A dire il vero è una consulaenza tecnica che è stata inclusa nei documenti "chiave" di una inchiesta che una commissione d’inchiesta ufficiale sull’Inghilterra e Galles
ha fatto sull’ argomento.
Ovviamente anche altri gruppi o chiese avranno policy simili, anche se i TdG sono tra i pochi che prevedono l’ espulsione per il responsabile.
La discriminazione delle minoranze religiose, ma qualche volta anche non religiose,che passa attraverso tre stadi.
I tre stadi
Il primo stadio è quello dell’intolleranza,
cioè della diffusione di notizie false, di discorsi di odio da parte di
lobby che però riescono a essere rappresentate dai media; poi, una
volta che l’intolleranza ha preparato il terreno, si passa alla discriminazione, cioè a leggi o regolamenti o sentenze di tribunali che limitano i diritti di libertà religiosa dei gruppi presi di mira; infine, o qualche volta insieme alla discriminazione, si passa al terzo stadio, che è quello della persecuzione,
cioè della violenza che può venire da privati – come la bomba carta
recentissima contro una sede dei testimoni di Geova a Roma – e qualche
volta può venire anche dallo Stato. Nel modello di Roma si dice che
questo piano a tre settori è un piano inclinato: se mettiamo una pallina
sul piano, questa prende progressivamente velocità e poi non la si
ferma più.
Noi in Italia siamo ampiamente nello stadio dell’intolleranza,
non siamo ancora allo stadio della discriminazione, perché i tribunali
resistono alla discriminazione. Per esempio, c’è una sentenza recente
della Cassazione a proposito della pratica dei testimoni di Geova a cui
viene consigliato di non avere un certo tipo di relazione con gli ex
membri. La Cassazione dice che questo può essere forse considerato
maleducato da qualcuno, però rientra nell’ambito della libertà
religiosa; dice espressamente che in Italia non è un illecito penale, ma
non è neppure un illecito civile.
tale sentenza è stata ribaltata dalla corte di Cassazione belga che ha dato piena ragione ai testimoni di Geova su questo argomento come peraltro decine di tribunali europei e non.
In molti si sono domandati la ragione di tanto astio da parte di Lorita Tinelli:
In parole povere: Lorita Tinelli aveva un fidanzato di cui era molto innamorata, il quale ha deciso di lasciarla e di rompere la propria relazione per seguire un gruppo religioso.
Quale gruppo religioso? Basta vedere chi ha cominciato sin da subito ad
attaccare la psicologa pugliese ancora prima di fondare il CeSAP,
astutamente coinvolgendo chi poteva avere il massimo interesse nel
sostenerla (un certo clero intransigente) e da lì in poi trasformando
assieme ai suoi collaboratori in una sorta di business la propaganda «anti-sette»: i Testimoni di Geova.
Da quel periodo in poi, come lei stessa racconta nell’intervista di qualche giorno fa, Lorita Tinelli è stata indottrinata contro le nuove religiosità
da un altro psicologo che in quei tempi era noto, oltre che per
l’etilismo, anche per le sue discutibili tecniche di spionaggio ai danni
dei gruppi religiosi minoritari da lui ritenuti «pericolosi», Maurizio Antonello, morto suicida
a quarantanove anni nel maggio del 2003. Il collega della Tinelli deve
avere avuto gioco facile nel predisporla all’odio verso i nuovi
movimenti religiosi, considerando il momento di travaglio emotivo di
lei, sul quale molto probabilmente egli deve aver anche fatto leva.