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La riforma di Renzi prevede un
Senato delle Autonomie “non elettivo”. I Consiglieri Regionali individuano (come?)
i migliori tra loro (si spera) che vanno a comporre il nuovo Senato. Onere “aggiuntivo”
da assolvere senza ulteriori indennità (gratis).
Sono dei prescelti “benemeriti”
con una funzione di indubbia natura politica. Tale è la partecipazione alla approvazione
di leggi costituzionali e trattati internazionali, alla scelta di massime cariche
Istituzionali, alla disciplina dei diritti base della persona, ecc.
Da notare. Una
sana visione della “trasparenza” democratica vuole che i cittadini, nel dare il
voto di “preferenza”, sappiano subito quali tra i candidati Consiglieri
potranno essere designati a cotanto incarico. E’ innegabile che, in
assenza di una “investitura” popolare, i Consiglieri così “nominati” soffriranno
di una qualche “sudditanza” verso il gruppo designatore.
Non ultimo. Trattasi
della principale componente del nuovo organismo. Eppure appaiono del tutto “ignorate”
le implicazioni dello “scioglimento” regionale di cui all’art.126 della
Costituzione.
Resta un dubbio. Le tentazioni oligarchiche sono l’anima di
qualsiasi casta di Primi Super Cives …