LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 6
Infuria che i medici legali nel
descrivere ogni foro non inseriscano subito la foto, bensì
raggruppino tutte le foto senza didascalia e alla rinfusa (senza
rispecchiare l´ordine di descrizione della necroscopia, roba da
impazzire) alla fine della relazione per cui occorre ingegnarsi a
capire dalle pessime riproduzioni quale foro sia quale.
Cmq la prima foto a 783 dovrebbe
corrispondere al terzo foro descritto in necroscopia 752 : deltoide
dx, ma attenzione : è la seconda lesione della foto, quella più
lunga ed irregolare, alla fine del deltoide già sul braccio. Infatti
i medici scrivono che la lesione ha asse maggiore lungo l´asse del
braccio. Oltretutto non si capisce come mai i medici diano la misura
di cm 2 per la soluzione di continuo quando la foto porta un righello
scala in corrispondenza lungo almeno 4 cm. Forse i 2 cm si
riferiscono al solo foro vero e proprio, che nella pessima
riproduzione non si vede affatto, o più probabilmente, al diametro
minore della lesione. Allucinante la sciatteria del tutto.
Il tramite intramuscolare è
superficiale, ed emerge da una ferita che non si vede e non si
capisce esattamente dove sia, lunga o larga 1,5 cm a livello delle
prime vertebre dorsali, 4 cm a dx della linea delle apofisi spinose
(elementi ossei dietro ogni vertebra). Mai letto necroscopia più
sgangherata. Cmq il foro d´uscita dovrebbe essere quello più in
basso a 784, prima foto, perché i medici scrivono che si trova a
livello delle prime vertebre dorsali.
Osservando l´ingresso, si nota bene
che la banda escoriata è arrotondata sul margine dx ed appuntita sul
sn : classico segno in Wundballistik, che 1. il proiettile ha
impattato obliquamente e non perpendicolrmente ; e 2. esso viaggiava
da dx a sn.
L´autopsia salta del tutto questo
tramite. Di bene in meglio...
Posso soltanto dire, osservando la
lesione d´ingresso, che la sua forma allungata denota ingresso non
perpendicolare, ad angolo d´incidenza alquanto acuto come nel
secondo foro alla tempia dx. Evidentemente la raffica prese in pieno
Leonardi sulla sommità del capo mentre usciva piegato, colpendo
invece com`è intuitivo più tangenzialmente le zone laterali
dell´emisoma dx come tempia dx e deltoide dx.
Quindi si conferma con ogni
verosimiglianza, che il Maresciallo morì di raffica, probabilmente
unica dato che lo prese nella stessa zona corporea dx e con uguale
andamento prevalente leggermente dx-sn.
Questo colpo al deltoide non è grave
né ovviamente mortale né incapacitante, ma Leonardi come detto
muore immediatamente per via dei colpi al cranio e di un altro che
vedremo.
Riassumo la mia nuova ipotesi
ricostruttiva della dinamica di Fani fin qui, ipotesi che sono andato
elaborando su basi di Wundballistik da quest´anno 2026 : la strage
si apre con colpi singoli, da 1 a 5 a seconda delle testimonianze.
Non escluso che furono di più ma che i successivi furono coperti dal
rumore delle raffiche. Tali colpi singoli sono di pistola, diretti
alla 130 attraverso il deflettore di Ricci, per non rischiare di
colpire Moro. Lo scopo di essi è disorientare e paralizzare Ricci
(che infatti percorre ultimi metri a strappi stando a Samperi), e
provocare prevedibile uscita Leonardi atteso dal suo assassino alla
dx del convoglio ; non si uccide subito Ricci perché ad auto ancora
in movimento anche se rallentato per via dello stop, il rischio di
errore che uccida Moro dietro Ricci è troppo alto.
Quando arriva sulla scena allo stop
basso il teste Marini, non succede nulla : il grosso della strage è
già finito : le prime raffiche, sparate con ogni probabilità dalle
posizioni B e K tra Cooper e 127 rossa contro l´Alfetta di scorta,
hanno ucciso Rivera e costretto Zizzi e Iozzino ad acquattarsi sui
pianali per schivare i proiettili. Leonardi è stato crivellato in
uscita da raffica mortale proveniente dal lato dx rispetto al senso
di marcia del convoglio di Moro. Ricci è paralizzato al volante,
illeso ma impossibilitato a muoversi e prendere la pistola a fianco
nel portaoggetti tra i due sedili perché colpi singoli hanno
centrato il suo deflettore quindi ha timore di piegarsi in avanti. I
testi Marini, Caliò e Conti vedono a questo punto un aviere rompere
il vetro di Ricci e ucciderlo a raffiche. Ma è plausibile che prima
abbiano estratto Moro e lo abbiano condotto fuori tiro. Non escludo
che Ricci abbia scambiato gli avieri per poliziotti venuti a salvare
lui e Moro. Iozzino tenta ora la sortita diperata ed eroica, e viene
falciato da B e K e forse anche da casimirri e/o lojacono.
ALETH
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