Che il Jobs Act serva a svalutare il lavoro mi pare ovvio, come scoprire l’ acqua calda. Il punto è se questa politica faccia o non faccia gli interessi dei lavoratori e per rispondere bisogna tenere conto del contesto in cui i lavoratori oggi si trovano in Italia e in Europa.
Di fatto i lavoratori italiani ed europei sono in conpetizione con i lavoratori a bassissimo costo e bassissimi diritti dei paesi cosiddetti emergenti, come Cina, India, Bangladesh e all’interno della comunità europea anche Romania e Polonia.
Questa situazione noi la accettiamo di fatto tutti i giorni quando compriamo un paio di mutande Made in China, un computer Made in Korea, una automobile in teoria italiana o tedesca ma di fatto in gran parte costruita fuori dall’ europa ecc. ecc.
Se questa è la situazione noi non possiamo trattenere i posti di lavoro in Italia e in Europa a meno che non svalutiamo i nostri salari e diritti fino a renderli competitivi con quelli che oggi consideriamo schiavi.
Anche in Germania dove si favoleggia degli stipendi degli operai da 2500 euro al mese, poi esistono 8 milioni di lavoratori da 500 euro al mese.
Noi lavoratori europei non possiamo avere la moglie ubriaca e la botte piena, non possiamo aprire le frontiere alla concorrenza degli schiavi e poi lamentarci se dobbiamo lavorare come schiavi.
Quindi delle due l’ una:
1) la globalizzazione è una schifezza e non possiamo accettare di competere con gli schiavi: cominciamo a sputtanare la globalizzazione, riparliamo di frontiere, parliamo di quanto fa schifo il WTO e come ammazzare il TTIP.
2) non possiamo modificare la globalizzazione e allora fa bene renzi a fare questa schifezza di jobs act e criticarlo è pura ipocrisia