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Commento di Renzo Riva

su 26 aprile: anniversario di Chernobyl, ma in Italia si spinge sul nucleare


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Renzo Riva Renzo Riva 6 maggio 2010 12:46

http://www.archivionucleare.com/files/inganno-mediatico-panzane-nucleari_romanello.pdf

I 4 reattori nucleari di Cernobyl erano militari e servivano per produrre Plutonio per la fabbricazione delle bombe atomiche.

Se vogliamo possiamo anche dire che l’elettricità prodotta era il risultato dell’utilizzazione di un "rifiuto" e cioè l’energia termica che di doveva smaltire per poter fissionare l’uranio che poi generava, per trasmutazione, il Plutonio.

Incidente, fusione del nocciolo, analogo a quello di Cernobyl dell’anno 1986 accadde sette anni prima a Three Miles Island, nell’anno 1979.

Quell’incidente non produsse le stesse conseguenze di quello di "Cernobyl (morti fino ad oggi accertati n° 65)" perché il reattore unità 2 di Three Miles Island aveva, oltre al "vessel", uno "scudo" di cemento armato di oltre 1 metro di spessore e altro.

Tant’è vero che l’unità 2 continua a bruciare il combustibile d’Uranio del nicciolo fuso mentre l’unità 1 continua il suo normale esercizio e poco tempo fa le autorità competenti hanno dato il nulla osta per il prolungamento della sua vita rispetto a quella prevista.

Renzo Riva
[email protected]
349.3464656


http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl’#L.27incidente

http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl’

http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/07/09/cnen-carta-siti/#comment-30086

Volevo solo aggiungere una (amara) considerazione a quanto già detto in modo chiaro da Edoardo, di cui non posso non condividere l’intervento.

Enrico a un certo punto dice

“… Sarà brutto dirlo ma se esplode un impianto per la liquefazione del gas muoiono un centinaio di persone, se un sito di stoccaggio di scorie radioattive si danneggia (o peggio avviene una fuga radioattiva) la zona verrà interdetta alla popolazione per tantissimi anni, vittime a breve termine magari inferiore ma danni a lungo termine incalcolabili…”

e non si rende minimamente conto di quanto sia lontano dalla relatà.

Quell’immagine del “sito di scorie che si danneggia” o la “fuga radioattiva” da quel sito, magari fra centinaia di migliaia di anni, fa capire bene come in realtà Enrico non sa bene di cosa stia parlando, ma sia semplicemente una delle tantissime vittime della scorretta proaganda antinucleare. Purtroppo so bene che è inutile dirglielo, crederà solo ai suoi fantasmi.

Comunque chiariamolo bene (nel senso che ripeto il concetto espresso da Edoardo, perchè repetita juvant), casomai qualcuno fosse interessato a sapere qualcosa di vero:

la radioattività non è una specie di gas compresso che stà per esplodere da un momento all’altro, né un liquido malefico verde che insinua dappertutto e insegue la gente. Ci sono migliaia di materiali radioattivi, comprese le persone (ciascuno di noi emette 10000 radiazioni al secondo e l’uranio che abbiamo in corpo vivrà non miloni ma miliardi di anni). Le scorie sono solo “sassi” inerti o “ceramiche” o “vetri” che non si sciolgono certo in acqua (al massimo, nei milioni di anni possono rilasciare tracce di qualcuno dei materiali radioattivi che contengono) e sono comunque messi sotto protezione centinaia di metri sotto terra in terreni stabili: potrebbero far male solo se qualcuno li polverizzasse li mangiasse (una bella cenetta a base di vetro!!!!!), e comunque, anche in quel caso, sarebbero qualcosa di cancerogeno quanto i fumi delle auto con cui girano, belli e contenti, i nostri amici ambientalisti.

Beata incoscienza!


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