Rave a Diso: una piccola località e un grande, deleterio raduno

Esistono, comunque, alcuni esiti e conseguenze inconfutabili: in primis, purtroppo, la morte di una giovane potentina sui vent’anni, il cui corpo esanime è stato abbandonato e rinvenuto in una vicina stazione di servizio. Poi, l’ininterrotta, assordante diffusione di musica – o, meglio, di uno stucchevole e monotono tum, tum, tum, tum - , scaraventata d’intorno, in un vastissimo orizzonte, grazie ad un impianto d’amplificazione da 6000W, la qual cosa, tappi o non tappi nelle orecchie, ha tormentato e minato, giorno e notte, le meningi e l’equilibrio esistenziale di migliaia di residenti e turisti.
Ovviamente e con rispetto, ad ognuno il suo mestiere, e però l’invasione di diversi immobili privati, con sicuri danni per i titolari, e l’inaudita, demenziale esplosione di decibel, forse non si dovevano lasciar passare e consumare in tutta tranquillità, per 36 lunghissime ore. Ad esempio, non si poteva disattivare, con un’operazione a sorpresa, l’impianto di amplificazione?
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