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Report: puntata di domenica 2 aprile. Disturbi del sonno, homo sapiens a homo cyborg

Siamo entrati nell'era dell'uomo cyborg; la resilienza ovvero come costruire e progettare le cose affinché sopravvivano ai terremoti e un servizio dedicato a chi dorme male: questi i tre argomenti della puntata di questa sera di Report.
Sonni d'oro – di Cecilia Bacci
Quando si russa si possono raggiungere i 90 decibel: russa il 40% degli italiano e dieci milioni soffrono di problemi come le apnee notturne.
Il cattivo sonno è causa anche di infortuni sul lavoro e di incidenti sulle strade: si può migliorare la qualità del dormire puntando sulla gestione dello stress e sull'alimentazione.
 
A Londra hanno creato il “Napo bar”, un posto dove schiacciare un pisolino durante la giornata: nel cuore della city ci si può concedere 30 minuti di pisolino per abbassare lo stress, evitare problemi al cuore e migliorare la produttività.
 
E chi ha un coniuge che russa come fa? Si perdono in media 90 minuti di sonno a notte, se si dorme con uno che russa: condiziona il modo di relazionarci, si litiga col compagno, ci si sente stressate e depresse.
Il sonno è importante: spesso sono le donne che accompagnano i mariti dall'otorino per risolvere il problema.
Cerotti, naso dilatatori, spray, mangiare leggero la sera .. Non sempre funzionano, se non si individua la causa del russare.
Esistono materassi intelligenti che si alzano, anche da un solo lato.
Ma il vero problema sono le apnee notturne: persone che non si addormentano veramente e si alzano già pronti.
In questi casi si può ricorrere ad una mascherina che fa inalare area oppure ad un intervento chirurgico.
 
Essere umani – di Giorgio Mottola
 
L'evoluzione non è terminata col l'homo sapiens: se il corpo è un limite oggi, ci sono studi che stanno usando i risultati della biotecnologia, della robotica per creare uomini evoluti, uomini cyborg con poteri eccezionali.
 
L'inchiesta di Giorgio Mottola da fiducia e speranza, per il futuro, ma pone anche molti interrogativi: se queste tecnologie per creare super uomini finissero nelle mani sbagliate?
Se qualcuno fosse in grado di pilotare il nostro cervello, i nostri pensieri?
 
I microchip che mettiamo addosso agli animali, in Svezia vengono impiantati anche negli uomini: sono usati per far interagire il chip con le app, per semplificare la vita (per esempio per non dover andare in giro con l'abbonamento del treno).
Le ferrovie svedesi stanno sperimentando ora i chip sottopelle dei loro passeggeri: sono 2200 le persone che lo stanno usando.
In un centro di co-working di Stoccolma della Bio-HAX, stanno lavorando su tutte le funzionalità di questi chip, usati come badge, come tessere per le macchinette.
 
Questi chip emettono segnali secondo il protocollo NFC: possono essere usati per contenere dei dati, per contenere password, al posto delle tessere per sconti.
Il tuo corpo diventa una parte dell'internet delle cose.
 
Servono sufficienti test per capire se fanno male – spiega Andreas uno dei ricercatori: si deve stare attenti anche alla questione della privacy dei nostri dati.
E se google volesse i dati della Bio-HAX? Al momento il rischio non c'è, ma domani?
Potrebbero diventare strumenti di manipolazione e di controllo?
Amazon sta sperimentando dei chip per aiutare i loro dipendenti a spostare la merce nei pancali.
 
Il chip è la prima trasformazione del nostro corpo, per dargli nuove funzionalità, stravolgendo il disegno fatto dalla natura.
Non possiamo farci trovare impreparati a questi scenari: già oggi abbiamo scoperto tardi come i nostri dati sui social possano essere usati in modo perverso, con l'inchiesta su Cambridge Analytica.
 
L'uomo cyborg.
 
All'IIT stanno lavorando ad un progetto per realizzare mani probiotiche: la mano percepisce le contrazioni dei muscoli con dei sensori e agisce di conseguenza.
Mirko Moeni giù oggi usa protesi come queste, come fossero oggetti comuni: la sua mano è stata realizzata dall'istituto di biorobotica dell'Istituto Sant'Anna, dove lavorano anche a protesi di altri arti, come le gambe.
Stanno lavorando anche ad esoscheletri, strutture che si indossano che consentono a persone che non possono camminare, di alzarsi e muoversi da sola.
E un giorno potrebbe anche aiutare la persona a correre più in fretta o sollevare pesi agevolmente.
 
