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Dalle
recenti vicende del dimissionario Lupi apprendiamo che anche gli spesso
discussi grandi Studi americani di progettazione sentono il dovere di
riaffermare (con tanto di comunicato stampa) le ragioni d’essere e la validità
di un rapporto di lavoro appena instaurato con un neo-laureato proveniente
dall’estero.
Questo (è sottinteso) a prescindere dalla famiglia d’origine del
neo-assunto e dalle malevoli insinuazioni (dei media) circa una qualche persuasiva forma di “presentazione”.
Non fa alcuna differenza (è sottinteso) perfino se il
neo-assunto è figlio di un Ministro di un paese del G7. In proposito.
Non c’è
nulla da obiettare su una presa di posizione che appare improntata a coerenza e
serietà.
Resta il fatto che interrompere da subito il contratto avrebbe dato
ulteriore fiato e credito a certe malevoli insinuazioni e, comunque, avrebbe “offuscato”
il tenore dei rapporti intessuti a livello Ministeriale.
D’altronde è risaputo
che interesse comune dei salotti “esclusivi” è quello di salvaguardare immagine
e reputazione dei suoi componenti.
La stessa regola vale per ogni casta di
Primi super Cives attenta a tornaconto, privilegi …