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Di Pietro: la cena infame, mafia e il Colpo di Stato

Di Pietro: la cena infame, mafia e il Colpo di Stato

Care teste di capra, di solito quando si parla di strategia della tensione, massoneria, CIA e Servizi Segreti Italiani, subito si è bollati come complottisti. Capita quando si mette nero su bianco le ipotesi e analisi che uno teorizza, oppure quando si parla con amici intorno ad un fiasco di vino.

Era da tempo che meditavo sul fatto che Tangentopoli, quella grande inchiesta chiamata Mani Pulite che fece emergere la corruzione politica e finanziaria di tutti i partiti (nessuno escluso), sia stata voluta dall’alto per rimodellare il sistema politico. C’è chi lo chiama "Colpo di Stato", chi addirittura lo equipara ad una specie di Strage di Stato.
 
In effetti non dobbiamo mai dimenticare che nell’inchiesta condotta da Di Pietro ci furono decine di suicidi, e morti chiamiamole "collaterali" come strani incidenti e suicidi strani. Dopo 17 anni, grazie soprattutto alle parole del figlio di Ciancimino è emerso chiaramente che la Seconda Repubblica è nata dalla trattativa tra mafia e Stato. Ed i protagonisti della trattativa occupano tuttora dei posti chiave. Abbiamo il capo dell’antimafia Grasso che all’epoca era procuratore capo di Palermo quando partì l’indagine su Ciancimino jr. E né lui, né il suo fedelissimo aggiunto Giuseppe Pignatone né i solerti sostituti che seguivano l’inchiesta rivolsero mai una sola domanda al figlio di don Vito sulla trattativa intrecciata da suo padre con i carabinieri del Ros durante e dopo le stragi del 1992. Come l’attentato al giudice Borsellino, colui che si oppose alla trattativa e che molto probabilmente lo appurò quando incontrò Mancino, all’epoca Ministro dell’interno ed ora Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
 
Insomma, per chi vuole cercare di capire, è chiaro che l’inchiesta Mani Pulite sia stata voluta e facilitata dai Poteri Forti. Non dimentichiamo che la DC fu sciolta e cacciata via, ma rientrò immediatamente amalgamandosi nei due schieramenti. E inoltre, grazie a questo riequilibrio, si avviarono quelle riforme che hanno distrutto lo Stato Sociale, potando avanti le politche liberiste. E anche in questo caso ci fu il solito intervento Statunitense.
 
Tutto questo è teorizzabile, ma è la prima volta che esce fuori una focalizzazione addirittura visiva di tutto ciò: la foto che trae Di Pietro, Contrada e un uomo della CIA, i quali tutti insieme chiacchierano e cenano giovialmente. Ed è una foto che risale 15 dicembre del 1992!
 
Al di là del motivo per cui sia stata tirata fuori dal cilindro solo ora, questa foto è oggettivamente imbarazzante e inquietante. Tanto è vero, che Di Pietro (il quale io difendo quando dice cose sensate come l’attacco al Presidente della Repubblica) non ha dato nessuna giustificazione, se non dire che non conosceva Contrada.
 
L’avvocato abruzzese Mario Di Domenico, autore del libro "Il colpo allo stato", prossimo alla pubblicazione, volume che contiene le foto scattate 17 anni fa che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con l’ex agente del Sisde ha detto una cosa più che giusta ed inattaccabile:
«Delle sorti politiche di questo signore non mi interessa nulla. Ma le pare una cosa eticamente corretta che un ex magistrato dica "io Contrada non sapevo chi era" e oggi dice "io collaboravo con Borsellino" e Borsellino dice "Contrada è addirittura un assassino" e lui collabora con Borsellino? O mente oggi o mentiva ieri».
Non dimentichiamo che l’ex agente del SISDE Bruno Contrada è stato arrestato per concorso esterno per associazione mafiosa e operò lui quando Borsellino venne ucciso. Ucciso vicino ad un castello, il luogo di copertura dei servizi segreti, il luogo dove arrivò il segnale che fece esplodere la bomba. E non dimentichiamo che dopo Tangentopoli si presentò come il nuovo, l’eroe, il giustizionalista, l’anti politico e anti comunista Berlusconi. Colui che volle Di Pietro come ministro.
 
Di Pietro non è l’unico che faceva incontri particolari nelle caserme, mi viene in mente un avvocato che faceva parte della difesa delle vittime della strage di Bologna che la sera faceva incontri nella caserma con uomini dei servizi. Un doppiogiochista. Insomma pare che la caserma sia un luogo oscuro e particolare dove ci si riunisce per depistare, ridisegnare e avviare diverse strategie che marciscono sempre di più il nostro Stato.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.88) 5 febbraio 2010 11:10

    Mafia, Di Pietro, Prima Repubblica, Mani Pulite, Ciancimino, caserme, avvocati, servizi segreti, pasta e fagioli e fritto misto. Ma suvvia, un po’ di ordine. E prima di tutto la fine del gossip sciagurato che arricchisce molti finti giornalisti.
    Meraviglia che si pubblichino articoli del genere, perchè a fatti seri e complessi deve seguire una informazione rigorosa e puntuale, non le chiacchiere da bar dello sport.
    D’altra parte mixare tutto per non distingere nulla è l’arte del berlusconismo e del post berlusconismo dei sedcenti comunisti con la testa di legno.
    Avvilente, mentre il Paese sprofonda nella melma.

