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Conte, la Juve, gli arbitri: c’eravamo tanto amati

Di (---.---.---.219) 19 febbraio 2012 00:24

Non ti ho risposto semplicemente perchè ho altro a cui pensare. Dici di aver letto la sentenza? Allora le cose sono due o non hai capito nulla di quanto riportato o sei semplicemente un anti juventino a prescindere. E allora ti allego un piccolo estratto della sentenza poi continua tranquillamente a negare l’evidenza, sono problemi tuoi e di chi continua ad avere il prosciutto sugli occhi, come si dice...io le cose te le posso spiegare non te le posso far capire.

"Il dibattimento in verità non ha dato la prova del procurato effetto del risultato finale del campionato 2004/2005".

PREMESSA:

"Le altre manifestazioni descritte nel capo "a" (organizzazione), all’esito dell’istruttoria dibattimentale, che le ha viste trascurate, se non proprio abbandonate, appaiono più che altro inserite nel capo di imputazione in funzione di ARTIFICIOSO ACCRESCIMENTO DELLA PORTATA di quelle frodi sportive che la stessa accusa ha poi COLTIVATO come l’oggetto dell’attività...".

SORTEGGI NON TRUCCATI

" Che il sorteggio non sia stato truccato, così come hanno sostenuto le difese, è emerson in maniera sufficientemente chiara al dibattimento. Incomprensibilmente il pubblico ministero si è ostinato a domandare ai testi di sfere che si aprivano, di sfere scolorite, e di altri particolare della condizione delle sfere, se il meccanismo del sorteggio, per la partecipazione ad esso di giornalista e notaio, era tale da porre i due designatori, Bergamo e Pairetto, nell’impossibilità di realizzare la frode".

"Per il teste Martino Manfredi, presentato come colui che doveva far luce sulle irregolarità, il cui esame ha prodotto un coacervo di risposte da presa in giro, tipo il colpo di tosse del designatore Bergamo..."

"Il teste Cellino Massimo ha sentenziato: quando non c’è la buona fede, non credo neanche nel sorteggio, parole peraltro pronunciate con la massima incoerenza, dopo che poco prima così si era espresso sui designatori Bergamo e Pairetto: li stimavo tantissimo e mi permettevo anche a volte di chiamarli per rimostranze... li consideravo due persone meravigliose ed infatti ho difeso Bergamo fino alla fine..."

SCHEDE SVIZZERE

"Appaiono al tribunale convincenti i criteri adoperati dagli investigatori per associare la scheda a questo o a quello degli imputati, e cioè ora il riferimento alla cella agganciata dalla sim che faceva la telefonata, coprente area in cui poteva essere collocato per territorio l’imputato, ora l’individuazione di persone che si potevano collegare agli imputati, chiamate con queste schede su numeri di gestori italiani alle dette persone intestate, ora il confronto con il dato risultante dalle intercettazioni di conversazioni telefoniche disposte nel processo, indicativo del contestuale uso della scheda straniera".

UDINESE BRESCIA (capo B)

"Il tribunale stima che la frode sportiva può essere ravvisata, poichè nella valutazione dell’esistenza del pericolo ASTRATTO configurato dal legislatore assumo rilievo predominante rispetto a ogni altra circostanza le indicazioni emergenti dal discorso telefonico, valutate nel rapporto con l’uso di scheda straniera da parte dell’arbitro Dattilo in un arco di tempo prossimo alla competizione sportiva".

"Il contatto clandestino tra l’arbitro e Luciano Moggi serve a indirizzare l’interpretazione del discorso telefonico tra Moggi e il terzo in termini di attuata influenza, quand’anche generica, sull’arbitro, utile a dar corpo ALL’ASTRATTA IDONEITA’, che basta per la configurazione del reato".

"Non vale alla difesa di Moggi far valere che i diffidati da Dattilo hano poi giocato la successiva partita con la Juventus che con ragione l’arbitro Dattilo ebbe a prendere la decisione di espellere Jankulowski, poichè aveva tirato un pugno in faccia a un competitore, e neppure vale che la decisione fu presa da Dattilo su segnalazione dell’assistente Camerota Ciro".

SIENA JUVENTUS (capo C)

"S’impone l’assoluzione perchè il fatto non sussiste"

JUVENTUS CHIEVO (capo D)

"S’impone l’assoluzione perchè il fatto non sussiste"

LECCE JUVENTUS (capo E)

"S’impone l’assoluzione perchè il fatto non sussiste"

JUVENTUS LAZIO (capo F)

"Si è già detto che il sorteggio truccato è un mal riuscito espediente dell’accusa per generalizzare l’ipotesi accusatoria, e, dunque, un tale elemento non può essere utilizzato".

"Il tribunale stima di poter affermare che sono stati acquisiti al processo elementi sufficienti per condannare, poichè dal contenuto delle conversazioni telefoniche si ricava che all’epoca i designatori fecero accedere Dondarini al sorteggio per quella griglia inserendo nella relativa valutazione il gradimento non legittimato a manifestarlo, di Moggi".

