Non è che non sia d’accordo con te Maurizio, ma mi dispiace vedere politici che: se una questione delicata se la ritrovano ,ereditata e tra le mani, nicchiano e prima di analizzarla, rinfacciano ai predecessori ogni cosa; in verità preferire che,per la Legler o Scaini, si facesse qualcosa indipendentemente da chi c’era quando la fabbrica ha aperto o quando è entrata in crisi e pure le ragioni per cui stenta o affonda. Invece prima o anche senza fare nulla per salvare realtà produttive , da destra a sinistra, si dice: noi non eravamo alla guida della regione; non abbiamo nessuna responsabilità.Non è modo di agire se si ama la propria terra e i suoi abitanti. E questo vale per Soru e ancora di più per il PDL che rinfaccia un sacco di cose ,non fatte o fatte male. Se pensiamo alle ferrovie e ai traghetti merci, come non possiamo vedere che qualcuno si disinteressa di proposito alla questione? Ma senza andare nei particolari è proprio una questione di chi ama o non ama la propria terra: come dici tu i sardisti veri la amano e la difendono.Quanto alla lingua sarda e alla propria identità o la si ama oppure anche in questo caso è una costrizione parlarla e amare le tradizioni: ma difendere l’una e le altre, sarebbe logico, anche se non le sposi o le vivi. Spero comunque che non vinca Cappellacci. Mostrare indipendenza di pensiero da un padre padrone come Berlusconi porterebbe grossi vantaggi a livello politico, ma come per il Pd e la sinistra in genere, non ci sono pensieri nuovi e autonomi, ma solo imparentamenti per riuscire a emergere a livello locale,prima, e nazionale poi. Ed è questo che stiamo vivendo come esperimento in Sardegna.