di Francesco Piccinini e Francesco Raiola
Con le parole di rimprovero di Bono (frontman degli U2) all’Italia e al mondo (ne aveva anche per gli Usa e la Francia) si è chiuso (ieri ufficiosamente) oggi ufficialmente il 9° Summit dei Premi Nobel per la Pace.
Parole di rimprovero, che AgoraVox ha riportato ieri (e che oggi trovate in video), ma che hanno fatto parte di un discorso denso e importante, che hanno coronato al meglio questa tre giorni parigina.
Un omaggio a Aung Sun Suu Kyi (il Premio Nobel per la Pace birmano ostaggio del suo paese) e soprattutto ai nobel presenti ("i veri eroi") e a Ingrid Betancourt, che lo ha ascoltato dalla prima fila.
Una tre giorni che è servita a De Klerk, Walesa, Hume, Williams, per fare il punto su quella che è la situazione dei diritti umani nel mondo. Dopo l’introduzione iniziale del sindaco di Parigi Delanoe e di Walter Veltroni ("abbiamo ottenuto la liberazione di Ingrid Betancourt ma dobbiamo riuscire ad avere anche Aung Sun Suu Kyi qui con noi") è toccato ai Nobel e a diversi rappresentanti delle organizzazioni internazioneli dire parole di sprone ai vari potenti.
Ma è stato Bono, vincitore del Premio del Summit, e pop star da sempre impegnata contro il debito e la fame nel mondo, ad aver accentrato l’attenzione con il suo monito all’Italia ("it’s a real problem"). Ha ringraziato Carla Bruni e Penelope Cruz per il loro impegno sociale ("a mix of glamour, sensiblity and intelligence").
Parigi Betancourt Ingrid Nobel per la Pace Frederik Willem de Clerk Bono
Mi sono sembrate per lo più parole parole parole...in libertà. Che Walther dica: abbiamo (...)
14/12 10:20 - virginia