"Non importa che al dibattimento è emerso, con specifico riferimento a questa partita, che in nessun errore ebbe ad incorrere Dondarini, a danno di questi o quello, se il contenuto delle intercettazioni telefoniche consente di affermare che su quel campo Dondarini avrebbe anche potuto non esserci".

FIORENTINA BOLOGNA (capo G)

"la particolare configurazione del reato, di tentativo, fa apparire non decisiva la considerazione che , così com’è emerso al dibattimento, le ammonizioni siano stata la giusta dovuta risposta a comportamenti fallosi dei giocatori"

BOLOGNA JUVENTUS (capo I)

"Ad avviso del tribunale, vi sono le indicazioni del contatto diretto con l’arbitro della partita, clandestino, al tempo in cui l’arbitro doveva formare il suo bagaglio di nozioni tecniche e ricordi, per la conduzione di un arbitraggio autonomamente indirizzato. Il tribunael si è convinto del fatto che il Pieri in effetti abbia anche lui avuto consegna dal Moggi di una scheda svizzera".

"E’ opinione del tribunale che la difesa di Pieri da parte di Moggi sia nella versione a rendersi pubblica al Processo del lunedì, come da conversazione con addetta alla redazione di quella trasmissione, sia nella versione privata con l’interlocutore presidente del Messina sta a indicare che l’avvicinamento clandestino del Pieri effettivamente potè avvenire in funzione del condizionamento dell’arbitro".

"E’ indifferente alla contestazione del reato di tentativo che in una conversazione con Pairetto Pieri abbia ammesso di avere sbagliato sul campo da gioco, e così pure lo è tutto quello che emerge dal referto dell’osservatore arbitrale".

JUVENTUS MILAN (capo M)

"Soccorrono anche qui le intercettazioni telefoniche per condannare Moggi e Bertini"

"Ad avviso del tribunale, sono utili per condannare Bertini le conversazioni tra Moggi e lo staff del Processo del Lunedì dirette ad ottenere una rappresentazione edulcorata di quanto avvenuto sul campo fino all’estremo della modifica del televoto".

"Le risultanze probatorie, diverse da quelle procurate dalle intercettazioni telefoniche, appaiono indifferenti al giudizio di responsabilità".

ROMA PARMA (capo N)

"Non bastano a fondare il giudizio di responsabilità i soli contatti attraverso schede svizzere avvenuti tra Moggi e Racalbuto prima e dopo la partita, dei quali il tribunale è pure propenso a riconoscere l’esistenza".

"Che cosa si siano detti i due è ignoto, e peraltro l’ipotesi accusatoria, secondo la quale Racalbuto avrebbe fatto una dolosa espulsione e una dolosa ammonizione rispettivamente dei calciatori Pisano e Contini del Parma, così condizionando il risultato favorevole alla Roma di ben 5-1, per minorare la capacità offensiva del Parma, trova più di un elemento a contrasto nelle risultanze del dibattimento, che specificamente interessano la partita".

"Gli imputati devono essere assolti perchè il fatto non sussiste"

CAGLIARI JUVENTUS (capo O)

"Vengono in rilevo quali elementi utili per la condanna i contatti con le schede svizzere tra Moggi e Racalbuto, cumulati al discorso telefonico del Moggi, di difesa appassionata del Racalbuto dopo la partita (telefonata a Baldas, processo Biscardi, ndr.)".

"Indifferenti al giudizio di responsabilità per il reato di tentativo sono le risultanze probatorie offerte dalla prova testimoniale".

MESSINA PARMA (capo P)

"L’accusa non è stata in grado di addurre altro che contatti sulle schede svizzere nel periodo sospetto".

"Se ne ignora il contenuto, e non può che rimanere ammantata di genericità, come tale insufficiente, l’influenza che gli interlocutori abbiano potuto produrre, attraverso le parole adoperate, sulla gestione della gara da parte di Bertini".

JUVENTUS UDINESE (capo Q)

"Impregiudicato quanto sopra si è detto sul sorteggio, e sulla mancanza di frode in esso, una incidenza, sia pur remota, sull’andamento della partita, potè in effetti derivare da quella che appare una smodata collaborazione tra Bergamo e Moggi per la formazione della griglia".

"Rodomonti e Gemignani devono essere asolti per non aver commesso il fatto"

SIENA MESSINA (capo R)

"Gli imputati devono essere assolti con la formula perchè il fatto non sussiste".

PALERMO LECCE (capo T)

"Il tribunale rileva che con questa imputazione l’accusa si è impegnata in evoluzioni, che non trovano un appiglio di tipo dimostrativo nelle conversazioni telefoniche note, e che tanto basta per pronunziare assoluzione con la formula perchè il fatto non sussiste".

