L’articolo sembra ben scritto. Anche se ha dei gravi limiti.
Il primo è che non si votano quasi mai le fonti da cui provengono tutti questi dati.
E senza le fonti i dati potrebbero anche non essere veri.
Il secondo è che per chi ha un po’ di dimestichezza con l’intelligenza artificiale da l’impressione di essere scritto dall’intelligenza artificiale.
Il giornalista avrebbe dovuto consultare un così gran numero di banche dati per pubblicarlo che mi riesce difficile pensare che ci abbia dedicato il tempo che si dedica a una tesi universitaria.
I dati da dove vengono? Dal lavoro di Francesca Albanese? E allora dillo