Il recente ddl sulla Sicurezza ha inquadrato come "reato penale", perseguibile d’ufficio, la semplice “condizione di clandestinità”. Come dire che "essere migrante irregolare" presuppone, di per sé, una pericolosità sociale tale da giustificare l’incriminazione penale. Una novità giuridica in netto contrasto con quel principio della “presunzione d’innocenza” che è posta a garanzia di ogni soggetto indagato per fatti oggettivamente lesivi di beni meritevoli di tutela. Dopo una valanga di voti di fiducia si ipotizzano degli accorgimenti correttivi da assumere durante la "transizione" (?) Una volta le leggi contenevano l’eventuale "regime transitorio". Era la certezza del diritto! Ora sta diventando la "saga" dei clandestini che ... => http://forum.wineuropa.it