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Testimonianza sulla manifestazione di Teulada

In rete sta circolando, grazie a Marinella Correggia, questa testimonianza sulla manifestazione di Teulada del 3 Novembre che smentisce in tutto e per tutto le versioni mainframe dei brutti manifestanti violenti e cattivi. Mainframe che continuano a ignorare le numerose iniziative contro Trident Juncture che si stanno sviluppando in rete in Italia e in numerosi altri paesi europei, anche non necessariamente direttamente interessati all’esercitazione.

RACCONTO DI TERESA PIRAS, DEL CENTRO SPERIMENTAZIONE AUTOSVILUPPO (Csa) di Iglesias

Nelle ultime settimane molte son state in Sardegna le iniziative contro la Trident Juncture, ma l’ultima presso la base di Teulada, teatro di guerra, è stata la più sorprendente per la partecipazione di un movimento attivo,coraggioso e veramente nonviolento che univa differenze generazionali (moltissimi giovani da tutta la sardegna) univa le diverse anime della pace (che sino all’ultimo tentavano di non appoggiare l’iniziativa proposta dai giovani di no basi e fatta propria dagli universitari) e il territorio…
 
Il mio lavoro in questo ultimo anno è stato di avvicinamento al movimento no basi -giovani per collegarlo ai movimenti tradizionali… anche altri hanno lavorato in questa direzione e la tessitura è riuscita martedì 3 novembre, giornata storica nelle lotte perché, nonostante l’accesso alla manifestazione fosse blindato per tutti i partecipanti da check point con tanto di controllo di documenti e perquisizione delle auto, nonostante i circa 20 fogli di via con cui si sono voluti tenere lontani gli organizzatori, nonostante il fermo dei tre pullman che portavano l’anima più giovanile del movimento, nonostante il questore non avesse autorizzato un corteo in movimento ma solo un sit in statico, il FIUME DEI PACIFISTI IN ATTESA DEI GIOVANI si è messo in movimento avanzando in modo pacifico, nonostante il tentativo di blocco della digos.
 
Dopo 7 km di cammino festoso, colorato abbiamo liberato i giovani che hanno immesso nel corteo una dinamica energetica che forse ha spaventato lo schieramento della digos armato e c’è stato un primo tentativo di bloccare l’avanzata del corteo che è stato chiuso davanti e dietro… molti hanno iniziato a tentare vie di fuga laterali sui campi ma di fronte alla disgregazione il corteo ha ripreso a muoversi …non ho ben chiaro che cosa sia stato se la paura della digos di perdere il controllo o una contrattazione ….

Ripreso il corteo abbiamo camminato per ritornare al punto di partenza 
 

Quindo è avvenuto l’impensabile… il gruppo in testa al corteo ha rotto le righe ed è entrato in un sentiero non presidiato che portava direttamente alle reti della base,e una ventina sono entrati interrompendo le esercitazioni. Si è aperto un confronto prima verbale con le forze dell’ordine, che data la resistenza dei partecipanti, resistenza sempre non violenta, il corteo era protetto da uno striscione montato su una rete metallica che ha protetto chi lo teneva dai violenti e fruscianti colpi dei manganelli delle forze dell’ordine che sono passate con uno schieramento molto nutrito all’attacco, frattanto la notizia che il gruppo era entrato nella base ha fatto calare la tensione.

Ho partecipato al corteo con il fascio del grano come bandiera della pace e sono stata intervistata da moltissime reti, e invece ieri alla conferenza stampa davanti alle basi abbiamo portato anche un cesto di pane di pace per condividerlo tra tutti anche con i carabinieri che ci guardavano.

(Foto di No basi né qui né altrove)

Questo articolo è stato pubblicato qui

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