è un compito difficile perché anch’io sono di parte. Diciamo che, per dirla alla Montanelli, molti sono quelli che si turano il naso perché nella persona no, ma nelle scelte sì, vedono la strada migliore. Io ritengo di definire me stesso un liberista di sinistra, il che può sembrare una contraddizione ma non lo è. Sono convinto, io per primo, che la politica debba pensare a tutti nello stesso modo, ma che sia tanto più necessaria per chi è debole, i forti ci possono pensare da soli. Il mio pensiero è che una corretta politica liberale (e liberista in economia) sia il miglior modo per far crescere il benessere di più deboli. Mi permetto perfino (vorrai scusare l’immodestia) una citazione quasi "dotta". Marx fu indubbiamente una figura più popolare e più coinvolgente perché si schierava a difesa dei deboli, degli sfruttati. Ma la crescita del benessere, il riscatto dei proletari, storicamente è stata garantita dal molto meno popolare Adam Smith e dalla rivoluzione industriale che si ispirava a lui.