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Commento di Gianni Morra

su Omicidio Moro: il libro di Imposimato


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Gianni Morra 14 aprile 23:20

CHIUDETE QUEL LAPORTA !

La Cooper non era imbottita di esplosivo : lo verificarono gli artificieri, di cui uno, Vitantonio raso, me lo confermò personalmente e potete farvelo confermare perché sta su fb. L´esplosivo è una bufala depistante del procuratore De Matteo che il giornalista Roberto Chiodi si bevve all´epoca senza alcun fact-checking e qualche anno fa passò al depistatore laporta.

La sostituzione dell´esperto Gentiluomo con l´inetto Zizzi penso anch´io che non fu un caso : lo stesso Gentiluomo confidò al collega Saba che lo avevano voluto salvare. Tuttavia mancano le prove della deliberazione.

Fui io purtroppo a insegnare la teoria assenzialista a laporta ad agosto 2018, quando ignoravo chi fosse. È vecchia come il cucco. Il fatto che nelle lettere pervenute (ma non sono tutte quelle che ha scritto, ed anche tra quelle pervenute ce ne sono di mutile) non parli della strage della scorta non coimplica necessariamente che non fosse a Fani : poteva essere sotto shock, pensare che fossero solo feriti, oppure aver subito censura su questo dai carcerieri non intenzionati a farlo parlare dei loro crimini, ed intenzionatissimi a linciarlo moralmente facendolo passare per cinico e sprezzante delle vite altrui.

I 100 colpi circa non colpirono la 130 a raffiche dalla distanza, ma solo da vicino, con tutta probabilità dopo che Moro era già stato fatto scendere e posto fuori tiro. Leonardi fu ucciso fuori e ributtato dentro teste De Andreis. Ricci dopo l´estrazione di Moro. Nessun pericolo dunque di colpire Moro per sbaglio.

Le 4 costole rotte sono fratture lievi e non assolutamente frutto di tortura come mi confermò il prof. Arcudi presente all´autopsia : infatti manca qualsiasi lesione/ecchimosi etc. in corrispondenza, tranne ovviamente quelle degli 11 proiettili.

Si trattò di urto o caduta accidentale durante la prigionia o durante il trasporto.

Moro a Fani fu riconosciuto in volto senza esitazioni dal teste Caliò e dalla teste Conti che me lo confermò personalmente. E dalla teste Evadini. Il teste Marini crede che di averlo riconosciuto.

Di russi a Fani non esiste straccio di prova né indizio, è solo illazione depistante e russofoba del fascista laporta (anche in questo non originale : se ne straparlava già all´epoca).

I colpi su Moro non sono a raggiera, ma ciò non coimplica che non sia stato De Vuono necessariamente : primo perché non è detto che De Vuono sparasse sempre a raggiera, secondo perché la sua specialità consisteva non solo nella raggiera, ma nel non colpire il cuore e infatti il cuore di Moro è illeso. Terzo, perché l´omicidio avvenne in macchina in spazio ristretto e probabilmente De Vuono se fu lui, aveva la Skorpion incastrata tra i due sedili anteriori quindi non poteva ruotarla a piacimento. Quarto, perché Pecorelli dice che uno dei due assassini fu il legionario De. Nulla di tutto questo è probatorio, ma nemmeno esclude De Vuono.

I russi non avevano nessun potere di golpe in un paese n.a.t.o. Erano contro Berlinguer d´accordo, ma gli americani lo erano altrettanto ed avevano potere di golpe in Italia.

Chiudete quel laporta - apre bocca e le dà fiato.

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