Caro Rocco: sulle leggi arcaiche e i comportamenti pazzeschi che scaverebbero un abisso tra noi e loro, dovresti essere più chiaro.
Per quanto riguarda Obama, se egli è una risposta alla crisi (e questo in totale continuità nominale con tutti i presidenti che si sono trovati davanti ad una crisi di grosse proporzioni come quella attuale, democratici o repubblicani che fossero, visto che nessuno di loro ha mai avuto il coraggio di dire "non ce la posso fare", lasciando talvolta il paese in condizioni peggiori di come l’avessero trovato) ti ricordo che la sua elezione è stata salutata dai suoi sostenitori, negli USA, in maniera molto enfatica segnalandola come la vittoria del "primo nero" o "meticcio" nonché di un uomo che dovrebbe (ma non ne sappiamo bene ancora nulla, in verità, mentre sappiamo qualcosa riguardo gli interessi nel business dei suoi grandi elettori) avere a cuore certi interessi sociali finora conculcati. Avrai visto i titoli dei giornali online: si parla di "mito che diventa realtà", di "apoteosi" e di successo "strepitoso", toni che non si usano da anni! L’accento sul "primo nero" e simili, è a mio avviso una facile maniera per spostare l’attenzione dai problemi, che per gli USA (e non solo per essi) hanno un nome: ineguaglianza. Detto questo, io non sarei così sicuro, come te, nell’affermare che egli è "la risposta alla crisi". A mio avviso ti sbilanci troppo. Vedremo se lo sarà: avremo modo di riparlarne.