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BarbaraGozzi

BarbaraGozzi

Publishing and editorial collaborator, editor, creative, artist. Work in communication on e off line, organizes and curates events, writes and photographer. http://www.barbaragozzi.it/ - http://pinterest.com/barbaragozzi/

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  • Primo articolo lunedì 03 Marzo 2009
  • Moderatore da mercoledì 05 Maggio 2009
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Ultimi commenti

  • Di BarbaraGozzi (---.---.---.216) 2 luglio 2013 08:40
    BarbaraGozzi

    Buongiorno illupodeicieli,

    il codice QR punta un url, un link. Per cui finché tale link sarà attivo e visibile, il codice funzionerà a dovere. Se poi, nella pagina corrispondente al link si effettuano modifiche - integrazioni, o variazioni di ogni tipo (testo, foto, banner, struttura) - nulla cambia al code che continua a rimandare il reader all’indirizzo memorizzato. Per cui la risposta alla sua domanda è sì, si può aggiornare la pagina a cui punta il QR code, tante volte quante si vuole. Se invece si varia l’url o la pagina per qualche ragione non è più online, il codice va generato nuovamente e il precedente non sarà più valido perché continuerà a puntare su un link ormai obsoleto.
    Grazie per l’interesse!
    buone giornate,
    barbara
  • Di BarbaraGozzi (---.---.---.148) 28 dicembre 2011 13:08
    BarbaraGozzi

    Grazie per la correzione sui nomi e per il commento, peccato non ci sia il nome di chi l’ha scritto.
    Personalmente non credo che il problema sia stabilire se è o meno una ’brutta fiction’ che mi sembra una valutazione estremamente soggettiva (salvo associarla esclusivamente ad analisi tecniche su soggetto-scalettone-sceneggiatura nonché approccio alla regia, fotografia ecc.), Piuttosto le ’stonatura’ che si percepiscono a pelle, in taluni dialoghi, in taluni risvolti, in taluni personaggi e nei loro comportamenti.. questi aspetti, secondo me, a loro volta ’raccontano’ di un modo di proporre le storie, un modo tutto italiano che ormai non regge più anche per il ’confronto’ con altri prodotti dentro ma soprattutto fuori lo stivale.
    Barbara

  • Di BarbaraGozzi (---.---.---.201) 7 maggio 2011 14:02
    BarbaraGozzi

    Ringrazio il signor De Caro per il punto di vista, che la traduzione sia un mero ’servizio editoriale’ meriterebbe ulteriori spiegazioni, per come la vedo io (fino a prova contraria in che senso, scusi? Chi deve provare il contrario o sostenere l’affermazione?)
    C’è dietro la traduzione un vero e proprio ’territorio’ che dipende dalle capacità del traduttore (evidentemente) quanto le sue individuali sensibilità, a volte dipende anche dalle richieste del committente la traduzione (spesso una casa editrice).
    Ad ogni modo, senza dilungarmi qui, che il lavoro di traduzione sia considerato un’opera d’ingegno non lo dico io ora per la prima volta men che meno che - senza generalizzare e volerlo sostenere per tutti e in ogni contesto anche editoriale - men che meno, dicevo, che ci siano nel lavoro di traduzione nervature artistiche.
    Cordialmente,
    Barbara Gozzi

  • Di BarbaraGozzi (---.---.---.42) 2 maggio 2011 15:04
    BarbaraGozzi

    Anonimo,
    la qualità delle foto dipende dalle mie scarse strumentazioni tecnologiche, me ne scuso ma ho utilizzato ugualmente le immagini perché non è nel riconoscimento esatto dei volti, nel poter dare nomi e cognomi, che dipendono i ragionamenti.
    Sono le immagini nel complesso, quello che testimoniano, questa in particolare - per come la vedo io - fa parte dell’articolo non come cornice cartacea abituale, non come tipica visività da agganciare o affiancare alle parole. Qui le immagini sono parte dei contenuti in questa sorta di ’meta scatto’.
    Comunque sia, massima risoluzione delle immagini:
    qui e qui.

    barbara

  • Di BarbaraGozzi (---.---.---.36) 19 gennaio 2011 05:24
    BarbaraGozzi

    Ringrazio il signor Smargiassi per le precisazioni.
    Faccio presente che con il termine ’stonature’ non c’è alcun riferimento diretto o indiretto men che meno allusivo ad erroneità, in nessun punto del pezzo sostengo che fatti e/o testimonianze non siano veritieri né contesto l’attendibilità di fonti.
    Semplicemente segnalo quanto il ’come’, il modo in cui vengono fornite le informazioni (fatti, dichiarazioni, contesti) non soltanto dal signor Smargiassi, può incidere sulla percezione dell’intera storia.
    Probabilmente ho "un’idea strana di quel che deve fare un giornalista", mi sembra però ci sia - a volte - anche un’idea strana di quel che deve fare un lettore qualunque, un cittadino, uno che legge o segue notizie ed eventualmente (di certo non è obbligato) ci ragiona a modo suo, non soltanto sui contenuti (a formarsi idee e opinioni personali che entrano nel merito delle singole vicende) ma anche sui termini usati, sulle modalità in cui questi contenuti vengono forniti. Sul peso che ancora ha l’uso specifico della lingua.

    Cordialmente,
    Barbara Gozzi






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