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 Home page > Attualità > Cronaca > Rave a Diso: una piccola località e un grande, deleterio raduno

Rave a Diso: una piccola località e un grande, deleterio raduno

Come ampiamente riportato dai quotidiani on line, nonché da radio e telegiornali, un piccolo Comune del Salento, dotato di un ridente tratto costiero e avviato su interessanti prospettive di sviluppo turistico, ha improvvisamente visto convenire sul proprio territorio un ragguardevole numero di persone, in prevalenza giovani (1000, 2000, 4000 o 6000, la cifra precisa ha poca importanza), per un raduno, una festa, una celebrazione, non si sa di che genere e di quale nome, ma, sicuramente, senza ombra di autorizzazione.
 
Detti ospiti – con autovetture, torpedoni, caravan, tende, moto e vari impianti ed attrezzature – si sono “accomodati” all’interno di una serie di fondi agricoli di proprietà privata, a breve distanza dai centri abitati.
 
Cosa hanno fatto insieme, in circa 36 ore di soggiorno, non è dato di conoscere, anche se si può immaginare.

Esistono, comunque, alcuni esiti e conseguenze inconfutabili
: in primis, purtroppo, la morte di una giovane potentina sui vent’anni, il cui corpo esanime è stato abbandonato e rinvenuto in una vicina stazione di servizio. Poi, l’ininterrotta, assordante diffusione di musica – o, meglio, di uno stucchevole e monotono tum, tum, tum, tum - , scaraventata d’intorno, in un vastissimo orizzonte, grazie ad un impianto d’amplificazione da 6000W, la qual cosa, tappi o non tappi nelle orecchie, ha tormentato e minato, giorno e notte, le meningi e l’equilibrio esistenziale di migliaia di residenti e turisti.

 
Ulteriore sintomo, le frequenti processioni di “convegnisti” verso bar e posti di ristoro delle località limitrofe, con bottiglie e lattine brandite in mano alla grande.
 
Si tiene a dichiarare che vigili urbani, carabinieri e poliziotti hanno tenuto a bada la situazione e che non si poteva fare di più, data l’enorme folla di arrivati.

Ovviamente e con rispetto, ad ognuno il suo mestiere, e però l’invasione di diversi immobili privati, con sicuri danni per i titolari, e l’inaudita, demenziale esplosione di decibel, forse non si dovevano lasciar passare e consumare in tutta tranquillità, per 36 lunghissime ore. Ad esempio, non si poteva disattivare, con un’operazione a sorpresa, l’impianto di amplificazione?
 
Circa, infine, la misera fine della giovane, è stata una fatalità inevitabile? Si è proprio sicuri che non si sarebbe potuto intervenire in qualche modo, soprattutto prima? Da ultimo, un interrogativo secco: la marea di gente è arrivata in quel sito solo grazie ad internet, a Google Earth ecc. ecc. o vi sono stati anche organizzatori e guide in carne ed ossa?

Commenti all'articolo

  • Di Francesco Rossolini (---.---.---.247) 17 agosto 2009 13:44
    Francesco Rossolini

     la cultura del Rave, piaccia o meno, è ben radicata nell’Europa Centrale. In Italia essendo i rave party proibiti per legge ecco che cosa accade ogni colta: feste clandestine prive di controlli che degenerano sistematicamente. 

  • Di ezio (---.---.---.77) 17 agosto 2009 14:28

    A me risultano molti eventi musicali nei boschi...gestiti da associazioni...culturali.che chiedono il permesso alle comunità montane, quindi nel rispetto della legge,.pieni di giovani..e non succede niente..nel pieno rispetto della natura!!..Non avendo mai partecipato a un "rave" vero e proprio...mi chiedo quale sia la differenza...solo la "clandestinità" del fatto?? o la musica techno ininterrotta??..

    ovviamente ognuno è libero di fare quello che vuole di sè e del proprio corpo..ma cosa c’entra il consumo personalissimo di stupefacenti...con la clandestinità dei rave??..i giovani muoiono anche in discoteche legalissime!!

  • Di barbara (---.---.---.146) 17 agosto 2009 19:46

    Purtroppo a questi rave gira droga e alcol e queste sono le conseguenze. Senza rincoglionirsi non si sopporterebbero 36 ore di musica martellante, non raccontiamoci favole. Ci scappa sempre il morto ma questi raduni sono sempre affollatissimi. Non e’ una novita’, purtroppo piangono i genitori di questi ragazzi ed e’ al loro dolore che mi unisco e non certo alla scomparsa prematura ma cercata di ragazzi senza testa.

  • Di iavaian (---.---.---.254) 17 agosto 2009 20:05

    Non succederebbe nulla se la gente cominciasse a capire che questa è la nostra cultura giovanile, non piace la nostra musica? Dateci dei luoghi dove poterci esprimere senza disturbarvi!
    Le cose si risolverebbero facilmente se fossero regolarizzati, vivendo in un paese estero temporaneamente, ho avuto modo di vedere come i grandi eventi Techno siano organizzati anche meglio dei grandi tour delle star mondiali, questa è la nostra cultura, e sbaglio se dico che negli anni sessanta molti giovani venivano arrestati per esser stati a Woodstock o se vivevano in case comuni? Oggi osanniamo quel periodo come l’ultimo vero respiro di libertà del secolo scorso.
    Non abbiate paura della cassa perchè non siamo bestie, siamo solo in ricerca del divertimento.
    E se la vogliamo vedere in modo puramente economico, un evento rave porta gente da tutte le parti d’Europa, ricordo in Sicilia quanti francesi o tedeschi venivano e si innamoravano degli scenari idilliaci che la mia terra proponeva, gustandosi della buona musica e scambiando diversi aspetti delle loro culture con noi.

  • Di Viviana Ettorre (---.---.---.165) 17 agosto 2009 22:53

    I rave nascono dalla volontà delle organizzazioni mafiose di vendere droga.
    Siamo certi che nessuno sappia veramente?
    O a qualcuno - politici e imprenditori - fa comodo?
    Gira cocaina.

  • Di (---.---.---.106) 18 agosto 2009 12:53

    Dateci un posto ....

    Ascolta! Trovati un posto a 20 km dal più vicino centro abitato. Compratelo! ... e poi facci quel che ti pare, ma senza rompere le palle a nessuno, comprese assistenza sanitaria e forze dell’ordine (che hanno sicuramente di meglio da fare piuttosto che correre dietro ad una massa di imbecilli dediti al suicidio).

    • Di iavaian (---.---.---.254) 22 agosto 2009 09:39

      SI vede che di quel che ho scritto, Lei ha capito solo droga, rave, techno.
      Prego faccia pure denigri chi è diverso da Lei, come se avesse la verità suprema tra le mani, il Suo giochetto insulso può solo far piacere a chi diffonde letame su tutte le culture giovanili e/o di nicchia.

      Per il resto come ho già detto, se le amministrazioni comunali si permettono di pagare inutili cantanti falliti da decenni oppure quelle mezze s**** dei tronisti e amici della maria, credo pure che possa patrocinare eventi fatti per giovani. Nulla può fermare questo si figuri la gente ottusa come Lei. Anonimo sempre e comunque, nevvero?

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