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Rosatellum: Lega e FdI avrebbero la maggioranza in Parlamento

Le simulazioni YouTrend basate sui voti delle Europee mostrano che Salvini e Meloni possono governare senza Berlusconi

Prima di concludere questa lunghissima maratona elettorale, un ultimo passaggio era d’obbligo: le simulazioni di YouTrend, in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co., sui voti del Rosatellum. Se nelle passate edizioni di marzo 2019 e di maggio 2018 ci eravamo dovuti basare – giocoforza – sui sondaggi, questa volta avevamo a disposizione una base di dati molto più ricca e dettagliata: i risultati delle elezioni Europee, comune per comune. Abbiamo quindi simulato i risultati che i partiti avrebbero ottenuto in tutti i collegi del Rosatellum di Camera e Senato se i voti fossero stati quelli delle Europee del 26 maggio. Vi proponiamo 4 scenari.

E’ però necessaria una premessa metodologica, valida per tutte le simulazioni:

  • La SVP, lista rappresentativa della minoranza germanofona dell’Alto Adige, viene sempre considerata in coalizione con Forza Italia o con lo schieramento di cui fa parte il partito di Berlusconi, anche se – per maggiore chiarezza – negli emicicli e nelle mappe viene rappresentata a parte;
  • Il centrosinistra, invece, assomma i voti di Partito Democratico, +Europa-Italia in Comune ed Europa Verde.

Primo scenario: il centrodestra unito avrebbe i numeri per governare

Innanzitutto, abbiamo provato a simulare come varierebbe la composizione di Camera e Senato se gli schieramenti fossero gli stessi del 4 marzo 2018: il centrodestra unito (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) avrebbe una maggioranza netta, con il 65% dei seggi alla Camera e il 67% al Senato.

In particolare, a Montecitorio il centrodestra unito a trazione leghista avrebbe complessivamente 402deputati, mentre centrosinistra e Movimento 5 Stelle si fermerebbero, rispettivamente, a 134 e 78. Sarebbero 4, infine, gli onorevoli in quota SVP.

Focalizzandoci solo sui collegi uninominali della Camera, il centrodestra se ne aggiudicherebbe 201 su 232, mentre 20 andrebbero al centrosinistra, 9 al Movimento 5 Stelle e 2 alla SVP.

 

Le proporzioni variano irrisoriamente a Palazzo Madama: considerando sia la quota proporzionale che quella maggioritaria, i senatori ascrivibili al centrodestra sarebbero 206, mentre il centrosinistra sarebbe il secondo schieramento con 60 scranni. 41, infine, i senatori che spetterebbero ai pentastellati, mentre la SVP ne avrebbe un paio, entrambi eletti in collegi uninominali.

Il centrodestra trionferebbe in 104 collegi uninominali su 116, mentre solo 6 verrebbero vinti dal centrosinistra e 4 dal Movimento 5 Stelle.

Secondo scenario: se la Lega corre in solitaria, non ha la maggioranza

Qualora la Lega decidesse di correre da sola e Forza Italia si alleasse con Fratelli d’Italia, il partito di Salvini avrebbe il 42% dei seggi alla Camera e il 40% al Senato, per cui non avrebbe la maggioranza se non alleandosi sia con Forza Italia che con Fratelli d’Italia: in questo caso, infatti, i tre partiti assommati disporrebbero complessivamente del 54% dei seggi a Montecitorio e del 52% degli scranni del Senato.

Alla Camera dei Deputati, in particolare, la Lega potrebbe contare su una pattuglia di 262 onorevoli, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia ne assommerebbero 70. Centrosinistra e Cinque Stelle ne avrebbero, rispettivamente, 166 e 116, mentre sempre 4 sarebbero i deputati della Südtiroler Volkspartei.

La ripartizione dei 232 collegi uninominali per la Camera, in particolare, sarebbe la seguente: 123, cioè il 53%, verrebbero vinti dalla Lega, 8 dalla coalizione FI-FdI, 52 dal centrosinistra, 47 dal centrodestra e 2 dalla SVP.

Anche in questo caso, la situazione non si discosterebbe più di tanto al Senato, nel cui emiciclo siederebbero 124senatori leghisti, più del triplo di quelli che otterrebbe la coalizione tra Forza talia e Fratelli d’Italia (38) e quasi il doppio di quelli che spetterebbero al Movimento 5 Stelle (63). Il centrosinistra sarebbe anche qui il secondo schieramento, potendo contare su 81 senatori, mentre la SVP ne avrebbe 3.

