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Aldo Moro: le bugie di via Fani

Di Gianni Morra (---.---.---.95) 29 marzo 14:10

LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 2 (nuovo edit riveduto corretto ampliato)

Sempre sul foro parietale, vediamo l´autopsia CM 44 : 756 sqq. La misura qui data del diametro è diversa da quella data in necroscopìa : 1,1 cm invece di 0,7. Par di capire che la differenza sia dovuta al misurare il foro dal lato interno, del tavolato interno della teca cranica. Qui il foro appare netto nella sua emicirconferenza anteriore, assai irregolare e scheggiato a carico appunto del tavolato interno nella posteriore. Tutto ciò dovrebbe indicare che il foro ha la classica forma a cono rovesciato, ovvero si va allargando all´interno del cranio, e questo è tipico dei fori d´ingresso non solo nel cranio ma pure nel vetro ad esempio. Se il foro è rotondeggiante, l´incidenza in entrata è quasi perpendicolare : allora perché diverge la forma delle due semicirconferenze interne ? La risposta più plausibile dice due cose : 1. ingresso quasi perpendicolare vuol dire che una minima, o più che minima, obliquità c´era, e questo può causare smussature asimmetriche all´interno. 2. Che il proiettile entrando un po´ angolato sul lato esterno del cranio, ha grattato di più sul lato interno del parietale, la semicirconferenza posteriore, scheggiandola : questo pare implicare che l´obliquità dell´angolo d´incidenza in entrata fosse da anteriore a posteriore.

E perché irregolarità e scheggiatura sono solo dal lato interno e non anche esterne ? Perchè quando il proiettile impatta sul lato esterno del cranio è ancora stabile ; inoltre il tavolato esterno del cranio è più denso e compatto, quindi la perforazione risulta più netta e pulita (rotondeggiante come nel nostro caso), mascherando in certo modo l´obliquità dell´incidenza.

Nel perforare la diploe (strato osseo spugnoso che sepata tavoltato esterno ed interno della volta cranica) e poi impattare il tavolato interno, il proeittile scarica la sua cinetica, creando cavità tempranea la cui pressione aumenta i danni interni. Ecco perché il tavolato interno si scheggia.

Il fatto poi nel nostro caso, che sia scheggiato ed irregolare solo nella semicirconferenza posteriore, vuol dire che l´impatto non fu perfettamente ortogonale, ma obliquo da lato anteriore (il lato verso la fronte) a lato posteriore (il lato verso la nuca, da cui infatti fuoriesce il proiettile a sn). Questo è importante, perché se ne dedurrebbe che Leonardi in uscita piegata, al momento di questo impatto parietale avesse la testa rivolta verso la sua dx - verso cioè, la nuvola di bossoli calibro 9x19 repertata fra retro della Clubman e muso dell´Alfetta.

Nella parte 1 ho già detto che l´obliquità dx-sn di questo tramite è più accentuata degli altri nel cranio e busto, frutto di o improbabile deflessione all´interno del cranio, oppure più verosimilmente, della particolare angolazione del cranio di Leonardi al momento dell´impatto.
L´impatto del proiettile con l´osso parietale e poi la perforazione del cervello comportano diminuzione di velocity. per cui in uscita il proiettile poté non avere energia sufficiente a causare ferita più larga dell´ingresso come solitamente accade, tant´è che il foro di uscita nella teca cranica bassa misura 0,7 cm : però solo dal lato osseo interno, mentre la ferita d´uscita vera e propria misura 1 cm stando alla necro.

La spiegazione più plausibile è questa : in entrata lato esterno abbiamo 0,7 cm, che diventano 1,1 sul lato interno del cranio perché la forma tipica di queste ferite d´ingresso è a cono rovesciato ; viceversa in uscita abbiamo 0,7 cm sulla teca cranica bassa e 1 cm esternamente sulla nuca , quindi il cono svasa verso l´esterno simmetricamente a come svasava verso l´interno in entrata : tutto questo è tipico, e confermato dai medici che scrivono a 758 con riferimento al foro di uscita nella teca cranica bassa : " svasatura prevalente a carico della teca esterna ".

Si tenga presente che una perforazione craniale da proettile ha 4 lati ossei : ingresso in tavolato esterno ; uscita da tavolato interno (sempre dello stesso osso impattato, nel nostro caso il parietale dx) ; ingresso in tavolato interno (nel nostro caso, della teca cranica bassa) ; uscita da tavolato esterno (nel nostro caso, della teca cranica bassa).

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