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Salvini e la carta “identitaria”, storia di una falsità ammessa per decreto

Il decreto del ministero dell’Interno del 31/1/19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3/4/19, che a sua volta modifica il decreto dello stesso ministero del 23/12/15, non è che un “pregevole” esempio di applicazione di distopia letteraria alla realtà.

 Distopia orwelliana nello specifico, perché, come nel bispensiero imposto dal Grande Fratello, riesce a far diventare, o almeno sembrare, veri concetti che non possono esserlo. In questo caso si tratta delle definizioni di “padre” e “madre” che dovranno necessariamente essere presenti nella Carta d’Identità Elettronica per i minorenni e nella relativa modulistica per la sua richiesta.

E dire che Salvini aveva pure richiesto un parere in merito al Garante della privacy, che peraltro viene correttamente citato nella premessa dello stesso decreto quasi a lasciare intendere che il Garante abbia avallato l’intervento. Il che non è vero (appunto) perché il Garante non solo ha espresso specifiche riserve proprio per quanto concerne i dati contenuti nel documento, ma è anche stato costretto a intervenire per ben altre tre volte in risposta a polemiche e dichiarazioni apparse sulla stampa.

Il ragionamento del Garante è lineare e incontrovertibile: sebbene la maggior parte dei minori abbiano una madre e un padre, esistono casi in cui queste figure non esistono e quindi la CIE conterrebbe inevitabilmente dichiarazioni false. Anzi, potrebbe perfino esserne negato il rilascio per attestazioni false. Per questa ragione Famiglie Arcobaleno, associazione che raggruppa e tutela proprio quelle fattispecie di famiglia che verrebbero discriminate dal decreto, e ai quali figli verrebbero negati diritti elementari, ha preannunciato l’impugnazione innanzi al Tar.

Ma tutto ciò al nostro ministro dell’Interno, fresco reduce da un bagno di tradizionalismo conservatore cristiano in quel di Verona — anzi, forse proprio ispirato dalla platea scaligera — non interessa granché. Sarà anche vero che gli esercenti la responsabilità genitoriale del minore possono essere dello stesso sesso, vuoi perché stabilito da un tribunale in casi di adozione particolare, vuoi perché trattasi di atti di nascita esteri trascritti in Italia, vuoi perché il genere di uno dei genitori è stato rettificato. E quindi sarà anche falso che i bambini hanno tutti, ma proprio tutti come sostiene Salvini, una madre e un padre. Ma lui lo fa diventare vero immediatamente. Per decreto.

Massimo Maiurana

Questo articolo è stato pubblicato qui

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