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Commento di Damiano Mazzotti

su Libri, eventi e festival internazionali di maggio


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Damiano Mazzotti Damiano Mazzotti 30 aprile 2020 11:43

Un commento preso non a caso dal web per provare a riequilibrare la situazione mediatica:

Il mese di Aprile sembra aver registrato un aumento di gradimento della politica del governo. Può sorprendere solo se non si conosce la ‘Sindrome di Stoccolma’.

Lo stato di dipendenza psicologica e affettiva per chi è vittima di violenza fisica e psicologica nei confronti del proprio carceriere-aguzzino era stato ampiamente dibattuto nel caso diventato emblematico del sequestro di persone avvenuto nel 1973.

Quello che però davvero sorprende nel nostro caso non è solo la dipendenza dalla paura con lo sceneggiato che è ormai diventato una telenovela a puntate. Non si tratta più soltanto di dar credito a una supposta epidemia simil-influenzale, gonfiata dai media di regime e da tutto l’apparato propagandistico governativo instaurando un vero e proprio regime del terrore.

Anche i briefing giornalieri stanno diventando una routine sempre più prevedibile, cercano di tener vivo l’interesse e la paura di un’audience rinchiuso in casa e in attesa dell’annuncio liberatorio del vaccino miracoloso che dovrebbe magari guarire da un contagio psico-emozionale e da un inganno mediatico.

Quello che però accade davvero è che il popolo televisivo sta smarrendo il confine tra fantasia e realtà, non è più in grado di comprendere se quello che gli raccontano sia vero, o se si tratta di un gigantesco inganno. La maggioranza del popolo italiano, quelli del gradimento, non sanno più capire chi sta loro mentendo, spudoratamente, senza ritegno e senza scrupolo. Non è più solo una sindrome che lega vittima e carnefice in una alleanza e solidarietà patologica, non si tratta soltanto di amore e sottomissione volontaria per sopravvivere a un virus farlocco.

Sta avvenendo qualcosa che va oltre il romanzo distopico, oltre la fiction tradizionale dove il tema del controllo e della dipendenza denotano la realtà di uno stato totalitario. Non è più soltanto la condizione esistenziale di dipendenza psicologica.

Si tratta di un nuovo tipo di fiction dove gli spettatori sono anche interpreti, attori e protagonisti. Il film (o il romanzo) è ormai uscito dallo schermo, dalle pagine del libro, è ovunque, nelle strade e nei supermercati, nelle case. Nella narrazione si è ormai smarrito il confine tra realtà e finzione. La realtà immaginaria è ormai indistinguibile dalla realtà vera che ormai ha cessato di esistere.


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