Il 48% dei collegi uninominali in palio, entrando nel dettaglio della componente maggioritaria, sarebbe vinto dal partito di Matteo Salvini (56 collegi), mentre l’asse Berlusconi-Meloni ne vincerebbe 4, 2 in più di quelli in cui trionferebbe la SVP. Centrosinistra e Movimento 5 Stelle, invece, trionferebbero rispettivamente in 28 e in 26 collegi uninominali.

Terzo scenario: Salvini e Meloni insieme non hanno più bisogno del Cav

Qualora si consolidasse l’alleanza sovranista tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, questa avrebbe la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, disponendo del 53% degli scranni di Montecitorio e del 52% di quelli di Palazzo Madama.

Alla Camera sarebbero 328 sarebbero i seggi spettanti alla coalizione tra Lega e Fratelli d’Italia. Forza Italia, lasciata sola, avrebbe solo più un ruolo residuale con 36 seggi, venendo ampiamente superata per numero di deputati sia dal centrosinistra (149) che dal Movimento 5 Stelle (101). La SVP incasserebbe i soliti 4 seggi.

Se andiamo a focalizzarci solo sulla componente uninominale, è possibile notare che l’asse sovranistra Lega-FdI vincerebbe in 163 dei 232 collegi in palio, cioè nel 49% di essi. Forza Italia non ne otterrebbe nessuno, mentre il centrosinistra se ne aggiudicherebbe 35, il Movimento 5 Stelle 32 e la SVP sempre 2.

Spostandoci a Palazzo Madama, qui Lega e Fratelli d’Italia disporrebbero, complessivamente, di 162 senatori. Centrosinistra e Cinque Stelle ne otterrebbero, rispettivamente, 72 e 54, mentre Forza Italia si fermerebbe a quota 19. La SVP potrebbe contare su 2 senatori, entrambi eletti nei due collegi uninominali altoatesini a maggioranza germanofona.

Come alla Camera, anche al Senato Forza Italia non si aggiudicherebbe alcun collegio uninominale.L’asse Salvini-Meloni trionferebbe in 79 collegi su 116, cioè nel 68% di essi, mentre i pentastellati ne otterrebbero 18, uno in più dello schieramento di centrosinistra.

Quarto scenario: la destra sovranista sfida il fronte europeista

L’ultimo scenario che abbiamo provato ad indagare è quello di un’ipotetico bipolarismo tra nazionalisti ed europeisti, con un blocco sovranista formato – come nel precedente scenario – da Lega e Fratelli d’Italia, ed un fronte europeista incardinato sull’alleanza tra Forza Italia ed il centrosinistra. In questa simulazione nesuno dei due schieramenti principali, né tantomeno il Movimento 5 Stelle, avrebbe la maggioranza alle Camere: la coalizione Salvini-Meloni, infatti, potrebbe contare solo sul 47% degli scranni a Montecitorio e sul 45% a Palazzo Madama, mentre l’ipotetica alleanza tra Berlusconi e il centrosinistra tout court si fermerebbe al 38% alla Camera e al 40% al Senato.

In particolare, nell’emiciclo di Montecitorio i deputati del blocco sovranista e del fronte europeistasarebbero, rispettivamente, 293 e 235. Il Movimento 5 Stelle si fermerebbe a 86 e la SVP ne avrebbe sempre 4.

Nei collegi uninominali della Camera, 128 verrebbero assegnati all’asse Salvini-Meloni e 85 all’alleanza tra il partito di Berlusconi ed il centrosinistra. I pentastellati trionferebbero solo in 17 uninominali, e la SVP nei soliti 2.

A Palazzo Madama il fronte europeista avrebbe 15 senatori in meno del blocco sovranista (125 contro 140). Il Movimento 5 Stelle sarebbe fermo a quota 41, e la SVP a 3.

Nei 116 collegi uninominali in palio, in 60 prevarrebbe la coalizione Lega-FdI e in 49 l’alleanza centrosinistra-FI. Il Movimento guidato da Luigi Di Maio trionferebbe in 5 collegi uninominali, e la SVP nei soliti 2.

Simulazioni e articolo a cura di Salvatore Borghese, Matteo Cavallaro, Giovanni Forti, Alessio Vernetti e Andrea Viscardi.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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