra è l’unica che crolla e M5S + astensione crescono da dove provengono quegli elettori che scelgono Grillo o l’astensione ? Mi sono fatto questa domanda, voi no ?

    Se si ritiene che Grillo non possa essere votato da un elettore di destra perché nel suo programma la legge Gasparri sarebbe smontata, si afferma che gli elettori di destra votano sulla base di una conoscenza approfondita dei (non) programmi scritti e di una scelta oculata dell’offerta politica: ma non scherziamo, per favore.

    FDP

  • Di (---.---.---.93) 28 ottobre 2012 10:20

    Sono d’accordo con xxx150.

    Anch’io ho letto il non-programma del non-partito. E ho trovato molte cose condivisibili (di sinistra ?) adattabili a situazioni locali. E un vuoto pneumatico relativamente alla possibilità di governare un paese. L’unica proposta è "mandarli a casa tutti" e "democrazia diretta" via web. Riguardo a questo valgono ancora le parole di Favia: prendono per il culo tutti.

    FDP

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