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Turchia: colpo di stato e obiezione di coscienza

La Turchia vorrebbe aderire nell’Unione Europea tuttavia il servizio militare è ancora un obbligo. Nel 2011 la Corte Europea dei Diritti Umani ha espresso il suo parere negativo in merito. Il governo attuale dice sempre che sta lottando contro la presenza militare nel paese ma la presenza di una cultura militarista è assolutamente attuale sulla società. 

di Associazione degli Obiettori di Coscienza della Turchia 

E’ il governo stesso che sfrutta il militarismo ed i sentimenti nazionalistici. Il fatto che i minatori morti durante l’esplosione a Soma siano definiti come “caduti” dimostra perfettamente l’esistenza di questa cultura militarista. Soprattutto in questi ultimi giorni con tutto ciò che accade vediamo che una cultura militarista è tuttora presente in Turchia. Oggi il governo ancora parla di una minaccia militare. Allora vorremmo sperare che l’approccio del governo nei confronti del diritto all’obiezione di coscienza possa cambiare. L’obiezione di coscienza è un passo significativo per una società civile e non militarista. Quando dicevamo che il militarismo ignorava la coscienza delle persone parecchi non capivano di cosa volessimo parlare.

Grazie al tentativo di colpo di stato abbiamo visto che quei giovani soldati se non avessero obbedito agli ordini degli ufficiali sarebbero stati definiti come dei “disobbedienti” ora invece sono definiti come dei “golpisti”. Con questo fatto vediamo che la coscienza dell’individuo viene ignorata. Dunque per difendere la coscienza individuale bisogna rifiutare di svolgere il servizio militare. Non parliamo del caso degli ufficiali ma dei soldati semplici. Ora è il momento di interrogarsi su questo tema, ora vediamo cosa vuol dire il servizio militare obbligatorio.

Noi obiettori di coscienza da anni diciamo che il servizio militare obbligatorio è un’angheria. Non lo diciamo solo noi ma anche i tribunali. Inoltre il servizio militare obbligatorio limita la libertà individuale. E’ un atto di violenza prendere un individuo staccandolo dalla sua vita quotidiana e dalle sue aspettative e rinchiuderlo in un posto circondato dal filo spinato. Tuttavia purtroppo i cittadini non si interrogano molto su questo tema. Coloro che si pongono delle domande si scontrano con dei seri problemi. Nel momento in cui i genitori di un soldato ucciso, durante il suo funerale, si fanno una domanda come “Perché mio figlio è andato a morire al servizio militare?” vengono linciati. Fino alla sera del 15 luglio le cose erano così.

Abbiamo visto attraverso le immagini diffuse sui social con soldati semplici venivano denudati e manganellati. Ovviamente siamo contro ogni tipo di colpo di stato ma quei soldati erano obbligati ad obbedire. Centinaia di soldati sono stati malmenati. Coloro che li hanno malmenati sanno bene che quei soldati obbedivano agli ordini. Erano delle pedine. Sono stati linciati perché hanno obbedito agli ordini. Non si respira un’altra aria nelle caserme. Anche dentro le caserme stesse si vivono diverse forme di violenza. Tutto ciò che abbiamo vissuto il 15 Luglio sostiene quello che proviamo a spiegare da anni: il servizio militare obbligatorio è una rapina di diritti e libertà. Il diritto all’obiezione di coscienza deve essere riconosciuto.

Associazione degli Obiettori di Coscienza della Turchia 

Gökhan Soysal, co-presidente, avvocato

Ercan Aktaş, membro ed obiettore di coscienza
http://vicdaniret.org/vicdani-ret-dernegi-15-temmuz-kitlelere-zorunlu-askerligin-ne-oldugunu-gosterdi/ (25 Luglio 2016)

 

Traduzione di Equipe traduttori di Pressenza

Questo articolo è stato pubblicato qui

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