  • Di Gloria Esposito (---.---.---.175) 5 febbraio 2010 13:33
    Gloria Esposito

    Caro L’incarcato,

    con te mi sono trovata spesso a condividere dei temi di grande spessore come la tragedia di Cucchi, Gatti e le altre morti nelle carceri, troppo spesso taciute. Questa volta non posso non consigliarti di leggere "Il Fatto Quotidiano" proprio in proposito della vicenda Di Pietro e Contrada, montata e uscita proprio in questo periodo per sviare l’attenzione sul’economia italiana che è in ginocchio (vedi commento di Paolo Praolini al mio articolo) e sullo smantellamento pogressivo dello Stato di diritto che sta avvenendo sempre più esplicitamente.
    Ti invito quindi a leggere la vicenda con altri occhi. Li sono riportati i fatti. Se poi rimani della tua opinione non fa niente (ma almeno c’ho provato).
    Tanti saluti,
    Gloria

  • Di Dario Campolo (---.---.---.12) 5 febbraio 2010 16:33
    Dario Campolo

    ma dai,
    ma siamo arrivati a questi livelli???
    Ma come si fa a pensare certe cose???

    http://dariocampolo.blogspot.com/

  • Di l’incarcerato (---.---.---.84) 5 febbraio 2010 17:31
    l'incarcerato

    Grazie Gloria, lo farò volentieri.

    Rispondendo anche agli altri non capisco cosa ho scritto di così basso livello. Si può pensare tutto quello che si vuole, perfino dire che Di Pietro non conoscesse all’epoca Contrada(e ho i miei seri dubbi), ma dire che l’inchiesta Mani Pulite non sia stata facilitata dagli interventi dei servizi, equivale a dire di non conoscere affatto la nostra Storia.
    Fin dalla nascita della Repubblica, in ogni piccola azione, inchiesta, non poteva non mancare l’intervento "esterno". Siamo sempre stati una nazione a democrazia limitata.

    Tangentopoli è servita per rimodellare il nostro Sistema Politico che non era adatto per avviare, ad esempio, quelle riforme che hanno distrutto lo Stato Sociale. Ci voleva il modello liberista e l’Italia aveva bisogno di due schieramenti identici. E c’era la mafia che aveva cominciato ad avere esigenze diverse.

    Con questo ho per caso detto che Di Pietro era un agente segreto, una spia della CIA, un mafioso? Suvvia, chi vuole interpretare il mio scritto così, è meglio che rinunci ad interpretare quella foto. Che volente o dolente, resta priva di vere spiegazioni anche da parte dell’interessato.. E vorrei invitarvi a leggere la storia di numerosi personaggi chieve che fano incontri particolari nelle caserme.

    ps a chi dice che ho fatto un fritto misto, vorrei che mi indicasse tutti gli elementi che ho menzionato e spiegarmi perchè secondo lui sono fuori luogo. La critica va fatta bene, non solo nel darmi del berlusconista. Perchè indirizzato a me, fa veramente ridere.

  • Di (---.---.---.167) 5 febbraio 2010 22:05

    Basterebbe citare solo l’ultimo pezzo dell’intervista a Di Pietro pubblicata sul Fatto: <<raccolgo tutta la documentazione e li querelo: così mi faccio di nuovo un po’ di soldi>>.

    Ma non ti è ancora chiaro che continuano ad attaccare Di PIetro perchè non si possono permettere che ci sia qualcuno di non ricattabile? L’hanno trascinato in tribunale con un libro di quel farabutto di Facci e ne è uscito indenne. Sempre il giornale lo accusa di aver comprato case con non si sa quali soldi quando sono quelli che ha ricevuto in tribunale vincendo le cause di diffamazione contro i giornali di Berlusconi.

    Ma dai, ma ancora. E basta. Guarda caso salta fuori questa storia alla vigilia delle regionali e poi parlano di giustizia ad orologeria.. ma ti dico di più! Questa storia della Cia io, che non sono nessuno, la sapevo da tre mesi; un mio amico sceso a Roma per il no B day è tornato con questa notizia.. segretissima, confidata aumma aumma.. ma per piacere! sono mesi che la preparano e piantiamola di berci le cazzate di certo giornalismo. Piuttosto dicci che ti sta sul culo di Pietro. E’ un tuo diritto ma non farci perdere in tempo in puttanate. Ciao

