Secondo me lei fa un errore di fondo, se mi consente l’appunto.
Un matematico fa matematica nella sua attività lavorativa, quando stacca dal lavoro è un normale essere umano. Quando esprime un’opinione, cosa legittima e permessa a tutti, essa è appunto opinabile e lecita. Può esprimerla con convinzione perché ci crede, ma resta un’opinione.
Jannacci era un musicista ma anche un medico. Mi sembra che nessuno confonda i suoi dischi con operazioni a cuore aperto. La Montalcini era una scienziata ma si è ritrovata a fare il senatore a vita, oltre che essere intervistata varie volte perché di fatto era un pezzo della cultura italiana. Se qualcuno confonde l’espressione di un’opinione durante un’intervista con una pubblicazione scientifica, e ne pretende uguali regole, è perché non ha ben chiaro cosa sia una pubblicazione scientifica né quali siano gli ambiti della scienza.
Spesso ciò accade a cui ha cultura umanistica, diciamo filosofica, e tende a sovrapporre piani che sono molto diversi.
Perché pensa che si debba applicare il metodo scientifico alle opinioni di Oddifreddi? A parte concedergli un’autorevolezza eccessiva, mi sembra che il problema sia più suo che di Oddifreddi.
Anche un matematico mangia, dorme, sogna, parla. E quando parla, mangia, dorme e sogna non lo fa in modo molto diverso da chiunque altro, anche se nell’attività lavorativa è abituato a risolvere complicatissimi sistemi di equazioni.