Ri-svolta >
Viste le
traversie e le vicissitudini del dopo elezioni 2013 ai “cervelloni” del PD è
venuta una sola idea. Quella di lanciare il giovanile M RENZI (promettente neo
Berlusconi) come unica carta buona in grado di frenare l’ascesa del M5Stelle.
Ovvero: combattere GRILLO con le sue stesse armi.
La prima ed assoluta qualità politica
è così diventata la capacità di comunicare e di sfornare annunci e slogan di
facile presa. Tipo l’uscire dalla crisi in soli 100 giorni, il tutto sbagliato
e tutto da cambiare, la fiducia e la speranza sono già futuro, ecc.
Un’ottica dove primario progetto politico è diventato
sondare aspettative e bisogni più diffusi per intercettare quelli trasformabili
in consenso. Senza peraltro ignorare la voce dei poteri forti.
Tutto basato su
un corollario inamovibile.
Sono i numeri che danno l’autorità per decidere ed ogni
giorno ha la sua tattica vincente.
Risultato.
All’alba del 15mo mese di governo
Renzi la crisi del paese è ancora da superare. Debito e disoccupazione non
danno segni di cedimento mentre s’ingrossa la fascia di famiglie in difficoltà.
Le tanto decantate riforme sono sempre lì, in via di attuazione.
Per contro nessuno
è più in grado di spiegare che cosa è oggi il PD.
Ai bordi dell’insegna del
partito troneggia un solo nome: M RENZI. I principi ed i valori fondanti della “Ditta”
sono finiti nel retrobottega.
E i succitati “cervelloni”?
C’è chi si gode la
posizione di prestigio fin qui raggiunta. C’è chi tranquillizza i “dubbiosi” e
chi cerca di tenere a bada la parte “dissenziente”.
Sempre meno si azzardano a scommettere
su come andrà a finire.
Nessuno sa come evitare l’incipiente tracollo del comune
patrimonio di storia e valori.
Dopo tanto impegno profuso nel decantare i
vantaggi di un volto “nuovo” solo al comando, nessuno se la sente di tornare
dagli elettori con una proposta “alternativa” che riaffermi la forza del confronto
e del fare squadra.
Sarebbe confessare che, vista la “svolta”, ora serve la
“ri-svolta” per imboccare il Ritorno alla Meta …