  • Di (---.---.---.167) 5 febbraio 2010 22:06

    Scusa, non ho firmato,.
    Davide3d

  • Di mauro bonaccorso (---.---.---.163) 5 febbraio 2010 23:36

    Come sostenuto da Gloria questa volta non codivido la tua tesi.
    Un saluto
    mauro

  • Di (---.---.---.158) 6 febbraio 2010 19:56

    Mi unisco anche io ai cori di dissenso. Credo che sia stata confusa la causa con l’effetto. E’ sì vero che la nostra è stata una democrazia limitata per mere ragioni geopolitiche, ma questo perché, in piena guerra fredda, data l’importanza strategica dell’Italia nello scacchiere internazionale, gli USA non avrebbero mai consentito che le elezioni potessero essere vinte dal PCI, una cui vittoria avrebbe potuto significare uno sconvolgimento dell’assetto geopolitico del Mediterraneo. Dunque, la DC era, per così dire, condannata a governare, dalla CIA ovviamente, qualsiasi porcheria avesse mai commesso nel governo del paese.
    Infatti, quando scoppia Tangentopoli? Dopo il 1989, dopo il crollo del Muro di Berlino.
    A partire da quella data la CIA perse interesse a coprire le malefatte della classe dirigente italiana: in un certo senso, è possibile sostenere la tesi che siano stati i servizi segreti americani a rendere possibile le inchieste di Tangentopoli, ma solo perché venne meno l’appoggio da loro dato ad una classe politica corrotta ed inefficiente.
    Malauguratamente per noi, altri si sostituirono alla CIA nel dare appoggio a questi politicanti da strapazzo, ed è quanto sta ora trapelando grazie alle confessioni dei vari Spatuzza, Ciancimino, ecc...
    Insomma, la seconda repubblica è stata voluta non dagli Americani, ma da Riina e Provenzano.
    Tutto sommato preferivo gli Yankee.

  • Di l’incarcerato (---.---.---.96) 7 febbraio 2010 14:50
    l'incarcerato

    Mi dispiace Mauro che non condividi nemmeno tu, ma almeno tu e Gloria non siete stati offensivi. Di delirante non ho scritto nulla, e lo dimostra anche l’ultimo commentato il quale ha fatto la mia stessa analisi. Con "finali" diversi.

    Comunque nel mio blog ho voluto ribadire un concetto:

    http://incarcerato.blogspot.com/201...

  • Di (---.---.---.15) 7 febbraio 2010 16:45

    è solo un caso, o proprio dopo le rivelazioni sui presunti rapporti con la Cia, Di Pietro abbandona la linea legalitaria intransigente, alleandosi in Campania con il Pd rappresentato da un inquisito? Forse Tonino stavolta è davvero ricattabile?

  • Di mauro bonaccorso (---.---.---.1) 8 febbraio 2010 20:33

    Caro L’incarcerato ti ringrazio per la risposta e ti ribadisco la mia stima.

    Non ti curare delle critiche offensive. Ognuno si esprime come può.

    Non tutti hanno la capacità di articolare un discorso sensato senza ricorrere all’insulto è un grande limite che provoca solo confusione.

    Riguardo a Di Pietro mi sbaglierò ma ritengo sia una persona molto semplice che sarà in grado di chiarire tutto. Piuttosto rivolgerei la mia attenzione su chi cerca di delegittimarlo, tipica strategia mafiosa che precede atti ben più gravi.

    Un saluto

    mauro

  • Di (---.---.---.201) 10 febbraio 2010 09:54

    Con tutta la simpatia per la linea di rigore morale predicata oggi da Di Pietro e per il suo impegno all’interno dell’opposizione, ai fatti citati dall’Incarcerato siete voi che non opponete fatti, ma solamente pregiudizi: il pregiudizio che ci sia un cattivo (Berlusconi) e dei buoni (Di Pietro, e poi per qualcuno Grillo, per qualcun altro Bersani o che ne so io...).
    Quando si fa un’indagine seria, bisogna avere il coraggio di andare oltre le simpatie.
    E’ chiaro che qualcuno ha strategicamente tirato fuori questa foto in concomitanza della campagna elettorale, però di Tangentopoli, la sua natura e le sue conseguenze si sta riflettendo e scrivendo da anni, sono casomai i dipietristi che solo oggi, sotto elezioni, tirano fuori le sciabole per difenderlo!
    Può essere che il capo indiscusso dell’IDV sia solo un ingenuo, come sostiene Mauro, ma mi stupirebbe un po’: non credevo che un ingenuo come me e voi potesse diventare (non un famoso magistrato, ma) un possibile ministro del governo Berlusconi e poi ministro nel governo Prodi e poi ancora leader di un importante partito.
    Fare chiarezza potrebbe essere solo benefico per far crollare questo regime politico-mafioso. Solo nella trasparenza potremmo distinguere tra verità e veleni.
    Si faccia quindi una seria indagine su quelle foto, si analizzi se sono vere o frutto di un mago del PhotoShop. Il partito degli onesti ha il diritto di avere delle certezze.
    Ciao, cometa

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