In questa faccenda di ammazzare la gente mediante dei droni
ci sono molti aspetti: gli inevitabili errori, il fatto che l’assassino stia
lontanissimo e protetto da anonimato, la totale slealtà del combattimento, in
cui l’assassino non rischia niente e dispone di altissima tecnologia mentre gli
assassinati no...
Ma prima di questi aspetti ce n’è uno pregiudiziale a tutti
gli altri: da diversi secoli noi viviamo in stati nazionali retti da un patto
sociale per cui i singoli rinunciano a farsi giustizia da soli e delegano la
giustizia allo stato. Questo la esercita in forma pubblica e -normalmente-
attraverso un processo che deve seguire le leggi di quello stato e che prevede
i diritti di difesa dell’imputato. Non è
ammesso che lo stato non faccia alcun processo e incarichi un sicario di
ammazzare quello che lui ritiene colpevole. Perfino Stalin si sentiva in
dovere di processare formalmente e condannare (sappiamo come) chi lui mandava in
Siberia. Ci sono stati crimini contro l’umanità commessi dagli squadroni della
morte in Brasile, in Argentina, in Nicaragua, in cui uno stato fascista
inviava -non ufficialmente- i suoi sicari e faceva sparire gli oppositori;
questi crimini sono stati condannati da tutto il mondo e quei governi
(normalmente governi fantoccio di Kissinger e degli USA) delegittimati di
fronte al diritto e di fronte alla
storia.
Con i droni USA sta accadendo proprio questo, ma con una
variante: il governo di un paese (gli USA) uccide chi gli pare, senza alcun
processo, non tanto nel suo paese, ma in altre parti del mondo.
Sappiamo che dietro ci sta la teoria di W. Bush, per cui gli
USA sarebbero sotto attacco e si stanno difendendo in qualsiasi parte del
mondo, ma i cittadini USA hanno eletto Obama proprio per cambiare registro, e
invece da questo punto di vista le cose sono anche peggiorate.
Comunque, indipendentemente da chi votano i cittadini
nordamericani, mi sembra incredibile che i cittadini di tutto il mondo e i loro
governanti accettino questa enorme
violazione di ogni diritto di legge, di diritto internazionale e di civiltà.
Il fatto poi che i droni sbaglino bersaglio oppure che lo
centrino (come è successo in quel caso) ma che non si sappia chi c’era dentro
il bersaglio è tutt’altra faccenda, direi secondaria.
Aggiungerei un sospetto: il fatto che non ci siano proteste
ufficiali da parte di altri governi potrebbe dipendere dal fatto che "quel
precedente" non dispiaccia poi tanto. E’ legittimo sospettare che ciascun
governo mediti: perchè no? potrebbe convenirmi! Invece che chiedere
l’estradizione risolvo subito io.
E’ ciò che fece il governo fascista con i fratelli Rosselli,
in tempi in cui i droni non c’erano. Il rischio che in futuro l’omicidio mediante un sicario-drone diventi una prassi è reale.
GeriSteve