Al DARPA, la struttura di ricerca dell'esercito americano, lavorano ad un esoscheletro per potenziare la forza dei soldati.
Il super operaio è già una realtà in aziende dove le persone devono lavorare coi robot: anziché rubarci il lavoro, i robot, forse ci costringeranno a lavorare più a lungo.
FCA ha introdotto tre esoscheletri nello stabilimento di Melfi: servono per rendere meno faticoso il lavoro o per sostituirli? Non è differenza da poco.
 
La mano con sei dita: a Siena, ispirandosi a Simone Martini, all'università hanno studiato e realizzato la mano col sesto dito.
Serve per aiutare le persone che non hanno piena funzionalità della mano oppure per aumentare le possibilità di presa delle mani.
 
La nuova frontiera è però collegare i computer al cervello: Lina ha un problema alla vista, sta usando degli occhiali con una telecamera che trasmette le informazioni al cervello.
Si chiama Brain computer interface questa branca della scienza: collegando il cervello al computer si riesce a capire i pensieri di una persona, tradurli in impulsi e mandarli ad una macchina.
Ad ogni sequenza dei neuroni, nel miliardo delle connessioni, corrisponde una azione che viene registrata: con un caschetto si riesce a registrare solo l'attività celebrale in superficie.
La registrazione migliore è quella fatta coi chip impiantati: leggere i pensieri e le emozioni del cervello è una cosa positiva se fatta per fini medici.
Ma se questi dati fossero usati per fini di marketing?
 
A Bolzano c'è la Thimus: lavorano nel settore della moda e dell'abbigliamento, per capire il confort dei loro prodotti, leggendo i dati del cervello presi tramite il caschetto.
 
L'auto che si guida da sola la stanno realizzando quelli della Nissan: l'auto legge i tuoi pensieri e capisce se hai caldo o freddo.
 
In Facebook stanno lavorando ad un sistema in grado di scrivere più in fretta rispetto a quanto facciamo con le mani, perché in grado di leggere il pensiero.
Altri progetti sono in corso presso la Tesla: le conseguenze di questa tecnologia, gli elettrodi, il caschetto, non sono ancora note.
 
Centinaia di ricercatori stanno lavorando per capire come modificare le emozioni e i pensieri nel cervello: accendere o spegnere un neurone, per generare una sensazione virtuale, in assenza di un oggetto reale.
 
Sta nascendo una nuova specie umana? Dobbiamo preoccuparci di tutti questi scenari dai confini poco chiari? Le multinazionali che stanno investendo nella Brain computer interface hanno budget superiori a quelli degli stati, hanno in mano i nostri dati, ci hanno profilati, hanno in mano i dati genetici.
Serve una regolamentazione da parte dei governi, per governare questi cambiamenti.
Il professor Warwick è il primo uomo cyborg: ha inserito 100 elettrodi nel braccio che trasmettono i segnali del sistema nervoso a distanza, per manovrare una mano bionica a migliaia di km di distanza.
 
Superare la prigione del nostro corpo si può, andare oltre i limiti della natura: questo l'obiettivo dei ricercatori nella cibernetica.
Neil Harbisson è un signore inglese che ha una antenna integrata col proprio corpo: è un cyborg perché non è più umano al 100%, ha aggiunto ai suoi occhi questa antenna che gli fa vedere i colori come suoni di note, che arrivano al cervello.
Può ricevere immagini da tutto il mondo perché nel cranio ha un chip connesso a internet: è un intervento che non si può fare legalmente oggi, perché ritenuto poco sicuro.
 
Si tratta di un nuovo senso – spiega Neil: si tratta di realtà aumentata, per percepire sensazioni che persone normali non hanno, come le vibrazioni per i terremoti, le variazioni della pressione per i cambiamenti del meteo...
 
Il Transumanesimo è una distopia, prevede la possibilità di trasferire la mente umana dentro un chip, che non ha bisogno più di un substrato come il corpo.
In Italia sono un movimento che raccoglie qualche migliaio di persone, con contatti con tutti i partiti politici.
Sebbene uno dei suoi membri, Stefano Vaj, ha fatto scritti di stampo razzista: “noi vogliamo traghettare l'uomo verso il superuomo”.
 
È la deriva che inquieta: la storia di Cambridge analytica fa riflettere, se nessuno mette un freno, potranno usare queste tecnologie per creare delle persone con potenzialità superiori e dall'altra parte, persone “normali”.
Perderemmo l'uguaglianza, perderemmo anche il senso di umanità proprio degli uomini.
Questo articolo è stato pubblicato qui

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