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Commento di Gino Amoretti

su Intervista a Soberón, direttore dell'As. Pro Derechos Humanos


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Gino Amoretti 26 luglio 2009 04:39
Chiedete a Human Rigth Watch, che da un mese conduce le indagini dei fatti, se quello che dice Soberòn è vero! In Perù siamo stanchi di leggere tante false notizie riguardanti a un massacro di indios. Ma chi è Francisco Soberòn? È stato quello che inviò una lettera al Parlamento Europeo per segnalare che il Movimento Revoluzionario Tupac Amaru (MRTA) non era un gruppo terrorista (forse per lui sono degli Boys Scout) Perciò i peruviani hanno rifiuttato e condannato la sua posizione. Per coloro che non lo sanno, il MRTA è un gruppo terrorista, appunto, che nel 1996 assaltò la residenza dell’Ambasciatore del Giappone a Lima, sequestrando varie persone per 126 giorni.


SCONTRI IN AMAZZONIA E L’INFORMAZIONE ALL’ESTERO
 
di Gino Amoretti *
 
Riguardo ai sanguinosi scontri dei giorni scorsi a Bagua, nella foresta amazzonica peruviana, fra i nativi e le forze dell’ordine, all’estero sono arrivate versioni che parlano di un “genocidio indigeno”, ma a dire la verità, vi erano peruviani che si ammazzavano tra di loro per colpa del Governo e i dirigenti dei propri nativi.
Una tragedia che forse si sarebbe potuta evitare se il Governo, da una parte, avesse prima parlato con i nativi dell’Amazzonia sulle possibilità dei decreti legge 1090 e 1064, e dall’altra se i nativi avessero avuto dei dirigenti che comunicassero come stavanno veramente le cose.
È stata questa situazione a originare la mobilitazione dei nativi di 60 diverse tribù, molte riunite nella Associazione Interetnica di Sviluppo della Selva Peruviana (AIDESEP), diretta da Alberto Pizango, che dallo scorso 9 aprile protestano perchè secondo loro i decreti legge consentirebbero la privatizzazione della foresta e non solo, aprirebbero le porte alle multinazionali per lo sfruttamento del gas e del petrolio presenti nelle loro terre. Su quest’ultimo dobbiamo tenere presente tre aspetti, punto numero uno: i decreti legge non si referivano alla “privatizzazione” della foresta amazzonica, evidenziavano invece la protezione di questa; punto numero due: molti dei nativi non sanno ne leggere ne scrivere (questo senz’altro è colpa del Governo), quindi come mai si sono informati di quello che diceva la legge?; punto numero tre: chi trae beneficio con questa situazione di paura e confuzione?
Il timore dei nativi ha provocato che una parte di loro blocchino le autostrade (tra quelle la cosidetta “Curva del Diavolo”), vie fluviali e le operazioni di trasporto di gas e petrolio, e che un’altro gruppo prenda in ostaggio 38 poliziotti della Stazione 6 dell’azienda petrolifera statale Petroperù.
Gli scontri avventuri durante il tentativo della Polizia di sgomberare il blocco della “Curva del Diavolo” hanno avuto le tragiche consecuenze che tutti abbiamo visto sia per i nativi sia per le forze dell’ordine. Ma quello che è sucesso dopo nei pressi della Stazione 6 fino adesso all’estero si parla poco di questo episodio. I nativi, dopo aver saputo sulla tragica morte dei propri uomini, si sono inferociti con gli ostaggi ed hanno iniziato a sgozzarli ed accoltellarli, una assurda vendetta subita da poliziotti inocenti i cui responsabili senz’altro devono pagare con il carcere. Genocidio? Ripeto, vi erano peruviani che si ammazzavano tra di loro. Ma invece all’estero ho letto stupito dei comunicati stampa di alcune onlus, che prima ritenevo serie, che paragonavano i sucessi a Bagua a quelli accaduti a “Tiananmem”. Una “Tiananmen peruviana”? Ma quale “Tiananmen peruviana”? Voi sapete veramente cosa state scrivendo?
A Tiananmen è stato l’Esercito cinese ad ammazzare centinai di studenti. A Bagua, invece, l’Esercito non ha nulla a che vedere! Infatti da anni i nativi e l’Esercito Peruviano sono stati alleati, prima durante la guerra contro Sendero Luminoso e il MRTA (gruppi terroristi che alcuni ONG e partiti politici li vedono come se fossero dei boy scout), poi durante la guerra contro l’Ecuador, allora sono stati i nativi a guidare per la foresta i soldati e anche a lottare accanto a loro dopo aver ricevuto allenamento militare. Adesso capite bene perchè dico che a Bagua vi sono stati peruviani che si amazzavano tra di loro?
All’estero sembrarebbe che il sangue dei nativi conta di più di quello dei poliziotti. Nessuno li piange. Nemmeno il Governo. Basta dire che nessun Ministro o Vice Ministro si è presentato durante il seppelimento dei caduti a Bagua, molti di loro giovani inesperti che sono stati inviati come carne di cannone direttamente all’inferno dal Governo il quale però ha utilizzato le fotografie dei loro corpi sgozzati e accoltellati per fare propaganda contro Alberto Pizango. Vergogna!
Ma una cosa è chiara quelli che hanno ammazzato i 23 poliziotti e quelli che hanno ammazzato i 10 nativi devono affrontare la giustizia subito. I responsabili politici di quello che è sucesso? Il Premier Yehude Simon, che giorni fa ha annunciato le sue dimissioni; Il Ministro dell’Interno Mercedes Cabanillas, la lady di ferro del governo García che non ha saputo affrontare la crisi senza versare sangue innocente; e senz’altro Alberto Pizango, uno dei responsabili della disinformazione e che è scappato in Nicaragua per non assumersi alcune responsabilità.
* Direttore de Il Messaggero Italo-Peruviano

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