CHIEVO LAZIO (capo U)

"Premesso che anche qui come altrove s’impone il ridimensionamento dell’imputazione, non potendosi ravvisare frode nel sorteggio, ritiene il collegio che siano state offerte prove sufficienti di avenuto accoglimento da parte degli imputati, fatta eccezione per Pairetto, che nell’occasione si trovava all’estero, dello stimolo ad attivarsi per soluzioni agevolative delle ragioni della Lazio, suggerite dal già coimputato Carraro, soluzioni channo preso la forma di non spontaneo inserimento in griglia della partita in cui era impegnata la Lazio, da parte del designatore Bergamo, il quale ha consentito all’intrusione nella designazione, come portata avanti da Lotito e Mazzini".

LAZIO PARMA (capo V)

"Si ritiene che la prova della responsabilita per il reato di tentativo sia raggiunta solo per gli imputati Lotito e Mazzini".

"Va ripetuto che l’opinione del tribunale è nel senso che sull’andamento della partita, sia pure marginalmente, comunque può incidere in maniera idonea a concretare il reato di tentativo, la procurata presenza sul campo di gioco di un arbitro piuttosto che un altro".

ROMA JUVENTUS (capo Z)

"Il tribunale ritiene che dal contenuto di talune conversazioni telefoniche, nel rapporto con ripetuti contatti tra Moggi e Racalbuto con uso di due distinte schede svizzere, come decifrati dagli investigatori attraverso l’elemento dell’aggancio di cella operativa su Gallarate, domicilio del Racalbuto, si ricavino elementi sufficienti per condannare sia Racalbuto che Moggi".

"In quel contesto il teste Auricchio ha dato lettura della telefonata avente come interlocutori Moggi Luciano e Biscardi Aldo..."

"Non serve invischiarsi nella valutazione di quello che poi risulta essere stato in concreto il comportamento dell’arbitro sul campo di calcio, del quale hanno riferito al dibattimento gli assistenti Pisacreta e Ivaldi".

INTER FIORENTINA (capo A2)

"E’ benvero molto poco quello di cui pretende di valersi l’accusa per incassare la condanna".

"L’imputato (Bertini) deve essere assolto perchè il fatto non sussiste".

SIENA MILAN (capo A3)

"Il tribunale ritiene che non vi sono elementi sufficienti a sostegno dell’assunto di frode".

"Non possono assurgere a utile contributo le parole pronunziate per telefono da Mazzini, in un commento posteriore di più giorni alla partita, dove Mazzini mostra in pieno la versatilità nel pronunziare parole al vento".

MILAN CHIEVO (capo A4)

"Si contesta a Bergamo di avere fraudolentemente designato Puglisi su pressione di Meani, che pretendeva l’assistente amico, quale era in concreto il Puglisi".

"Il contenuto di talune conversazioni telefoniche appare al collegio sufficiente per affermare la responsabilità".

"Si ricava che Puglisi viene informato da chi, Meani, non dovrebbe informarlo, e che, in aggiunta, Meani dà pure indicazioni su come si dovrà comportare sul campo".

ASSOCIAZIONE PER MOGGI

"L’associazione per cui si procede è un’associazione costruita sull’interesse personale di Moggi, avente duplice manifestazione, anche e soprattutto quella connessa all’attività di compravendita dei calciatori, peraltro di gran lunga più rilevante, e per questo motivo di gran lunga più fastidiosa, e da rimuoversi, per i competitori, avuto riguardo alle modalità con le quali fiumi di danaro corrono nel mondo del calcio".

ASSOLUZIONE JUVENTUS

"Sul versante passivo, il tribunale stima che non può essere accolta la domanda nei confronti del responsabile civile Juventus S.p.A., sotto il profilo della frattura del rapporto organico con il datore di lavoro, generata dall’esercizio da parte dell’imputato Moggi di un potere personale avente manifestazioni esteriori esorbitanti dall’appartenenza dalla società, noto come tale ai competitori, messi infatti in allarme, così come ampiamente dimostrato dagli atti del processo, dalle caratteristiche del suo potere, da tutti indistintamente i competitori primieramente collegato all’universo dei calciatori rappresentati dalla GEA".

"Ne’ può essere trascurato il dato del ridimensionamento della portata dell’accusa che deriva DALLA PARZIALITA’ CON LA QUALE SONO STATE VAGLIATE LE VICENDE DEL CAMPIONATO 2004-2005, per correre dietro SOLTANTO AI MISFATTI DI MOGGI, dei quali sono state accertate modalità, quanto alle frodi sportive, al limite di sussistenza del reato di tentativo, con conseguente ulteriore difficoltà dell’aggancio alla responsabilità del datore di lavoro, fornitore dell’occasione all’azione criminosa".

"Pure indifferente è quanto all’andamento della partita è stato rappresentato al dibattimento dal teste Mitro Vincenzo "é stata una partita come le altre [...] segnò Nedved, era una punizione al limite dell’area... sì era a una distanza, sui dieci metri, diciamo tre quarti dell’area, una distanza importante e Nedved ciononostante segnò" e dal teste Brighi Christian "No non sono stato avvicinato dal Pieri per assumere atteggiamenti partigiani specificamente nei confronti della Juventus".


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