ALDO
MORO : WUNDBALLISTIK - 3
27.4.2026 update
Sarebbe
dicevo, importante stabilire esatta corrispondenza tra fori nel gilet
e risvolto giacca, e fori nella pelle : infatti se residui di sparo
(fuliggine, bruciacchiature, impronta del vivo di volata) vi fossero
sui due indumenti impattati per primi dai proiettili, sapremmo che la
distanza di sparo era prossima (se fuliggine) od a contatto (se
bruciacchiatura e/o impronta del vivo).
Purtroppo
non vedo nulla di tutto ciò finora nella descrizione degli abiti
fatta dai medici legali, che si limitano a rilevare attorno ai due
fori nel risvolto sn della giacca, margini sfrangiati e alone scuro
che non dicono cosa sia : se fosse orletto di detersione (cioè
macchia lasciata dal proiettile che si ripulisce penetrando abiti dal
grasso lubrificante ed altri residui presenti nella canna) nulla
direbbe sulla distanza di sparo giacché la detersione può occorrere
da qualsiasi distanza. Di che natura sia questo alone più scuro non
viene detto.
L´analisi
chimica e microscopica delle vesti fu fatta dai periti balistici
Ugolini e Boragine nel 1978-79, ne parleremo più avanti (CM 46 : 234
sqq.)
Stando
a questo autore :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.5
fig.3, gli 11 fori nel gilet corrispondono esattamente agli 11 nella
cute sottostante a p.2 fig. 1A. Non spiega come fa a saperlo,
tuttavia intuitivamente, dovrebbe aver ragione.
La
precisa posizione dei 2 fori nel lungo risvolto della giacca secondo
l´autore :
p.6,
fig.4 A e B.
Quello
più in alto corrisponderebbe al primo foro cutaneo descritto nella
parte 1 del presente studio. Ma ripeto : se non sappiamo di che tipo
sia l´alone più scuro che circonda quel foro nella giacca, nulla
per ora possiamo dire sulla distanza di sparo tra vivo di volata e
foro d´ingresso.
Sulla
giacca vengono repertati frammenti di aspetto metallico che
potrebbero essersi distaccati dai proiettili ma di per sé nulla
dicono sulla distanza di sparo nemmeno questi. Torneremo su tutti
questi dettagli.
La
ritenzione dentro il corpo di 8 proiettili su 11 rivelata dalle
radiografie colpisce, come anche il ritrovamento di altri due
proiettili tra maglia a carne e camicia. Quindi solo 1 proiettile
riuscì a trapassare sia corpo sia indumenti, e solo 3 il corpo.
Questo, tenuto conto della probabile breve distanza tra killer e
vittima, è potenzialmente rilevante : i proiettili 7,65 della
Skorpion, pur non possedendo il massimo della velocity, hanno
sufficiente energia di perforazione del corpo anche attraverso
vestiti ; ma se Moro fosse stato seduto sul sedile posteriore della
macchina, la spalliera potrebbe aver puntellato la schiena favorendo
la ritenzione dei proiettili. Però essendo la struttura dei sedili
dell R4 dell´epoca molto leggera, detto puntellamento forse fu quasi
irrilevante. Era forse appoggiato contro un muro od altra superficie
più dura ?
Nessuna
certezza. La ritenzione di ben 8 proiettili non so quanto sia nella
norma col calibro 7,65.
Posso
però dire sul piano probabilistico, che l´eventuale appoggio della
schiena di Moro su superficie dura tipo schienale del sedile
posteriore non è necessaria in questo caso specifico, per
giustificare la ritenzione di 8 proiettili e le 8 lesioni d´uscita
descritte dai medici. Giova incrociare l´aspetto medicolegale con la
perizia balistica UB : almeno 9 dei colpi furono silenziati. Il
silenziatore usato, di tipo artigianale a feltri, rallenta molto i
proiettili fin dall´uscita dal vivo di volata ; e li rende
instabili, soggetti a oscillazioni, rotolamenti (yaw, tumbling) per
cui almeno alcuni di detti proiettili possono aver impattato la cute
sia in ingresso sia in egresso non di punta ma di lato se non di
fondello : rallentamento ed instabilità spiegano la ritenzione di 8
di essi, più due incastrati fra maglia e camicia. Ma spiegano pure,
in unione coi 4 strati di vesti (giacca, gilet, camicia e
canottiera), le abrasioni descritte dai medici in uscita, talora
accompagnate da contusioni. Abrasioni e contusioni che normalmente si
trovano solo in ingresso. La cute schiacciata fra proiettile e vesti
cede e/o viene escoriata, e subisce infiltrazione emorragiche da
contusione.
Dunque
non posso dire con certezza se Moro avessa la schiena appoggiata a
superficie dura o no. Posso però dire che la quaestio è irrilevante
ai fini della forma delle lesioni di egresso, giacché ripeto, la
scarsa velocità + destabilizzazione dei proiettili 7,65 in unione
coi 4 strati di vestiti lato posteriore, sarebbero stati più che
sufficienti a generare dette abrasioni e contusioni sulla schiena.
Non posso escludere del tutto che eventuale appoggio su superficie
dura tipo schienale abbia contribuito in alcuni casi : ma non fu
fattore necessario.
Insomma
: la natura delle lesioni d´uscita non prova che Moro avesse schiena
appoggiata. Poteva averla come non averla quando viene colpito.
L´ipotesi
Bordin resta in piedi pertanto. Quella RIS di Moro seduto sul
portabagagli cade ma per altro motivo che vedremo.
Passiamo
al terzo foro d´ingresso nella cute (CM 45 : 655) : è il numero 3
qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.3
fig.2 B.
Anche
questo terzo foro come i primi due, misura 0,7 cm in diametro, è
rotondeggiante, presenta orletto ecchimotico escoriato pressocché
concentrico ma con leggera prevalenza laterale : purtroppo l´orletto
non si vede quasi per nulla nella foto, quindi non sappiamo questa
leggera eccentricità (=maggiore ampiezza) laterale da che lato sia.
Cmq
i medici piantano lo specillo quasi verticalmente anche qui (p.15
fig.11 A e B),
Abbiamo
pertanto un terzo impatto perpendicolare o quasi, e possiamo
ipotizzare pure qui con fondatezza che questi primi 3 fori esaminati
siano stati prodotti in rapidissima successione di sparo, nella
stessa posizione reciproca di killer e vittima. Quale fosse questa
posizione, al solito non è dato sapere in base alla sola
Wundballistik, date le molteplici possibilità di traiettoria
ortogonale.
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