E’ possibile che non abbia avuto la capacità di cogliere il punto. Non sarei l’unico.
Ma resto della mia idea: sostenere che tra una destra reazionaria e conservatrice e una sinistra progressista non ci siano differenze credo che sia una favola di tempi recenti. Quando il confronto sociale, culturale ed economico viene spostato su altri temi (generazionale, nazionale, etnico, religioso etc.) per come la vedo io significa solo che i più deboli ci lasceranno le penne (in senso metaforico e non solo). Ben più di quanto non stia accadendo adesso.
Anche sulla guerra di generazioni avrei qualcosa da dire. Non nel senso che il ’megafono’ del M5s in fondo è un signore di mezza età, come di mezza età è il suo nascosto ispiratore, ammiratore di quel Gengis khan che fu il più devastante sterminatore di ogni epoca. Ma sul termine usato: "guerra". Che mi richiama quella che attraversò l’Italia quando ero giovane. Piccolo battibecco sentito in televisione fra Carlo Freccero "questi ragazzi del m5s in fondo mi ricordano il ’68" e risposta di Vittorio Zucconi "bel risultato si è visto !". Appunto, non vorrei che la grande novità non fosse altro che la ripetizione di un passato fallimentare già visto.