Lontano da me la polemica con quegli uomini. Ma se ha letto l’articolo, io non ce l’avevo con loro, ma con quegli uomini e istituzioni che utilizzano e strumentalizzano quegli uomini, il loro sacrificio ed il loro lavoro per propri fini che sono lontanissimi da quelli che propagandono e a cui quegli uomini, forse ingenuamente, a mio parere, credono di lavorare.
Riguardo alla loro remunerazione. lei saprà certamente che ogni grado e ogni mansione è pagata diversamente. Io mi riferisco alla media delle remunerazioni dei sottoufficiale e graduati di truppa e i miei dati sono tratti direttamente dai dati forniti dal ministero della Difesa. (Bilancio 2009-2010)
Riguardo alle sue preoccupazioni , e ai sacrifici che compiono sono pari a quelli delle compagne e dei lavoratori che lavorano sulle impalcature, negli stabilimenti siderurcici, e in qualsiasi altro posto di lavoro. Se prende i dati statistici dei morti sul lavoro e quelli in guerra vedrà che in percentuale non vi è paragone.
In più un morto in guerra è per i nostri politici un eroe, quello sul lavoro non viene nemmeno citato sui giornali.
Ma la colpa , non è del lavoratore ( militare o civile che sia) ma di chi strumentalizza e manipolizza l’informazione e la vita degli uomini.
Un forte e sincero saluto